Camminavano a piedi scalzi gli antichi Ernici, il popolo fiero e coraggioso che abitava queste valli prima che Roma diventasse Roma, cercando nella terra l’energia per combattere e costruire. Quella stessa energia, a distanza di duemilacinquecento anni, sembra non essersi mai davvero spenta.
Hernica Saxa — il progetto che unisce Anagni, Alatri, Veroli e Ferentino nella candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028 — non è una semplice operazione di marketing territoriale. È qualcosa di più profondo e ambizioso: una rivoluzione culturale che parte dalle radici per costruire il futuro, e che ha già conquistato l’attenzione della stampa internazionale, dal Press Tour che ha attraversato i quattro centri storici fino alle colonne dell’agenzia russa Ria Novosti.
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Anagni, dove nacque l’Europa moderna
Daniele Natalia, sindaco di Anagni, racconta la sua città con la passione di chi sa di custodire qualcosa di raro. Anagni fu capitale degli Ernici, poi cuore pulsante del Medioevo europeo, sede di quattro papi — Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e il celeberrimo Bonifacio VIII, il papa dello schiaffo immortalato da Dante nella Divina Commedia.
Ma il sindaco va oltre la narrazione storica tradizionale, indicando in quello schiaffo di Anagni niente meno che l’alba dell’Europa moderna: fu proprio dal conflitto tra il papato e Filippo IV di Francia che nacque un nuovo equilibrio tra poteri spirituali e temporali, un equilibrio che ancora oggi plasma il mondo occidentale. Visitare Anagni, dunque, non significa solo ammirare una cattedrale medievale o passeggiare in un centro storico ben conservato. Significa camminare nei luoghi dove si è deciso il destino di un continente.
1. La Città dei Papi: Anagni vanta un primato che nessun altro comune italiano può rivendicare con la stessa intensità: ben quattro papi nacquero tra le sue mura, tra cui Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e il celeberrimo Bonifacio VIII. Non si tratta di una semplice curiosità storica, ma di un’eredità che ha plasmato l’architettura, l’arte, la spiritualità e persino l’urbanistica della città, rendendola uno scrigno medievale di straordinaria ricchezza ancora oggi visibile a ogni passo.
2. Lo Schiaffo di Anagni, il giorno che cambiò la storia Nel 1303 ad Anagni accadde qualcosa che scosse le fondamenta del mondo medievale: Guglielmo di Nogaret, emissario di Filippo IV di Francia, affrontò duramente papa Bonifacio VIII in quello che la storia ricorda come lo Schiaffo di Anagni. Quell’episodio segnò la fine della supremazia papale sull’autorità temporale e aprì la strada alla nascita degli stati nazionali moderni. Dante Alighieri lo immortalò nella Divina Commedia. Camminare ad Anagni significa camminare sui luoghi dove nacque l’Europa che conosciamo.
3. La Cattedrale di Santa Maria, la Sistina del Medioevo La cattedrale romanica di Anagni è considerata uno dei capolavori assoluti dell’arte medievale italiana. La cripta, affrescata tra il XII e il XIII secolo con una ricchezza iconografica straordinaria, viene spesso definita la Sistina del Medioevo per la qualità e la completezza del ciclo pittorico. Tra le scene rappresentate figurano episodi biblici, storie di santi e raffigurazioni scientifiche di rara complessità per l’epoca, che rivelano una cultura visiva sofisticata e colta.
4. Il Circo Marittimo degli Ernici, il Parlamento più antico d’Italia Sotto il suolo di Anagni giace una delle scoperte archeologiche più affascinanti della Ciociaria: il circo marittimo, il luogo dove gli antichi Ernici si riunivano per prendere le decisioni che riguardavano il destino dell’intero territorio. Una sorta di parlamento a cielo aperto, risalente a oltre duemilacinquecento anni fa, che il progetto Hernica Saxa intende riportare alla luce con un importante intervento di valorizzazione. Quando i lavori saranno completati, Anagni aggiungerà al suo già straordinario patrimonio un sito archeologico di risonanza internazionale.
