Lavinia Fonzi ricostruisce in 508 pagine la vita del conte di Elgin, l’uomo che portò i marmi del Partenone a Londra. Un romanzo storico che interroga i confini tra tutela e saccheggio, tra ideale e ambizione. Per Vallecchi, dal 20 marzo 2026.


Una morte solitaria e una disputa senza fine

Il romanzo si apre a Parigi, nel 1841, con una scena che dice tutto: Thomas Bruce, settimo conte di Elgin, muore in solitudine e quasi nell’indifferenza generale, mentre il suo nome continua a essere oggetto di polemiche feroci. È un’apertura in medias res di grande efficacia narrativa, perché rovescia subito le aspettative del lettore: chi si aspetta il ritratto trionfante di un lord britannico trova invece un uomo sgretolato dagli scandali, dai debiti e dal discredito pubblico, consumato da una vicenda che lo ha reso celebre suo malgrado. Da questa morte solitaria prende avvio il racconto che ripercorre l’intero percorso umano e politico di Elgin, restituendogli la complessità che la storia ufficiale gli ha quasi sempre negato.

Da Broomhall House all’Impero Ottomano

Thomas Bruce cresce nella maestosa tenuta di Broomhall House, nella verde campagna scozzese, oltre le colline lussureggianti e le acque azzurre del Firth of Forth. La proprietà apparteneva alla nobile famiglia dei Bruce, un’antica casata che annoverava tra i suoi antenati il leggendario guerriero Robert the Bruce, vincitore della battaglia di Bannockburn. Di questa illustre ascendenza il piccolo Thomas è appena consapevole mentre scorrazza nel giardino cercando di sfuggire alla governante — un’immagine di infanzia normalissima, quasi tenerissima, che Fonzi usa con intelligenza per mostrare l’uomo prima del simbolo. Chi fosse incuriosito da questi paesaggi scozzesi carichi di storia e leggenda può trovare ispirazione tra i viaggi in Scozia e Gran Bretagna proposti da Classtravel, tra castelli, highlands e dimore nobiliari.

Divenuto conte in tenerissima età dopo una serie di lutti familiari, Thomas cresce gravato dal senso del dovere e da una formazione improntata al rigore morale. Educato tra Scozia e Inghilterra, sviluppa precocemente un forte interesse per la cultura classica e per il prestigio che l’arte antica conferisce alle nazioni moderne — un’ossessione, quella per il mondo greco, che all’epoca pervadeva tutta l’aristocrazia europea illuminata. La svolta decisiva arriva quando viene nominato ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano: un incarico che lo porterà a Costantinopoli e poi ad Atene, e che cambierà per sempre la sua vita e la storia dell’arte.

I marmi del Partenone: salvezza o saccheggio?

È qui che si concentra il nodo più controverso della vicenda. Durante il soggiorno a Costantinopoli, Elgin promuove una vasta operazione di studio, documentazione e recupero delle antichità greche, che culmina nello smontaggio delle metope e di numerosi rilievi del Partenone di Atene, trasportati a Londra e tuttora conservati al British Museum. Convinto di agire per salvare quei capolavori dal degrado e dalla distruzione causati dall’incuria ottomana, Elgin si presenta come un difensore dell’antico — ma la sua impresa suscita reazioni violentissime, accuse di saccheggio e un dibattito destinato a durare nei secoli e che ancora oggi non conosce soluzione.

La questione della restituzione dei marmi del Partenone alla Grecia è uno dei temi più accesi del patrimonio culturale internazionale, al centro di trattative diplomatiche tra il governo britannico e quello greco che si protraggono da decenni. Chi volesse approfondire il contesto visitando i luoghi dove questa storia è nata può esplorare i viaggi in Grecia e ad Atene curati da Classtravel, con itinerari che toccano l’Acropoli e i siti archeologici della Grecia classica.

Un uomo oltre il simbolo

Il merito maggiore del romanzo di Lavinia Fonzi è restituire a Elgin la sua umanità contraddittoria, sottraendolo alla semplificazione del predatore culturale. Come dichiara l’autrice stessa, ha scritto questo romanzo per raccontare, oltre al destino di opere immortali, la sorte di un uomo che ha perso tutto per un sogno, cercando di mostrare l’uomo oltre il simbolo a cui troppo spesso viene ridotto. E il ritratto che ne emerge è quello di una figura animata da ideali genuini e da ambizioni autentiche, ma anche da ingenuità colossali e da una cecità di fondo rispetto alle conseguenze delle proprie azioni — simbolo perfetto di una modernità che, nel tentativo di salvare il passato, finisce per appropriarsene.

Travolto dagli scandali e dal discredito, Elgin vede sgretolarsi non solo la carriera ma anche la vita privata, in una parabola discendente che Fonzi racconta con grande equilibrio narrativo, senza assolvere né condannare, lasciando al lettore il compito di formulare il proprio giudizio.

Lavinia Fonzi e la divulgazione storica

Lavinia Fonzi è nata a Roma e cresciuta a Milano. Si occupa di divulgazione culturale sulla pagina Instagram @lestoriedilavinia, dove condivide curiosità storiche e l’amore per la ricerca. Lavora come educatrice museale e trascorre tutto il tempo che può in Inghilterra — un dettaglio biografico che non è secondario, perché il suo rapporto diretto con i luoghi e con le collezioni britanniche si sente in ogni pagina del romanzo. Per amore dell’antico è il suo esordio narrativo, costruito su un’ampia documentazione storica che sorregge senza appesantire una storia avvincente e profondamente attuale.

Perché leggere Per amore dell’antico oggi

In un momento in cui il dibattito sulla restituzione dei beni culturali trafugati è più vivo che mai — dai marmi del Partenone ai bronzi del Benin, dai reperti egizi alle collezioni coloniali dei grandi musei europei — il romanzo di Fonzi offre uno sguardo raro: quello dall’interno, dalla prospettiva di chi ha preso quelle decisioni, con le sue ragioni, i suoi limiti e le sue contraddizioni. Non è un libro che dà risposte facili, e proprio per questo è un libro necessario. Chi legge queste pagine e sente il desiderio di camminare tra i marmi superstiti dell’Acropoli o di varcare le sale del British Museum con occhi nuovi può trovare i viaggi culturali in Europa pensati da Classtravel per chi viaggia con la curiosità di chi ha letto.

COMMENTA