Franco Mennella (sindaco di Serre) : “Saluteremo Vienna Cammarota che partirà da Serre, piccola comunità degli Alburni che sta accogliendo anche i profughi di guerra. Avremo con noi delegazioni scolastiche, associazioni culturali e con ogni probabilità saranno i profughi di guerra a consegnare la bandiera dell’Ucraina che con quella dell’Italia potrà attraversare tutti i borghi della Via Regia delle Calabrie”.

Il 26 Marzo – Vienna Cammarota – anni 72 – partirà da Serre e attraverserà borghi, strade, terre per parlare di pace ed arriverà a Castrovillari il 2 Aprile. Alla partenza briefing stampa – Sabato 26 Marzo – ore 11 dinanzi all’epitaffio di epoca borbonica che sanciva l’inaugurazione della strada “nova” nel 1779. Con lei autorità, cittadini, scuole, associazioni

“La comunità di Serre è ben lieta di ospitare la partenza di Vienna Cammarota, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, Guida Ambientale Escursionistica di Assoguide che all’età di 72 anni il 26 Marzo darà il via al cammino della pace percorrendo ben 180 Km a piedi fino a Castrovillari in Calabria. E’ cammino della pace perché ad esempio nella comunità di Serre stiamo accogliendo profughi di guerra nelle nostre famiglie e dunque durante il cammino sarà centrale il tema dell’accoglienza. Alla partenza che avverrà Sabato 26 Marzo, alle ore 11, dinanzi all’Epitaffio di epoca borbonica che sanciva l’inaugurazione della strada “nova” nel 1779, a Vienna consegneremo la bandiera dell’Ucraina con quella dell’Italia e non è escluso che per quella data possa essere presente proprio una delegazione di profughi provenienti dalle zone di guerra ma anche delle stesse scuole di Serre. Il nostro borgo, in provincia di Salerno, sarà tappa iniziale del cammino della pace che ha anche un particolare significato storico. Serre, infatti è sulla “Via Popilia”, la consolare di epoca romana più lunga in territorio italiano ed è un paese importante per la cultura borbonica perché c’è la Casina Reale di Caccia che da Ottobre a Gennaio diventava la sede del Governo Borbonico. La Casina si trova all’interno del comprensorio militare di Persano ed è sede del Comando Regimento Logistico Garibaldi. L’auspicio è che possa essere resa più fruibile al turismo. Inoltre Serre che si trova tra i due fiumi quali il Sele e il Calore, è sede dell’Oasi WWF di Persano. Ma a Serre c’è anche la Riserva naturale Foce Sele – Tanagro.

Dunque un percorso naturalistico dal grande valore ambientale, culturale, storico e sociale, perché la natura si concilia con la pace, mentre allo stesso tempo cultura e ambiente sono sinonimo di pace e costruiscono la pace”. Lo ha affermato Franco Mennella, sindaco di Serre, in provincia di Salerno.

Il 26 Marzo, Vienna Cammarota, anni 72, Ambasciatrice di Archeoclub D’Italia, Guida Ambientale Escursionistica di Assoguide. Partirà da Serre, in provincia di Salerno, per dare vita al cammino della pace lungo la storia della ritrovata Via Regia. Ben 180 Km a piedi, 7 giorni di cammino, 22 borghi da attraversare. Vienna Cammarota lo farà dunque con le bandiere dell’Italia e dell’Ucraina e lo farà per far comprendere l’importanza del patrimonio culturale dei piccoli borghi d’Italia!

Borghi da conoscere e dove ogni giorno si lavora per aprirsi al turismo, non solo di prossimità!

“Dopo tanti anni abbiamo concluso il progetto di restauro del Palazzo Ducale risalente al XVI secolo. Si tratta di un sito davvero importante al quale vi si accede attraverso un portale in pietra intagliata, che mostra uno scenario molto suggestivo, dove gli elementi prevalenti sono: il pozzo laterale, due scale in pietra, il secolare platano centrale. Il pozzo, di stile cinquecentesco. Lungo il perimetro della corte è annessa la Cappella del Soccorso, della quale rimane il portale – ha concluso Mennella – recante rosette e simboli araldici sui conci di chiave, di imposte e alla base dei piedritti”.

Serre conta 3816 abitanti e si trova in provincia di Salerno, nel cuore dei Monti Alburni, a 23 km in linea d’aria dal mare. Eppure è un borgo immerso nella natura e ricco di storia. Vienna Cammarota partirà da lì per il cammino della pace.

A Nord-Est il territorio di Serre è prevalentemente collinare con vigneti, uliveti dai quali si ricava un olio tra i migliori della Campania. A Nord-Ovest è sita una delle più preziose oasi naturali della Campania: Oasi di Persano. A sud-ovest il territorio è di tipo pianeggiante con numerose contrade e ben due frazioni: Borgo San Lazzaro e Persano. Un territorio incastonato nella piana del Sele, una delle maggiori risorse agricole della Campania.

