Un viaggio sensoriale che fa tremare le pareti e scalda il cuore. Fino al 6 aprile 2026, la città catalana ospita un’esperienza immersiva da non perdere. Con il sostegno delle Nazioni Unite, della David Suzuki Foundation, dei Biodiversity Workshops e del National Geographic (tra le altre organizzazioni).

C’è un momento, durante la visita a Somos Naturaleza, in cui smetti di essere una turista e diventi parte di qualcosa di più grande. Forse è quando il battito d’ali di un colibrì riempie l’intera parete davanti a te, o quando ti accorgi di avere gli occhi lucidi davanti a radici digitali che si intrecciano come vene sotto una pelle luminosa. È il momento in cui capisci che questa non è una mostra: è una confessione.

Immersione Oasi di Jean Philip Lessard

Un tempio modernista ai piedi del Montjuïc

Prima ancora di entrare, il CaixaForum ti ferma sul marciapiede. Ai piedi della montagna di Montjuïc, occupa l’edificio della vecchia fabbrica Casaramona, in stile modernista, progettata da Josep Puig i Cadafalch. Innovativa per la sua epoca, la fabbrica utilizzava l’elettricità invece del vapore ed era un modello di architettura funzionale modernista. I mattoni rossi a vista, le torri neoqotiche, i pinnacoli: ci vogliono qualche minuto per realizzare che questo castello da fiaba era, in origine, una fabbrica di cotone.

La storia di questo edificio fu molto tormentata: deposito durante l’Esposizione Universale del 1929, poi caserma della polizia, poi parcheggio degradato. Solo negli anni ’90 si decise di convertire l’edificio in un centro culturale espositivo. Il restauro fu affidato a una squadra di architetti tra cui il giapponese Arata Isozaki, che progettò una pensilina in acciaio Corten e vetro — un albero i cui rami disegnano geometrie irregolari — come elemento cardine dell’intero progetto. Il contrasto tra la fantasiosa esuberanza catalana di fine Ottocento e il freddo rigore giapponese contemporaneo è uno dei colpi d’occhio più belli di tutta Barcellona.

All’esterno, una parete verde progettata dal botanico francese Patrick Blanc orna la facciata: non solo una delizia per gli occhi, ma anche un richiamo al rapporto armonioso tra arte e natura. Come a preannunciare ciò che ti aspetta dentro.

Immersione Oasi di Jean Philip Lessard

Somos Naturaleza, settanta minuti che cambiano il modo di guardare il mondo

Arte, scienza e tecnologia si alleano in questa nuova esperienza immersiva, prodotta e distribuita da OASIS Immersive Studios in collaborazione con National Geographic. La mostra si è aperta il 18 settembre 2025 e può essere visitata fino al 6 aprile 2026, in quello che rappresenta il suo debutto europeo dopo il successo ottenuto a Montreal e Città del Messico.

La mostra nasce dopo la COP15, la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica celebrata a Montreal, in cui circa 200 paesi si sono impegnati a proteggere il 30% di tutti gli ecosistemi entro il 2030. Non è un punto di partenza astratto: è il filo invisibile che lega ogni immagine, ogni suono, ogni istante del percorso.

Il viaggio dura 68 minuti e si articola in tre grandi ambiti audiovisivi, ciascuno con una voce e un’anima propria.

Il primo spazio è un inno alla meraviglia. Si apre con il canto visivo di Katerine Giguère in collaborazione con Johnny Ranger, in cui immagini di National Geographic invitano a riscoprire la maestosità della natura e il suo inesauribile potere rigenerativo. Colibri, sequoie, oceani: tutto in formato che occupa non solo il tuo campo visivo, ma anche la tua memoria emotiva.

Il secondo spazio è più intimo e filosofico. Una galleria progettata dall’artista digitale Alex Le Guillou ci immerge in una danza digitale di cellule, radici e organismi intrecciati. Questo poema visivo è un omaggio al potere dell’interconnessione della natura, e si fa eco della Dichiarazione di Interdipendenza della Fondazione David Suzuki.

Il terzo e ultimo spazio è una promessa. Intitolato Affrontiamo la sfida, ha un approccio più narrativo che illustra come lo sforzo umano collettivo possa invertire i cicli distruttivi. Appaiono progetti concreti come la protezione dell’orso bruno, la reintroduzione della tartaruga mediterranea e la conservazione della lince iberica. Uno dei maggiori meriti dell’esposizione è il suo tono: non c’è catastrofismo, ma speranza. Non solo mostra ciò che stiamo perdendo, ma ci ricorda tutto ciò che possiamo ancora salvare.

Immersione Oasi di Jean Philip Lessard

Un premio internazionale, e una scelta coraggiosa

Questo approccio innovatore è valso al progetto il Premio Numix 2025, che ne riconosce l’uso eccezionale della narrazione digitale. Un riconoscimento significativo, ma non sorprendente per chi ha attraversato queste sale: raramente una mostra riesce a parlare di crisi ambientale senza farti sentire in colpa, senza schiacciarti sotto il peso dell’urgenza. Somos Naturaleza sceglie invece la strada più difficile — e più efficace — della bellezza.

La direttrice di CaixaForum Barcelona, Mireia Domingo, definisce la mostra un inno all’ottimismo e una celebrazione dell’arte e della biodiversità come riflesso del nostro legame inseparabile con la natura.

Immersione Oasi di Jean Philip Lessard

Informazioni pratiche

Dove: CaixaForum Barcelona, Avinguda de Francesc Ferrer i Guàrdia, 6-8 (ai piedi del Montjuïc, vicino a Plaça Espanya). Per info, rivolgetevi sempre all’Ente del Turismo di Barcellona

Quando: Fino al 6 aprile 2026 — aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20.

Prezzi: Ingresso 6 €, gratuito per i clienti CaixaBank e per i minori di 16 anni. Il biglietto include l’accesso a tutte le mostre del centro.

Come arrivare: Metro linee L1 e L3, fermata Plaça Espanya, poi 5 minuti a piedi. In alternativa, il Bus Turístic ferma direttamente davanti al CaixaForum.

Per le famiglie: Sono disponibili visite specialmente pensate per famiglie con bambini dai 5 anni in su, che includono un percorso guidato, attività partecipative e un laboratorio finale. Si svolgono il venerdì alle 17.30, il sabato alle 16 e la domenica alle 15.30 e alle 17.

Consiglio: Arriva qualche minuto prima dell’orario di ingresso per esplorare il cortile modernista e il giardino verticale. E porta un fazzoletto — non per le allergie.


Dopo Barcellona, la mostra si sposterà al CaixaForum di Madrid: se non riesci a venire in Catalogna entro aprile, segna la data sulla tua agenda.

Testo di Anna Maria De Luca | Riproduzione riservata ©www.ClassTravel.it

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