Non è una moda, non è marketing. Barcellona ha scelto da tempo da che parte stare. E il Biomarket — primo mercato all’ingrosso biologico d’Europa — è solo la punta più visibile di un sistema alimentare che funziona davvero


C’è una domanda che ci si pone raramente quando si viaggia, eppure dice moltissimo di una città: da dove viene il cibo? Chi lo coltiva, chi lo trasporta, quanto tempo passa tra la terra e il piatto? A Barcellona questa domanda ha una risposta concreta, strutturata, ambiziosa. E quella risposta ha un nome: Biomarket.

Una scelta di campo

L’idea che l’unico futuro possibile sia un futuro sostenibile non è uno slogan a Barcellona — è una politica. La città ha costruito negli anni una strategia alimentare fondata su tre pilastri: prossimità, qualità e rispetto per l’ambiente. Tra i principali obiettivi del progetto c’è quello di avvicinare i consumatori catalani al biologico, sostenere il crescente impegno della filiera bio attraverso una piattaforma in grado di concentrare l’offerta, stimolare una sana concorrenza a vantaggio della varietà e supportare le piccole produzioni a chilometro zero.

Il culmine di questa visione arrivò nel novembre 2020, quando a Barcellona aprì il Biomarket. Annesso al noto Mercabarna, il centro agroalimentare di Barcellona, il nuovo mercato è il primo all’ingrosso di alimenti biologici in Spagna e il primo in Europa in termini di concentrazione di aziende ortofrutticole. Non un negozio, non un farmer’s market domenicale: un mercato all’ingrosso vero, che rifornisce ristoranti, supermercati e rivenditori di tutta la città.

I numeri di una rivoluzione silenziosa

Il Biomarket si estende su una superficie totale di 8.900 metri quadrati, di cui 5.180 di superficie coperta e 2.568 di area commerciale, con 21 posteggi: 16 per le aziende all’ingrosso, 2 per le cooperative agricole e 3 per le aziende multiprodotto. E l’architettura stessa racconta i valori del progetto: l’edificio è stato progettato per ottimizzare la ventilazione naturale e l’ingresso di luce al fine di ridurre al minimo il consumo energetico. Il tetto e la struttura di supporto sono realizzati in legno proveniente da fonti sostenibili, ed è dotato di pannelli solari e di illuminazione artificiale ad alta efficienza energetica.

Le previsioni parlano di una quota che potrebbe salire al 35%, pari a 50.000 tonnellate di prodotti bio, entro cinque anni dall’apertura. Non numeri astratti: tonnellate di frutta, verdura e prodotti freschi che ogni giorno partono da questo hub e raggiungono le tavole dei barcellonesi.

La città che era Capitale Mondiale dell’Alimentazione Sostenibile

Il Biomarket non è nato per caso. Il Comune di Barcellona ha assunto un impegno importante per il raggiungimento di un modello alimentare più equo, più sicuro, più sostenibile e più sano e il 2021 — anno in cui Barcellona era Capitale Mondiale dell’Alimentazione Sostenibile — fu il momento in cui quella visione si rese concreta e visibile al mondo intero. Un riconoscimento che la città non prese come un premio da appendere al muro, ma come un punto di partenza.

Quella cultura si vede ogni giorno, ovunque. Nei 39 mercati municipali — che abbiamo raccontato nel nostro articolo dedicato — i banchi che lavorano esclusivamente con prodotti locali sono segnalati con il marchio Comerç Verd (Commercio Verde): un bollino piccolo, ma potente. Significa che quello che stai comprando è arrivato senza fare il giro del mondo. Significa che il contadino che l’ha coltivato vive a poche ore di distanza. Significa che il sapore è quello vero, quello di stagione.

Dove assaggiare la Barcellona bio

La buona notizia per chi viaggia è che tutto questo sistema si traduce anche in tavola. Barcellona ha una rete di ristoranti, bistrot e mercati che lavorano con filiera corta e prodotti biologici certificati — e non sono posti di nicchia frequentati solo da vegani convinti. Sono posti dove si mangia benissimo, e dove il menu cambia con le stagioni perché i fornitori lavorano con ciò che la terra dà in quel momento.

Veritas è la catena di supermercati biologici più diffusa in città — oltre trenta punti vendita in Catalogna — e funziona anche come ottimo punto di riferimento per fare una spesa consapevole prima di tornare a casa con qualcosa di catalano in valigia.

Woki Organic Market, nell’Eixample, è invece qualcosa di più: negozio, ristorante e take-away con una vasta gamma di prodotti biologici e naturali. La panetteria interna sforna pane e dolci ogni giorno, e i succhi freschi sono tra i migliori della città.

Bio Space, sempre nell’Eixample, è il supermercato biologico più grande di Barcellona: frutta e verdura fresca e di stagione, carne di qualità, prodotti per la casa e per animali, tutto rigorosamente bio. Perfetto per chi affitta un appartamento e vuole cucinare con ingredienti scelti bene.

Un dettaglio che fa la differenza

La prossima volta che siete sedute a un tavolo di un ristorante di Barcellona e arriva un piatto di verdure arrosto o un’insalata di pomodori che sa davvero di pomodoro, sappiate che dietro c’è probabilmente una filiera corta, un agricoltore catalano e forse un passaggio attraverso il Biomarket. Non è retorica: è una scelta che questa città ha fatto in modo sistematico, con investimenti reali e visione a lungo termine.

Mangiare a Barcellona, in questo senso, è già un atto politico. E anche molto buono. Leggi la nostra guida completa a Barcellona per scoprire tutto quello che questa città ha da offrire.

Testo e foto di Redazione | Riproduzione riservata ©www.ClassTravel.it

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