5. Il Palazzo Bonifacio VIII, vivere nel Medioevo Il palazzo che ospitò il più famoso dei papi anagnini è oggi visitabile e conserva ambienti di grande suggestione, con sale affrescate, arredi d’epoca e una vista sul centro storico che lascia senza parole. Passeggiare tra quelle stanze significa avvicinarsi fisicamente a uno dei personaggi più controversi e potenti del Medioevo europeo, l’uomo che creò il Giubileo e che sfidò i re di Francia fino all’ultimo.
6. Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale Ogni estate Anagni si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con il suo celebre Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale, uno degli appuntamenti culturali più attesi del Lazio. Nell’ambito del progetto Hernica Saxa, il festival si espanderà in una stagione teatrale itinerante che coinvolgerà tutte e quattro le città della candidatura, con spettacoli differenziati per epoche storiche. Per chi ama il teatro e la storia, è semplicemente imperdibile.
7. Il Millennio di economia in bilancio per la cultura Anagni ha annunciato lo stanziamento di un milione di euro annuo per la cultura, una cifra straordinaria per un comune di queste dimensioni che dimostra come la candidatura a Capitale della Cultura 2028 abbia già prodotto effetti concreti e misurabili sulla politica locale. Questo investimento si tradurrà in restauri, eventi, aperture straordinarie di siti normalmente chiusi al pubblico e nuove opportunità per i giovani che scelgono di fare impresa culturale in questo territorio.
8. Gli Ernici: un popolo che combatteva a piedi scalzi La leggenda vuole che i guerrieri ernici combattessero con un piede scalzo, per sentire l’energia della terra sotto di loro. Una tradizione che racconta molto del carattere di questo popolo antico: fiero, radicato, capace di trarre forza dal legame con la propria terra. Ad Anagni, capitale della Lega Ernica, questo spirito è ancora palpabile nel carattere degli abitanti, nell’orgoglio con cui custodiscono il loro patrimonio e nella determinazione con cui promuovono il loro territorio.
9. Il centro storico medievale: un set cinematografico naturale Anagni è stata più volte scelta come location cinematografica e televisiva proprio per la straordinaria integrità del suo centro storico medievale. Torri, palazzi nobiliari, chiese romaniche e vicoli selciati si susseguono in una sequenza che sembra progettata da un regista d’eccezione. Passeggiare per il centro storico al tramonto, quando la luce dorata si posa sulla pietra calcarea, è un’esperienza che nessuna fotografia riesce davvero a restituire.
10. La Porta di Accesso alla Ciociaria più profonda Anagni si trova a meno di un’ora da Roma, raggiungibile comodamente in treno o in auto dall’autostrada A1, ed è il punto di ingresso naturale per chi vuole esplorare il territorio di Hernica Saxa. Da qui, in pochi minuti, si raggiungono Ferentino, Alatri e Veroli, completando un itinerario culturale che abbraccia tremila anni di storia senza mai percorrere più di venti chilometri. È la base ideale per un weekend di cultura autentica, lontana dai circuiti del turismo convenzionale
Veroli, la cultura come volano, non come vetrina
Germano Caperna, sindaco di Veroli — il comune più esteso della provincia di Frosinone — ha accolto la stampa internazionale nell’ambito del Press Tour Hernica Saxa con una convinzione precisa: superare il campanilismo non è un atto di generosità, è una scelta strategica intelligente. Insieme, le quattro città rappresentano un territorio di 87.000 abitanti in una provincia di 465.000, con una forza contrattuale e una visibilità che nessuna delle quattro potrebbe costruire da sola.