Le origini di questo meraviglioso piccolo borgo che con umanità sta accogliendo i profughi ucraini, ha origini medievali che dunque risalirebbero al X – XI secolo. Dal 1752 al 1754 Carlo III fece realizzare la Casina Reale di caccia di Persano su progetto iniziale dell’ingegnere Giovanni Domenico Piana e in seguito di Luigi Vanvitelli.

Serre è il paese in cui l’Ulivo ha la sua Protettrice. Importanti sono la Chiesa di San Martino, risalente al XIII secolo e il Santuario Madonna dell’Olivo, chiesa medioevale. Nella nicchia centrale dell’altare maggiore vi è l’effige della Madonna dell’Olivo, in stucco, risalente circa all’ultimo decennio del XIII secolo ed è la più antica immagine mariana di questo tipo nel comprensorio degli Alburni e della provincia di Salerno, ma anche la Chiesa di Gesù Cristo Redentore. C’è la possibilità di vedere il Ponte romano sulla via Capua Rhegium. Sul Sele si trova invece il ponte del Verticillo, realizzato tra il 1624 e il 1625 e ricostruito nel 1757 addirittura sotto la direzione di Luigi Vanvitelli. Le sue rovine sono davvero storiche in quanto figlie dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. A Serre è possibile ammirare un Lavatoio pubblico davvero unico, tra i pochi rimasti in Campania!

Il cammino della pace di Vienna Cammarota nasce da un’importante ricerca fatta sul campo dall’architetto Luca Esposito, scrittore, delegato Archeoclub D’Italia al programma di riqualificazione dei borghi dell’antica Strada Regia delle Calabrie che è riuscito nell’impresa di ritrovare la Strada Regia delle Calabrie inaugurata dai Borboni nel 1779 e soprattutto a inserirla su Google Map. E’ una vera e grande novità in quanto Esposito ha ritrovato davvero tutto quanto fosse possibile scoprire: antichi epitaffi borbonici di fine ‘800, tratti stradali originari sterrati, ma addirittura le antiche e robuste strutture di sostegno della strada e del percorso, i piloni borbonici nel punto esatto in cui la Via Popilia si congiungeva alla Strada Regia delle Calabrie ma anche il ponte realizzato sul torrente Alimenta e persino l’antico edificio che un tempo ospitava la rinomata Taverna della Duchessa con annesso ufficio postale di allora, dunque di epoca borbonica, una sorta di area di servizio con ristoro lungo l’autostrada.

“Vienna Cammarota partirà dall‘epigrafe del 1779 di Ferdinando IV di Borbone, situata lungo l’antico tratto sterrato di Consolare, in località “Pagliarone” di Serre, dinanzi a quella che veniva chiamata Taverna D’Aniello. Più in avanti ci sarà la Taverna della Duchessa. Si trattata di punti di ristoro, una sorta di aree di servizio di oggi, che si trovavano lungo la Via Regia delle Calabrie, costruita dai Borboni come via di collegamento fino alla Calabria e presso i quali, spesso c’erano anche uffici postali. Tutto questo lo si vede, come ancora l’antica Taverna degli Impisi , ovvero degli “impiccati”, nel secolo scorso proprietà di tale Emiliano Grallo, oggi trasformata in casa colonica.

Si dopo mesi di studi sul campo, di incontro viso a viso con la gente del posto, quella comune che vive il quotidiano e che allo stesso tempo custodisce memorie e tradizioni, sono venuti alla luce tutti i luoghi della Strada Regia delle Calabrie. Ad esempio la Taverna della Duchessa con ufficio postale e che oggi potremmo paragonare ad una sorta di area di servizio sulle nostre autostrade – ha affermato Luca Esposito – ma anche gli antichi ponti che in parte non vediamo, e non solo i ponti. Vienna Cammarota camminerà lungo la Strada Regia delle Calabrie ripercorsa a piedi a distanza di 240 anni circa. Alcuni tratti saranno sterrati come allora. Vienna entrerà in quei borghi e frazioni, ben 22. E’ una strada lungo la quale troviamo guerra e pace. Arrivata in prossimità del fiume Sele, la strada inizia a scendere, passa al di sotto dell’ottocentesca struttura del cavalcavia ferroviario e quindi percorre due agili tornanti prima di raggiungere il ponte, in uno scenario naturale molto suggestivo. Il Ponte sul fiume Sele (06K), o “Ponte di Persano”, può considerarsi sicuramente il più importante fra quelli incontrati finora durante il percorso. Realizzato nel 1625 sotto la reggenza di Filippo IV di Spagna, colpisce per la forma molto irregolare, al punto di essersi meritato, nel corso dei secoli, l’appellativo di ponte “storto” sul Sele. Ci sono fotografie che lo ritraggono prima dei lavori di ristrutturazione eseguiti all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. La quinta e ultima arcata, prima del bivio con la strada di Persano, è stata ricostruita in cemento armato dagli americani nel settembre del 1943 a seguito del crollo causato dall’esercito tedesco in ritirata. Al posto della struttura che vediamo oggi si trovava un’elegante campata realizzata nel 1760 dal celebre architetto Luigi Vanvitelli e di cui oggi restano i piloni di sostegno ottagonali, occultati dalla vegetazione”.

