Dalla Gen Z ai Baby Boomers: come il viaggio su due ruote sta rivoluzionando il turismo italiano ed europeo. Le tendenze, i dati e tutto quello che c’è da sapere per la prossima vacanza.

Il cicloturismo non è più solo una nicchia per appassionati: è diventato un fenomeno di massa che attraversa generazioni e confini. Dai giovani della Gen Z alla ricerca di avventure social-friendly, ai Baby Boomers che scoprono le e-bike per viaggiare con comfort, il turismo in bicicletta sta ridefinendo il modo in cui esploriamo il mondo. Con la Fiera del Cicloturismo 2026 alle porte (Padova, 27-29 marzo), facciamo il punto su numeri, tendenze e motivazioni di una rivoluzione su due ruote.
Quattro generazioni, un’unica passione
Il profilo del cicloturista contemporaneo è sorprendentemente variegato. Secondo il Rapporto Nazionale sul Cicloturismo 2025 di Isnart-Legambiente, i Millennials (30-44 anni) rappresentano il 47,7% dei cicloturisti, privilegiando viaggi in coppia o in famiglia, motivati da benessere e scoperta territoriale. Seguono la Generazione X (45-60 anni) con il 35,4%, amanti di itinerari più lunghi e contenuti enogastronomici.
Ma le sorprese arrivano dagli estremi: la Gen Z (18-29 anni) cerca esperienze avventurose da condividere sui social, mentre i Baby Boomers (60+), grazie alla rivoluzione delle e-bike, stanno riscoprendo il piacere del viaggio lento e accessibile. Un dato ANCMA Confindustria lo conferma: una bicicletta su cinque vendute in Italia è oggi a pedalata assistita.

Il viaggio intenzionale: più che una vacanza
Secondo una recente ricerca di Data Appeal, il 2026 sarà l’anno del “viaggio intenzionale”: non conta solo dove si va, ma perché si parte. Rigenerazione personale, riconnessione con la natura, benessere fisico e mentale: il cicloturismo risponde perfettamente a queste esigenze. La bicicletta permette di modulare ritmi e soste, trasformando ogni tappa in un’esperienza immersiva.
Cresce anche l’interesse per il turismo delle radici: pedalare attraverso borghi storici e aree rurali consente di riscoprire le proprie origini e le tradizioni locali, con un occhio particolare all’enogastronomia. Il territorio non è più solo uno sfondo, ma diventa protagonista del racconto di viaggio.
Dove, come e quando partire
L’Italia si conferma la destinazione più richiesta per le vacanze in bicicletta, seguita da Francia e Germania. Ma cresce la voglia di esplorare gli itinerari europei della rete EuroVelo, che conta 17 ciclovie internazionali, tre delle quali attraversano il nostro Paese: la Via Romea Francigena (EV5), la Ciclovia del Sole (EV7) e la Ciclovia del Mediterraneo (EV8).
Per quanto riguarda i mezzi, l’80% dei cicloturisti utilizza la propria bicicletta, mentre il 20% preferisce il noleggio. E-bike, gravel e mountain bike sono le scelte più gettonate, con quest’ultime che valorizzano i territori rurali e montani.
Il periodo migliore? Primavera e autunno per la maggior parte dell’Italia, estate per le aree montane, ma anche l’inverno offre opportunità nelle regioni dal clima più mite.

I sette comandamenti del cicloturista
Il termine “cicloturismo” fu coniato nel 1889 da Paul de Vivie, meglio conosciuto come Vélocio, pioniere che formulò i celebri “sette comandamenti del cicloturista”, ancora oggi sorprendentemente attuali: soste brevi e regolari, alimentazione leggera e frequente, rispetto dei propri limiti, gestione consapevole dell’abbigliamento, rinuncia ad alcol e tabacco durante l’attività, andatura moderata nelle prime ore, e rifiuto della competizione fine a sé stessa.
A questi si aggiungono valori fondamentali: rispetto per l’ambiente, attenzione verso gli altri viaggiatori e cura per i territori attraversati. Come ricorda Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo: “La bici è un mezzo che permette di incontrarsi e avvicinarsi al territorio. Non si tratta di performance, ma di connessione profonda con luoghi e persone”.
Come organizzare la vacanza in bicicletta
Organizzare una vacanza in bicicletta è più semplice di quanto si pensi. Per i cicloviaggiatori indipendenti esistono borse e accessori specializzati (BAC, BRN, MissGrape), mentre i tour operator (Girolibero, Jonas, Four Seasons, Boat Bike Tours) offrono pacchetti completi con gestione bagagli inclusa.
Non è necessario partire da casa in sella: la bici si può noleggiare o portare sui treni regionali e Intercity. Per l’alta velocità, le bici pieghevoli come Brompton o Landerghini sono la soluzione ideale. E per chi teme di non essere abbastanza allenato, le e-bike hanno democratizzato il cicloturismo, rendendo accessibili anche i percorsi più impegnativi.
Alla Fiera del Cicloturismo di Padova (27-29 marzo) si potranno scoprire tutte queste soluzioni, partecipare a laboratori sulla pianificazione digitale con piattaforme come Komoot e Ride with GPS, e ascoltare le esperienze di chi ha trasformato la passione in professione.

Sostenibilità, il futuro è su due ruote
In un’epoca in cui la sostenibilità ambientale è diventata priorità, il cicloturismo emerge come modello di sviluppo turistico responsabile. Ridotto impatto ambientale, valorizzazione delle infrastrutture verdi, distribuzione equilibrata dei flussi e supporto alle economie locali: il turismo in bicicletta non è una moda passeggera, ma uno dei pilastri su cui costruire il futuro del settore.
Come sottolinea lo studio State of the Cycling Tour Operators Industry 2024, con una durata media dei viaggi tra 4 e 8 giorni e una crescente domanda internazionale (soprattutto da Stati Uniti, Germania e Regno Unito), il cicloturismo si conferma non solo una forma di viaggio, ma un vero e proprio stile di vita. E i numeri continueranno a crescere.
INFO UTILI
Fiera del Cicloturismo 2026
Quando: 27-29 marzo 2026
Dove: Fiera di Padova
Organizzata da: Bikenomist
L’evento più importante d’Italia dedicato al turismo in bicicletta, con espositori, workshop, talk e presentazione del Rapporto Nazionale sul Cicloturismo 2025.