A dargli voce concreta è Francesca Cerquozzi, Assessore alla Cultura di Veroli, che descrive un territorio che ragiona già da Capitale della Cultura, non solo aspira a diventarlo. A Veroli si lavora tutto l’anno, non solo d’estate. Si dialogano progetti di trasporto urbano integrato con navette per gli eventi culturali, si rafforzano i collegamenti con la stazione ferroviaria di Frosinone. E qualche settimana fa si sono tenuti gli Stati Generali della Cultura, da cui è emerso un percorso nuovo che coinvolge non solo le quattro città candidate ma tutti i comuni del territorio.
Dieci curiosità su Veroli:
1. Il Comune più esteso della Provincia di Frosinone Veroli non è solo la città più grande della provincia per superficie, ma è anche quella che offre la maggiore varietà di paesaggi: dai borghi medievali alle vallate verdissime, dalle vette dei Monti Ernici agli uliveti secolari. Esplorarne il territorio significa scoprire una Ciociaria autentica e ancora poco frequentata dal turismo di massa, dove ogni curva della strada regala un panorama inaspettato.
2. La Basilica di Santa Salome: una Santa quasi sconosciuta Veroli custodisce le reliquie di Santa Salome, figura biblica rarissima nel panorama dei culti italiani, venerata come madre degli apostoli Giacomo e Giovanni. La basilica a lei dedicata è meta di pellegrinaggi da secoli e conserva un patrimonio di arte sacra di grande valore, tra sculture romaniche, affreschi e arredi liturgici che raccontano una devozione popolare profonda e autentica.
3. La Scala Santa: spiritualità tra le rocce Tra i luoghi più suggestivi di Veroli c’è la Scala Santa, un percorso devozionale che richiama quello romano di San Giovanni in Laterano. Salirla in ginocchio è ancora oggi una pratica diffusa tra i fedeli che arrivano da tutta la Ciociaria e dal resto d’Italia. Per il visitatore laico resta comunque un luogo di rara bellezza e intensità emotiva, sospeso tra fede e paesaggio.
4. Gli Stati Generali della Cultura Poche settimane fa Veroli ha ospitato gli Stati Generali della Cultura, un evento che ha riunito comuni, associazioni e istituzioni di tutto il territorio per costruire insieme una visione condivisa dello sviluppo culturale della Ciociaria. Un appuntamento che ha prodotto idee e percorsi destinati a durare ben oltre la candidatura a Capitale della Cultura 2028, confermando Veroli come laboratorio di innovazione civica oltre che culturale.
5. Il Centro Storico. Il centro storico di Veroli è uno di quelli che la stampa italiana ed estera presente al Press Tour di Hernica Saxa ha definito tra i meglio conservati e curati della Ciociaria. Camminare tra i suoi vicoli significa immergersi in un’atmosfera medievale autentica, fatta di archi in pietra calcarea, scalinate che salgono verso la rocca, chiese romaniche aperte sul silenzio e profumo di pietra antica scaldata dal sole.
6. Le Mura Ciclopiche, l’eredità degli Ernici Come le altre città di Hernica Saxa, Veroli conserva importanti tratti di mura poligonali di epoca ernica, costruite con la stessa tecnica a secco che caratterizza l’Acropoli di Alatri. Queste strutture megalitiche, integrate nel tessuto urbano nel corso dei secoli, sono la testimonianza più tangibile di una civiltà che dominava queste montagne prima ancora che Roma emergesse come potenza mediterranea.
7. Il Museo Civico Archeologico: dai Popoli Italici al Medioevo Il museo civico di Veroli raccoglie reperti che coprono un arco temporale straordinario, dalla preistoria all’età medievale, con un nucleo significativo di materiali di epoca ernica e romana. È il luogo ideale per prepararsi alla visita del territorio, costruendo quella consapevolezza storica che trasforma una passeggiata in un’esperienza di scoperta vera e profonda.
8. I riti della Settimana Santa: uno spettacolo di fede popolare I riti della Settimana Santa di Veroli sono tra i più antichi e suggestivi del Lazio, capaci di richiamare ogni anno turisti e pellegrini da tutta Italia e dall’estero. Processioni notturne, canti tradizionali in dialetto, rappresentazioni della Passione: sono appuntamenti in cui il confine tra rito religioso e teatro popolare si fa sottilissimo, regalando emozioni difficili da trovare altrove.
