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Perché andare in Giordania in inverno? Non solo per i mercatini di Natale, certamente. Non solo per vedere riserve che sono state certificate dall’Unesco come degne di essere viste. Non solo per fare eco-avventura nei canyon o per soggiornare nei lodge delle riserve.

Si va in Giordania per ritrovarsi. Per capire che le luci della città, quelle vere e quelle natalizie, non illuminano nulla se non abbiamo già imparato a vedere nel buio.

Si va in Giordania in inverno perché il clima è mite, certo. Ma soprattutto perché l’inverno nel deserto ha qualcosa da insegnarti sull’essenziale. Senza le folle europee, senza l’affanno del turismo di massa, puoi finalmente sentire il rumore dei tuoi stessi passi sulla pietra antica.

I luoghi del silenzio

I nostri lettori lo sanno, a chi decide di percorrere itinerari tra siti sacri, raccomandiamo sempre di farlo con rispetto. Non con la macchina fotografica sempre pronta, non con il bisogno di raccontare tutto sui social. Fatelo come si entra in una casa altrui: con umiltà, con curiosità, con la disponibilità a essere cambiati da quello che vedrete. Madaba, la città dei mosaici. Il Monte Nebo, da dove Mosè vide la Terra Promessa senza potervi entrare. Sono luoghi dove il tempo si è fermato non perché qualcuno ha deciso di proteggerli, ma perché il peso della storia li ha resi immobili.

Una volta, sul Monte Nebo, tra turisti armati di cellulari, incontrai un vecchio pastore, seduto all’ombra che guardava l’orizzonte. Gli chiesi cosa vedeva. Mi guardò con sopresa. “Vedo quello che c’è sempre stato”, disse. E poi aggiunse, quasi sottovoce: “E quello che ci sarà sempre, anche quando voi non ci sarete più”.

Aveva ragione, naturalmente. Le foreste di Yarmouk, con i loro habitat boschivi rigogliosi e le loro risorse idriche, esisteranno ben dopo che avremo smesso di fare congressi sul loro valore ecologico. Dana continuerà a ospitare stambecchi e aquile, come faceva anche prima del certificato UNESCO.

La Giordania ha avuuto ben due riconoscimenti UNESCO in questo 2025 che ci siamo da poco lasciati alle spalle. E’successo a settembre, e ci fa piacere: Ajloun e Yarmouk sono diventate Riserve della Biosfera UNESCO. Con queste due aggiunte, la Giordania raggiunge il traguardo di quattro Riserve della Biosfera, consolidando il proprio ruolo di Paese leader nella regione per la tutela della biodiversità e lo sviluppo sostenibile, elevando il suo profilo internazionale di destinazione impegnata nella promozione di un turismo sostenibile e responsabile.

Sono certificazioni importanti che ci dicono che siamo noi che abbiamo bisogno della Giordania. Di quello che rappresenta. Di quella capacità sempre più rara nel nostro mondo iperconnesso, di esistere semplicemente, senza doversi giustificare, senza dover dimostrare il proprio valore.

Come quello stambecco della Nubia che vidi a Mujib. Non sapeva di essere raro. Non sapeva di abitare nella riserva naturale più bassa del mondo. Viveva, semplicemente. E forse, se riusciamo a mettere da parte per un momento le nostre guide turistiche e i nostri itinerari ottimizzati, anche noi potremmo imparare a fare altrettanto.

La Riserva di Dana (foto Jordan Tourism Board)

La prima Riserva della Biosfera del Paese, Dana, istituita nel 1989, è la più grande area protetta della Giordania e ospita paesaggi che spaziano dal deserto alle foreste mediterranee, offrendo rifugio a una straordinaria varietà di specie animali e vegetali.

La Riserva di Mujib (foto Jordan Tourism Board)

La Riserva di Mujib, situata nei pressi del Mar Morto, è nota per essere la riserva naturale più bassa del mondo e si caratterizza per canyon spettacolari, corsi d’acqua e un terreno impervio che accoglie specie rare come lo stambecco della Nubia (Nubian ibex), oltre a rappresentare una destinazione unica per l’eco-avventura.

Riserva di Ajloun (foto Jordan Tourism Board)

La Riserva Forestale di Ajloun, nelle colline del nord della Giordania, tutela uno degli ecosistemi forestali mediterranei più importanti del Paese, ricco di querce, pistacchi e corbezzoli, ed è al centro di iniziative di ecoturismo sostenibile che coinvolgono direttamente le comunità locali.

La Riserva di Yarmouk (foto Jordan Tourism Board)

Infine, la Riserva Forestale di Yarmouk, situata nell’area nord-occidentale del Paese, si distingue per habitat boschivi rigogliosi e per risorse idriche di grande importanza, sottolineando il suo valore ecologico e il ruolo fondamentale nella protezione del patrimonio naturale giordano.

Tra il deserto del Wadi Rum e Aqaba attraversando 75 città

Altro motivo per andare in Giordania è per vedere i lavori conclusi nel 2025 dalla Jordan Trail Association nel 2025 tra il deserto del Wadi Rum e Aqaba sul Mar Rosso. Ora il percorso di 675 km, nominato Best In Travel 2025 da Lonely Planet, è interamente tracciato.

Un punto panoramico del Jordan Trail (foto Jordan Tourism Board)

La Jordan Trail Association (JTA) ha completato la segnaletica dell’ultimo tratto del Jordan Trail, inserito da Lonely Planet nella selezione Best in Travel 2025, riconoscimento che lo consacra tra le destinazioni imperdibili a livello mondiale. Con la recente azione, grazie al sostegno della Ayla Oasis Development Company, sono stati coperti i 32 chilometri tra il deserto del Wadi Rum e Aqaba, località marittimo sul Mar Rosso, al di fuori delle aree naturali protette.

