La nuova silloge dell’autrice milanese esplora infanzia, amore e interiorità attraverso una scrittura che agisce per sottrazione, dove il non detto diventa potenza espressiva
In un’epoca in cui la poesia sembra cercare continuamente qualcosa oltre se stessa, Elena Mearini sceglie una strada diversa: quella del frammento, della sottrazione, del silenzio che dice più delle parole. La sua nuova raccolta “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025) si presenta come un’opera di rara intensità, dove la forma breve diventa veicolo di un’esplorazione profonda dell’essere umano.
La poetica del frammento
Come sottolinea Antonio Bux nella postfazione, Mearini non cade nella tentazione del “banale gioco metaforico del già visto”. La sua è una scelta consapevole: agire per sottrazione, comprimere e dilatare lo sguardo “a seconda dell’esigenza del momento”, creando squarci di notevole forza espressiva attraverso distici che sembrano tendere più “al monito della pagina bianca che al voler dire necessariamente troppo”.
È una poesia che respira, che lascia spazio al lettore, che non riempie ogni anfratto di significato ma lascia che il bianco della pagina parli tanto quanto le parole scritte.
Tra infanzia e amore
I temi centrali della raccolta – infanzia, amore, condizione intima dell’essere umano – vengono affrontati con uno sguardo grandangolare che monitora ciò che vive “interiormente ed esternamente”. Non c’è separazione netta tra dentro e fuori, tra memoria e presente: tutto confluisce in una lingua meditata “fino all’osso della forma”, come se per l’autrice milanese la censoria della parola fosse la strada necessaria verso lo zenit della propria espressione.
Un percorso letterario ricco e sfaccettato
Elena Mearini (Milano, 1978) non è solo poetessa, ma anche narratrice e docente di scrittura creativa. Da anni lavora sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica, un’esperienza che inevitabilmente arricchisce la sua sensibilità verso il dolore, la memoria, l’identità frammentata.
Fondatrice, direttrice e docente della “Piccola Accademia di Poesia” di Milano, Mearini ha costruito nel tempo un corpus poetico significativo che include:
- Dilemma di una bottiglia (Forme Libere, 2013)
- Strategia dell’addio (LiberAria, 2017)
- Per silenzio e voce (Marco Saya, 2014)
- Separazioni (Marco Saya, 2019)
- Aritmia (Marco Saya, 2021)
- A molti giorni da ieri (Marco Saya, 2024)
Anche romanziera di successo
Parallelamente alla poesia, Mearini ha costruito una solida carriera come romanziera, con opere che hanno ottenuto riconoscimenti importanti:
- 360º gradi di rabbia (Excelsior 1881, 2010)
- Undicesimo comandamento (Perdisa Pop, 2011)
- A testa in giù (Morellini, 2015)
- Bianca da morire (Cairo, 2016)
- È stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo, 2017)
- Felice all’infinito (Perrone, 2018)
- I passi di mia madre (Morellini, 2021)
- Corpo a corpo (Arkadia, 2023)
Tra i riconoscimenti: Premio Gaia Mancini, Premio Università di Camerino, finalista al Premio Scerbanenco, candidata al Premio Campiello e per tre volte al Premio Strega.
Perché leggere “Eri neve e ti sei sciolta”
Questa raccolta si rivolge a chi cerca una poesia che non grida ma sussurra, che non riempie ma svuota per permettere al lettore di abitare quegli spazi. È una lettura per viaggiatrici interiori, per chi sa che a volte il viaggio più lungo è quello dentro di sé.
In un mondo che tende al rumore, Mearini propone il silenzio. In un’epoca che tende all’eccesso, propone la sottrazione. Ed è proprio in questa scelta controcorrente che risiede la forza della sua voce poetica.
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