9. Il paesaggio dei Monti Ernici: trekking tra storia e natura Il territorio di Veroli si estende fino ai Monti Ernici, un paradiso per gli amanti del trekking e dell’escursionismo. I sentieri che attraversano queste montagne regalano panorami mozzafiato sulla Valle del Sacco e sui Monti Simbruini, con borghi e eremi nascosti tra i boschi che sembrano fermi nel tempo. Un turismo lento e rigenerante, perfetto per chi vuole staccare davvero dalla città.
10. La Navetta Culturale: Veroli connessa al territorio Veroli ha già avviato un sistema di navette che collega il centro storico alla stazione ferroviaria di Frosinone e agli eventi culturali del territorio, un servizio in continua crescita nell’ambito del progetto di trasporto urbano integrato di Hernica Saxa. Visitare Veroli è dunque sempre più facile anche senza automobile, con la possibilità di muoversi comodamente tra le quattro città della candidatura durante festival, mostre e manifestazioni culturali.
Alatri, mura megalitiche e musei digitali

Ad Alatri le mura ciclopiche si alzano per 17 metri e vengono mantenute con cura almeno tre volte l’anno. Ma Sandro Titoni, Consigliere Delegato alla Cultura del Comune di Alatri, sa che preservare il passato non basta: bisogna renderlo accessibile al presente. E al futuro.
Per questo ad Alatri si punta con decisione sulla digitalizzazione e sull’innovazione tecnologica, con progetti che rendono i musei fruibili anche da chi non può fisicamente recarsi sul posto. È la cultura che va verso le comunità, non il contrario. Un principio che ribalta la logica tradizionale del turismo culturale e apre scenari inediti di inclusione e diffusione del patrimonio. Tutti, racconta Titoni, rimangono incantati da quello che vedono. E ora anche chi non può venire potrà restare incantato, da casa.
Scopri le meraviglie di Alatri:
1. L’Acropoli più Bella d’Italia, un Mistero Ciclopico L’Acropoli di Alatri è considerata dagli esperti una delle strutture megalitiche meglio conservate al mondo. Le sue mura poligonali, costruite con blocchi di pietra calcarea incastrati l’uno nell’altro senza l’uso di malta, raggiungono un’altezza di 17 metri e si estendono per centinaia di metri lungo il perimetro della città alta. Nessuno sa con certezza assoluta come gli antichi costruttori riuscirono a sollevare e posizionare blocchi del peso di decine di tonnellate con tale precisione millimetrica. Un enigma che affascina archeologi, ingegneri e viaggiatori da tutto il mondo.
2. Le Mura Megalitiche A differenza di molti siti archeologici italiani lasciati all’incuria e al degrado, le Mura Megalitiche di Alatri vengono mantenute con cura almeno tre volte l’anno. Un impegno che racconta molto della consapevolezza con cui questa comunità custodisce il proprio patrimonio. Il risultato è visibile a occhio nudo: le mura appaiono oggi in uno stato di conservazione straordinario, capace di restituire al visitatore la potenza visiva e l’imponenza che dovevano avere duemila e cinquecento anni fa.
3. I riti della Settimana Santa sono tra gli appuntamenti più attesi e partecipati dell’intero calendario religioso laziale. Processioni notturne illuminate dalle fiaccole, canti tradizionali in dialetto ciociaro, rappresentazioni della Passione di Cristo che coinvolgono centinaia di figuranti e migliaia di spettatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Non è semplice folklore: è una liturgia vivente che si tramanda di generazione in generazione con una fedeltà alle origini che commuove chi la osserva per la prima volta.