Vienna Cammarota attraverserà ben 22 comuni: Serre (Sa), Postiglione (Sa), Sicignano degli Alburni (Sa), Petina (Sa), Auletta (Sa), Pertosa (Sa), Polla (Sa), Atena Lucana (Sa), Sala Consilina (Sa), Padula (Sa), Montesano (Sa), Casalbuono (Sa), Lagonegro (Pz), Rivello (Pz), Nemoli (Pz), Lauria (Pz), Castelluccio Superiore (Pz), Castelluccio Inferiore (Pz), Laino Borgo (Pz). Rotonda (Pz), Morano Calabro (Cs), Castrovillari (Cs)

“Cosa incontrerà Vienna Cammarota? Ad esempio lungo la Via Regia delle Calabrie c’è un incrocio che conduce al Real Casino di Persano, residenza di caccia realizzata nel 1752 su ordine di Carlo di Borbone, la cui costruzione fu affidata all’ingegnere militare Giovanni Domenico Piana, che, dopo aver demolito completamente un vecchio edificio preesistente, realizzò questa nuova struttura – ha proseguito Esposito – successivamente rimaneggiata dal Vanvitelli nel 1753. La dimora si presenta su due livelli, un portale d’ingresso in pietra affiancato da due garitte, un atrio decorato a stucco in cui risalta uno scalone terminante con una statua in marmo raffigurante un cane da guardia (attribuito a Antonio Canova). Nella tenuta di Persano, nel 1742, venne realizzato un allevamento equino selezionato di razza napoletana, siciliana, calabrese e pugliese con stalloni di razza andalusa e provenzale per creare una razza pregiata. L’edificio e la relativa riserva di caccia sono state trasformate in un’area militare del 10º Reggimento di Manovra, Battaglione Logistico afferente all’VIII Brigata Meccanizzata Garibaldi.

Ripercorrendo a piedi, non senza emozione, il vecchio tratto Consolare , sono visibili tracce del lastricato storico, i parapetti originari e, soprattutto, gli imponenti barbacani di contenimento realizzati in pietrame a secco. Vienna sarà dinanzi al primo tratto autentico della strada settecentesca, non ricoperto da asfalto e con le strutture originarie ancora ben visibili, sebbene il tutto versi in uno stato di conservazione molto precario. Da una parte, a destra si notano le robuste strutture di sostegno realizzate in pietrame a secco. Una strada, dunque di ben 300 mila passi che arrivava fino a Reggio e siamo riusciti a ritrovarla. Attraversandola è possibile ammirare e vedere antichi edifici borbonici e ad un certo punto c’è anche una sovrapposizione tra il tracciato romano e quello borbonico.

C ‘è anche il tratto sterrato dell’antica Capua-Regium che misura circa un chilometro, dal bivio del Pagliarone fino all’incrocio con via Sorame, dove il tracciato ritorna regolarmente asfaltato. Lungo questo tratto è visibile chiaramente l’antico lastricato stradale in pietra, risalente con molta probabilità al periodo romano”.

La Taverna della Duchessa e il Real Casino.

“Sulla Via Regia dunque, Vienna Cammarota incrocerà la Taverna della Duchessa e il Real Casino.

In località Postiglione vi era la notissima Osteria della Duchessa – ha concluso Luca Esposito – dirimpetto alla quale si innalzava, alto e robusto, il Casino, un insieme di antiche dimore, giardini, scuderie e carrozze che fungeva da stazione di posta, osteria nonché punto di sosta e cambio di cavalli. Dunque stalle, dispense, cucine dove si lavorava la pasta, la cappella di San Lorenzo, l’antico ufficio postale, tutto di epoca borbonica.

Oggi i ruderi della cappella di S. Lorenzo e del Real Casino della Duchessa, sul lato sinistro della strada, sono liberamente visitabili, sebbene ricadenti su di un suolo privato, mentre la stazione di posta, situata di fronte, è chiusa al pubblico.

Qui, Il 5 settembre del 1860, passò la brigata dei mille comandata da Garibaldi”.

L’architetto Luca Esposito è autore della ricerca : “La Strada Regia delle Calabrie. Ricostruzione storico-cartografica dell’itinerario postale tra fine Settecento e inizio Ottocento, da Napoli a Castrovillari” con la quale è riuscito dopo mesi di attento lavoro e di visite sul territorio a ritrovare l’antica Strada Borbonica che collegava il capoluogo partenopeo alla Calabria.

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