Se “E tu cosa diresti al paziente?” era un’immersione nella tecnica e nella teoria della psicoterapia, il nuovo volume curato da Giorgio Nespoli e Fabio Rivara, “E tu cosa diresti al terapeuta?”, sposta l’obiettivo, ma non la mira. Questa volta, il fuoco è puntato sulla cruciale e, a volte, sottovalutata, funzione di intervisione e supervisione nel percorso di un terapeuta.
Il libro, come il suo predecessore, è concepito come un laboratorio pratico, un’officina del pensiero clinico. Ma se prima l’attenzione era sul paziente, ora il protagonista è il terapeuta stesso, con i suoi dubbi, le sue incertezze e le sue “zone d’ombra” che solo il confronto con un supervisore o un gruppo di colleghi può illuminare.
Questo non è un manuale teorico, ma un libro che vive di esempi concreti. Attraverso i contributi di numerosi professionisti, vengono presentati casi clinici, riflessioni, e scambi che non solo illustrano la teoria del Campo Analitico post-bioniano, ma la rendono viva e applicabile. È un approccio che fa sentire il lettore non un semplice spettatore, ma parte attiva di un processo di crescita.
Il volume si rivolge a un pubblico vasto: dallo psicoterapeuta in formazione, che troverà in queste pagine una guida preziosa e un incoraggiamento a non sentirsi mai solo, al professionista con esperienza, che potrà confrontare le proprie prassi e rimettere in discussione le proprie certezze. È un invito a considerare la supervisione non come un obbligo, ma come un’opportunità di crescita costante, un momento fondamentale per non perdere mai di vista la complessità del lavoro clinico e, in fondo, la propria umanità.