4. La Porta Maggiore, l’Ingresso più antico del Lazio La Porta Maggiore di Alatri è uno degli esempi più straordinari di architettura ernica ancora in piedi. Costruita con la stessa tecnica poligonale delle mura, presenta un architrave monolitico di dimensioni impressionanti che ancora oggi sfida la comprensione degli ingegneri moderni. Attraversarla significa varcare una soglia che migliaia di persone hanno attraversato prima di noi in duemilacinquecento anni di storia ininterrotta, un’esperienza che ha qualcosa di sacro e di vertiginoso allo stesso tempo.
5. Il Museo Civico, dalla Preistoria al Medioevo in un unico percorso Il Museo Civico di Alatri ospita una collezione che copre un arco temporale straordinariamente ampio, dalla preistoria all’età medievale, con una sezione dedicata ai reperti di epoca ernica di particolare importanza scientifica. È il luogo ideale per chi vuole capire prima di vedere, per costruire quella consapevolezza storica che trasforma una visita in una vera esperienza di scoperta. Le collezioni sono state recentemente potenziate con strumenti di fruizione digitale che le rendono accessibili anche ai visitatori più giovani.
6. La digitalizzazione del patrimonio: i musei che vanno verso le persone Alatri è in prima linea nel progetto di innovazione tecnologica di Hernica Saxa con iniziative che rendono il patrimonio culturale accessibile anche a chi non può fisicamente raggiungere i luoghi. Realtà aumentata, visite virtuali, contenuti digitali geolocalizzati: la città sta costruendo un sistema in cui è la cultura ad andare verso le comunità e non viceversa, abbattendo le barriere fisiche ed economiche che spesso tengono lontane le persone dal patrimonio storico del proprio Paese.
7. Il centro storico Il centro storico di Alatri è uno di quelli che colpisce immediatamente per la sua coerenza visiva e architettonica. Vicoli stretti che salgono verso l’acropoli, palazzi medievali con portali in pietra lavorata, chiese romaniche aperte su piazzette silenziose, botteghe artigiane che profumano di legno e pietra: tutto concorre a creare un’atmosfera di autenticità rara, quella che la stampa italiana ed estera presente al Press Tour di Hernica Saxa ha unanimemente sottolineato come uno dei punti di forza di questo territorio.
8. La vista dall’Acropoli Salire all’Acropoli di Alatri non è solo un atto culturale, è anche un premio visivo di prim’ordine. Dall’alto delle mura megalitiche lo sguardo spazia sulla Valle del Sacco, sui Monti Ernici innevati d’inverno e dorati d’estate, sui borghi che punteggiano la pianura ciociara fino all’orizzonte. È uno di quei panorami che restano impressi nella memoria e che da soli giustificano il viaggio, indipendentemente da qualsiasi altro interesse storico o culturale.
9. Le startup culturali: i giovani riscoprono Alatri Il progetto Hernica Saxa ha accelerato un processo già in corso ad Alatri: la nascita di nuove imprese culturali guidate da giovani che hanno scelto di restare o di tornare nel loro territorio. Guide turistiche innovative, laboratori di artigianato tradizionale reinterpretato in chiave contemporanea, produzioni audiovisive sul patrimonio locale, progetti di accoglienza esperienziale: Alatri sta diventando un laboratorio vivo di imprenditoria culturale giovanile che merita attenzione e che promette di cambiare il volto del turismo in Ciociaria nei prossimi anni.
10. La posizione nel cuore di Hernica Saxa Alatri si trova in una posizione geografica privilegiata al centro del territorio di Hernica Saxa, equidistante da Veroli, Ferentino e Anagni, con collegamenti stradali comodi e scorrevoli verso tutte e tre le città. È la base ideale per chi vuole esplorare l’intero comprensorio in un weekend, alternando la visita delle mura megalitiche agli affreschi medievali di Anagni, dalla spiritualità di Veroli all’archeologia romana di Ferentino. Un territorio intero a portata di mano, con la magia dell’Acropoli sempre lì, sullo sfondo, a fare da punto di riferimento visivo e simbolico.
