Claudio Boccaccini porta in scena la tragica storia d’amore di due giovani divisi dal conflitto israeliano-palestinese. La storia di due amanti uniti da un sentimento profondo e tenace, che riflettono sulle rispettive culture, mettendo a nudo ciascuno le proprie paure e i condizionamenti della propria infanzia, per scoprirsi infine ognuno segnato dal posto che il destino gli ha assegnato nella Storia.

LOVE’S KAMIKAZE

di Mario Moretti
regia Claudio Boccaccini
con Marco Rossetti e Giulia Fiume
Produzione Golden Show srl – Impresa Sociale di Alessandro Gilleri

Prima del debutto dello spettacolo, mecoledì 23 gennaio (ore 18)

Emilia Costantini ricorda Mario Moretti con l’intervento di Francesco Pannofino

a seguire l’editore Yuri Garrett presenta il testo Love’s Kamikaze (edito da Caissa Italia)

Mercoledì 23 e giovedì 24 gennaio (ore 20) in scena al Teatro Torlonia LOVE’S KAMIKAZE, scritto da Mario Moretti per la regia di Claudio Boccaccini, Sul palco due attori – Marco Rossetti e Giulia Fiume – raccontano un tema tanto sofferto quanto attuale, quello del conflitto israeliano-palestinese.

Con una tensione teatrale di grande efficacia il testo riflette sulla contemporaneità e sulle motivazioni di due giovani innamorati, lui palestinese, lei ebrea, ciascuno inevitabile rappresentante involontario del proprio popolo. In una scena spoglia, in cui spiccano soltanto un materasso, un tavolo con delle stoviglie e qualche scaffale, si svolge il racconto di un amore spontaneo, energico, ma avversato dalla Storia; quello fra Naomi, ebrea, e Abdel, palestinese, che nel sottosuolo dell’Hotel Hilton di Tel Aviv si amano cercando di dimenticare la guerra che divide i loro popoli. Nell’intimità di quel luogo essenziale si confrontano, discutono, si scambiano idee a proposito del proprio posto nel mondo, riflettendo sulle diverse motivazioni che animano le due parti di cui sono involontari rappresentanti, fino ad arrivare ad una conclusione tanto inaspettata quando tragicamente reale. Fra le pieghe di una quotidianità soltanto apparente, tra il rito del caffè e quello dell’amore, si insinua il desiderio di un impegno civile che salvi i due protagonisti dal ruolo di passivi spettatori di morte in cui si sentono precipitati. «Qualcosa deve cambiare!» grida disperata Naomi rivolta alla platea. Sulle loro spalle grava il fardello di una colpa il cui principio si perde nel tempo, ma rimane tragicamente presente nelle vite di coloro che devono farsi carico delle sue conseguenze.

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