Questo segmento rappresenta l’ottava tratta, quella conclusiva, del percorso nazionale, che si estende per un totale di 675 chilometri da Umm Qais, nel nord del Paese, fino ad Aqaba, attraversando oltre 75 città e villaggi della Giordania. La conclusione dei lavori rafforza la visione della JTA di migliorare e mantenere le infrastrutture del percorso, promuovendo al contempo l’escursionismo e il turismo responsabile in tutto il Regno.

Tradizione cristiana e pellegrinaggio culturale

La Giordania è custode di una delle più antiche comunità cristiane della regione e vanta luoghi di culto e pellegrinaggio che aggiungono profondità spirituale alle celebrazioni natalizie. Comunità ortodosse, cattoliche e armene partecipano alle celebrazioni natalizie con messe, canti e momenti di solidarietà.

La ricchezza del patrimonio cristiano della Giordania è nei suoi luoghi di pellegrinaggio riconosciuti ufficialmente dal Vaticano. Il percorso inizia con le acque sacre del Sito del Battesimo, Betania oltre il Giordano, dove Gesù Cristo fu battezzato da Giovanni Battista sulla riva orientale del fiume – un luogo di immensa forza spirituale, inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Da lì il viaggio di fede prosegue fino al Monte Nebo; alla Chiesa di Nostra Signora del Monte ad Anjara, legata al passaggio della Sacra Famiglia; a Tell Mar Elias, ritenuto luogo natale del profeta Elia; e fino ai ventosi altipiani di Macheronte, la fortezza dove Giovanni Battista fu imprigionato e martirizzato.

In quanto meta cristiana tra le più significative a livello globale, la Giordania rappresenta un ponte tra fede e cultura – accogliendo visitatori e pellegrini da tutto il mondo in un’esperienza di spiritualità, continuità storica e scambio culturale.

Perché scegliere la Giordania per le vacanze invernali

La stagione natalizia in Giordania offre un’atmosfera rilassata, senza le folle tipiche di altre destinazioni europee. Il clima invernale è mite, le luci della città si uniscono ai paesaggi biblici e l’accoglienza locale valorizza la convivialità e l’incontro culturale. Un mercato festivo nel cuore della capitale, un itinerario tra siti sacri e la possibilità di vivere il Natale con una prospettiva diversa: è il Natale in Giordania.

Come arrivare in Giordania

Con l’aumento dei voli diretti a prezzi competitivi, la Giordania rafforza il suo posizionamento come meta attrattiva e accessibile per il turismo globale. Da ottobre 2025 i collegamenti diretti con la Giordania sono aumentati, in particolare verso Amman, operati da compagnie tradizionali e low cost: venti frequenze settimanali da sei aeroporti italiani la rendono più facilmente raggiungibile da tutte le principali aree d’Italia.

Da Milano Malpensa si vola ad Amman con Royal Jordanian, che mantiene quattro collegamenti settimanali tutto l’anno, e con Wizz Air, che opera due voli settimanali fino al 28 ottobre 2025 e dal 29 marzo al 22 ottobre 2026. Da Milano Bergamo voli Ryanair, con due frequenze settimanali fino al 24 ottobre 2025, che diventeranno tre dal 25 ottobre 2025 al 28 marzo 2026, per poi tornare a quota due voli settimanali dal 29 marzo al 22 ottobre 2026.

Da Bologna Ryanair opera due voli settimanali per Amman per tutto il periodo compreso tra il 25 ottobre 2025 e il 24 ottobre 2026, mentre da Pisa la compagnia propone due collegamenti a settimana, il martedì e il sabato, dal 25 ottobre al 28 marzo 2026, mentre dal 29 marzo al 22 ottobre 2026 si vola il mercoledì e la domenica.

Anche dal Veneto è possibile raggiungere facilmente la Giordania: da Treviso Ryanair garantisce due collegamenti settimanali dal 25 ottobre 2025 al 24 ottobre 2026. Da Roma Fiumicino Royal Jordanian offre voli giornalieri, mentre Ryanair vola due volte a settimana dal 25 ottobre 2025 al 24 ottobre 2026, e Wizzair riparte con due voli settimanali dal 29 marzo al 24 ottobre 2026.

Con questa rete di collegamenti capillari, la Giordania si conferma una destinazione sempre più accessibile per il pubblico italiano, ideale per una fuga di pochi giorni o per un viaggio più lungo. Le diverse opzioni di viaggio – dalle compagnie di bandiera ai vettori low cost – rendono più semplice e conveniente scoprire i tesori del Paese, da Amman a Petra, dal deserto del Wadi Rum alle acque del Mar Morto, in un periodo in cui i flussi turistici danno segnali di forte ripresa.

Tra le nuove rotte figurano, oltre ai collegamenti diretti dall’Italia, anche Parigi, Londra, Madrid, Vienna, Budapest, Praga e Stoccarda, che rafforzeranno l’arrivo di visitatori europei nei luoghi simbolo del turismo giordano. Questa nuova connettività favorisce la crescita del turismo verso siti iconici come Petra, Wadi Rum, il Mar Morto e Aqaba, riportando la Giordania tra le destinazioni di punta nel panorama turistico internazionale. “L’ampliamento dei collegamenti aerei è parte della nostra strategia per rilanciare il turismo dopo le sfide regionali e offrire ai viaggiatori un accesso più facile e conveniente al nostro patrimonio storico e naturale unico”, ha dichiarato Abdul Razzaq Arabiyat, Direttore Generale del Jordan Tourism Board (JTB).

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