Ferentino, cosa vedere

1. Le Mura Poligonali: un Enigma a Cielo Aperto Ferentino conserva alcune delle mura poligonali meglio preservate d’Italia. Costruite con blocchi di pietra calcarea incastrati senza malta, sfidano ancora oggi ingegneri e archeologi: come fecero gli antichi Ernici a sollevare e posizionare massi del genere con tale precisione? Una domanda senza risposta definitiva, che rende la visita ancora più affascinante.
2. L’Acropoli: tre Livelli di Storia Sovrapposta L’acropoli di Ferentino è un unicum architettonico dove si leggono chiaramente tre epoche distinte: le mura ciclopiche degli Ernici, le strutture romane del foro e del mercato, e le sovrapposizioni medievali. Salire all’acropoli significa attraversare tremila anni di civiltà in pochi metri.
3. Il Mercato Romano di Aulo Quintilio Prisco Uno dei monumenti romani meglio conservati del Lazio centrale. Il mercato, recentemente restaurato, porta il nome di Aulo Quintilio Prisco, il magistrato romano che lo fece costruire. La sua inaugurazione ha rappresentato uno dei momenti più significativi del progetto Hernica Saxa, con la stampa internazionale presente a testimoniarne il rilancio.
4. Il Teatro Romano: dove le Tragedie Greche Tornano in Scena Ferentino possiede un teatro romano che rientra nel progetto di stagione teatrale itinerante di Hernica Saxa. Qui, nell’ambito della candidatura a Capitale della Cultura 2028, è prevista la messa in scena di tragedie greche e commedie romane. Assistere a uno spettacolo in questo luogo è un’esperienza che poche città al mondo possono offrire.
5. La Cattedrale di Santa Maria Assunta Gioiello del Romanico ciociaro, la cattedrale di Ferentino custodisce un ciclo di affreschi medievali di straordinaria qualità e un pavimento cosmatesco che da solo vale il viaggio. L’interno è sobrio e potente, con quella spiritualità silenziosa tipica delle chiese che hanno visto passare secoli di fede popolare.
6. La Città dei Popoli Italici cara a Tito Livio Lo storico latino Tito Livio cita Ferentino nelle sue opere come uno dei luoghi simbolo dei Popoli Italici. Passeggiare per il centro storico sapendo di essere sulle stesse pietre che ispirarono uno dei più grandi storici dell’antichità aggiunge un brivido particolare a ogni angolo di strada.
7. Il Centro Storico Medievale Intatto A differenza di molti borghi italiani rimaneggiati nel tempo, il centro storico di Ferentino ha conservato una struttura medievale straordinariamente integra. Vicoli stretti, archi in pietra, palazzi nobiliari e chiese romaniche si succedono in un percorso a piedi che non richiede guida né mappa: basta perdersi.
8. La Porta Sanguinaria: il Nome più Evocativo del Lazio Tra le porte romane di accesso alla città, la Porta Sanguinaria è quella dal nome più misterioso e suggestivo. Costruita in epoca romana, deve il suo nome — secondo la tradizione — al sangue dei gladiatori o dei condannati che la attraversavano. Oggi è una delle fotografie più scattate di tutta la Ciociaria
9. La Tradizione dell’Artigianato Locale Ferentino rientra nel progetto del distretto culturale dell’artigianato di Hernica Saxa, con incentivi per le botteghe nei centri storici. Ceramica, lavorazione della pietra locale, tessuti tradizionali: fare acquisti qui significa portare a casa un pezzo autentico di cultura ernica, non una replica prodotta in serie.
10. La Posizione Strategica per Esplorare la Ciociaria Ferentino si trova in una posizione geografica ideale: a pochi minuti dall’autostrada A1, equidistante da Anagni, Alatri e Veroli, e a meno di un’ora da Roma. È il punto di partenza perfetto per un weekend alla scoperta di Hernica Saxa. Molti viaggiatori la scelgono come base per esplorare l’intero territorio, apprezzandone anche la tranquillità e l’ospitalità genuina.
