“L’archeologia non è noiosa. L’archeologia è un grande viaggio nella nostra storia. Il MAV è un piccolo museo ma ha grandi ambizioni come quella di divulgare la nostra storia. Il MAV, Museo Archeologico Virtuale di Ercolano è un luogo dove famiglie, ragazzi ed adulti possono divertirsi conoscendo la loro storia. Il MAV possiede tanta conoscenza tecnologica e la mette a disposizione del territorio. Vesuvius 79 d.C. è stato un modo innovativo di far conoscere l’archeologia portando all’esterno, in questo caso presso la bellissima Reggia Borbonica Quisisana di Castellammare di Stabia, reperti archeologici scoperti nelle Ville Romane di Stabiae, reperti quasi mai esposti al pubblico, ed allo stesso tempo le letture degli scritti di Plinio, recitate dall’archeologo Gianmatteo Matullo con l’accompagnamento di filmati ad alta tecnologia multimediale che hanno ricostruito la notte del 79 d.C.”. Lo ha dichiarato Luigi Vicinanza, Presidente della Fondazione Cives – MAV, al termine della splendida serata svoltasi alla Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia, sede del Parco dei Monti Lattari.  Ed il successo è stato immediato: ben 300 prenotazioni in poche ore. Sale piene, tanta gente e molta curiosità. “Dopo il Museo archeologico virtuale di Ercolano e il Castello dei Conti di Acerra – ha proseguito Vicinanza – “Vesuvius 79 d.C.” evento di grande divulgazione, ideato dall’archeologo Gianmatteo Matullo, ha visto la terza tappa presso la Reggia di Quisisana. Innovazione e tradizione; cultura classica e tecnologia multimediale ; la parola antica e l’immagine digitale: con questo spettacolo. Il MAV ancora una volta mette a disposizione in modo concreto il suo bagaglio di conoscenza scientifica per tutta l’area vesuviana. Luoghi baciati dagli Dei: le meraviglie di Pompei, Ercolano, Stabiae, Oplonti e lo scrigno di Boscoreale; il Parco del Vesuvio e quel polmone verde rappresentato dal Parco dei monti Lattari con la sua spettacolare funivia riattivata con l’aiuto della Regione; la Reggia di Portici, il circuito delle ville vesuviane, il misterioso e negletto isolotto di Rovigliano alla foce del Sarno. Alla fine di questo percorso fantastico ecco il MAV; non si tratta di un tesoro tramandatoci dalla imponente Storia di queste terre ma è il prodotto dell’ingegno moderno. Un gioiello della tecnologia 4.0 aperto alla collaborazione con tutti gli enti istituzionali del nostro magnifico e complesso territorio”.  Da una parte i tanti reperti archeologici rinvenuti nelle bellissime ville romane, occasione unica aperta al pubblico e dall’altra la tecnologia multimediale del MAV con filmati e racconti davvero unici.

L’eruzione raccontata da Plinio con uno straordinario viaggio con video, anche in 3D il quale ha  ricostruito in modo completo l’eruzione che coprì non solo Pompei ma anche Ercolano, Torre Annunziata, l’area vesuviana, torrese e stabile. Per la prima volta in uno scenario davvero unico è stato possibile ammirare, filmare e fotografare da vicino reperti archeologici risalenti al I. Secolo d.C. e tutti rinvenuti da alcune delle Ville d’otium come la Villa di Arianna,  Villa San Marco, Villa del Pastore e da alcune ville rustiche come Villa Carmiano, Villa Petraro.

“SCABEC società della Regione Campania per valorizzazione dei Beni Culturali ma basterebbe dire più facilmente: Regione Campania. Regione Campania che con il Governo guidato da Vincenzo De Luca sta dando una svolta proprio all’impegno culturale, alla forza culturale di questa Regione con il rilancio di enti come il Parco dei Monti Lattari – ha dichiarato Antonio Bottiglieri, Presidente della SCABEC –  con il suo Presidente, Tristano Dello Ioio, il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano con il Presidente Luigi Vicinanza. Insomma un coro che trova in Vesuvius 79 d.C. un momento di sintesi di questo bellissimo racconto che la straordinaria forza dei beni culturali della Campania ha diritto di fare ai turisti ed agli stessi cittadini campani che in questo modo  potranno conoscere meglio la propria regione”.

“Siamo andati alla scoperta dei reperti dele ville di Stabia. Poi con la ricostruzione in 3d con reading abbiamo rivissuto la drammatica eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Vesuvius è stata un’iniziativa di OPENart>Campania, realizzata dalla Scabec/Regione Campania in co-produzione con il MAV (Museo Archeologico Virtuale di Ercolano) – ha dichiarato Alfonso Pagano, Coordinatore Marketing & Comunicazione della Scabec –  e in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei (Mibac), Parco Regionale dei Monti Lattari e comune di Castellammare di Stabia. Ieri alla Reggia di Castellammare  visite guidate della durata di circa 20 minuti poi  “VESUVIUS – 79 d.C., l’eruzione raccontata da Plinio”, immagini delle ricostruzioni digitali e letture dell’archeologo Gianmatteo Matullo delle celebri lettere di Plinio il Giovane a Tacito, che trasporteranno gli spettatori in una atmosfera emozionante, con suoni e immagini di quel tragico evento del 79”.

“Più di 300 prenotazioni in poche ore sono la testimonianza di un Parco dei Monti Lattari in forte crescita e dell’apertura che stiamo avendo e continueremo ad avere nei confronti della memoria storica, dell’archeologia, della cultura. Tutta l’estate sarà piena di tali eventi – ha dichiarato Tristano Dello Ioio, Presidente del Parco dei Monti Lattari –  presso la sede del Parco alla Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia. Vesuvius 79 d.C. è stato il primo evento culturale di una serie di eventi culturali che si svolgeranno nei prossimi mesi. Il Parco investirà tanto per la tutela e la divulgazione della cultura del territorio”.

Esposti reperti unici come oggetti di uso quotidiano, ad esempio una chiave risalente al I secolo d.C. una statua raffigurante un pastore, ma addirittura un carro romano usato per il trasporto delle merci.

Parte dei preziosi reperti archeologici, quasi tutti databili I sec. d.C. e provenienti da alcune delle Ville d’otium (Villa c.d. di Arianna, Villa c.d. San Marco e Villa del Pastore) e delle ville rustiche (Villa Carmiano, Villa Petraro) dell’ager Stabianus, esposti alla Reggia di Castellammare di Stabia permettono di osservare e analizzare due stili di vita differenti ma complementari alla comprensione dello sviluppo antropologico della società civile dell’antica Stabiae. Oggetti di uso quotidiano, stucchi, decorazioni a bassorilievo, statue, frammenti di affresco (tra i più importanti da citare sono i protagonisti delle tragedie greche di Euripide, ossia il Pilade e l’Ippolito, provenienti dal triclinio di Villa Arianna) e il famoso carrus Romano, sono solo una piccola entità dell’immenso tesoro dell’Antiquarium stabiano, chiuso al pubblico dal 1997. Una possibilità unica ed irripetibile per intere generazioni. Ed in un gioco di luci notturne, accompagnati anche da filmati unici che ricostruiscono quanto accadde quella notte, guide turistiche autorizzate accompagnano lungo tutto il percorso museale

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