Piergianni Fiorletta, sindaco di Ferentino, cita Tito Livio. Non è una scelta casuale: Ferentino era cara allo storico latino, era uno dei luoghi dei Popoli Italici, e oggi è innovativo e straordinario che proprio da questi luoghi parta una candidatura che ha già cambiato il modo di concepire la cultura nelle aree interne italiane.
Ma il sindaco è chiaro su un punto: il cuore di Hernica Saxa non è la promozione turistica. È il tessuto sociale, è il coinvolgimento dei giovani, è la capacità organizzativa dimostrata mettendo insieme associazioni culturali e quattro amministrazioni di diverso colore politico. Il Press Tour è stato la prova pratica di questa capacità: stampa italiana ed estera hanno visitato i quattro centri storici rimanendo colpite dalla cura, dalla qualità, dall’accoglienza.

Le cinque direttrici strategiche
Hernica Saxa non è un dossier costruito per vincere un bando. È una strategia che parte già nel 2026 e raggiunge il culmine nel 2027-2028, articolata su cinque direttrici che meritano di essere conosciute:
1. Narrazione e Memoria — L’Archivio della Memoria Orale Ernica Cinquanta interviste per ogni città, su temi condivisi come il lavoro, le feste, il cibo, i dialetti, le mura. Un archivio vivente che orienterà le scelte di pianificazione territoriale futura e trasmetterà la cultura ernica alle nuove generazioni.
2. Cinema e Teatro Integrato Una stagione teatrale estiva itinerante che amplierà il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni, con una distinzione per epoche storiche. Al Teatro Romano di Ferentino andranno in scena tragedie greche e commedie romane. La storia diventa spettacolo nel luogo in cui è accaduta.
3. Arti e Mestieri Un distretto culturale dell’artigianato con incentivazione di botteghe nei centri storici. La tradizione si fa economia, l’economia si fa identità.
4. Innovazione Tecnologica e Digitalizzazione Musei accessibili, patrimonio digitale, pianificazione smart del territorio. La Ciociaria guarda al futuro senza dimenticare le radici.
5. Sistema di Gestione Integrata Territoriale Un coordinamento preciso tra enti, comuni e istituzioni, che garantisce continuità e coerenza al progetto oltre le scadenze elettorali e i cambi di governo locale.
Come spiega Luca Zaccari, Consigliere Delegato alla Cultura di Ferentino: non è promozione turistica, è cultura che mette al centro una crescita.
Startup, giovani e un nuovo protagonismo
Uno degli aspetti meno raccontati ma più significativi di Hernica Saxa è la crescita dell’imprenditoria culturale giovanile. Il dossier di candidatura registra un aumento di startup di giovani nel settore culturale, un segnale che il progetto sta già producendo effetti reali sull’economia locale, ben prima che arrivi l’eventuale titolo.
Al Press Tour la presenza dei giovani è stata tutt’altro che decorativa: erano protagonisti, organizzatori, narratori del loro territorio. Una Ciociaria che non si racconta solo attraverso il passato, ma attraverso chi la abita oggi.
Un modello per le aree interne d’Italia
La vera scommessa di Hernica Saxa va oltre la Ciociaria. Come ha osservato il sindaco di Veroli, sulla loro linea tante altre città si stanno già muovendo: il modello della candidatura congiunta, inclusiva, basata sulla collaborazione tra amministrazioni diverse, sta diventando un riferimento nazionale.
In un Paese che troppo spesso ha trattato le aree interne come territori di serie B, la Ciociaria dimostra che si può fare cultura di eccellenza senza essere una grande città, senza avere un aeroporto internazionale a pochi chilometri, senza avere milioni di turisti già garantiti. Basta avere storia, visione, e il coraggio di camminare — come i vecchi Ernici — a piedi scalzi sulla terra.
Come Raggiungere Anagni, Alatri, Veroli e Ferentino
La Ciociaria è più accessibile di quanto si pensi. Ecco tutte le opzioni per raggiungere le quattro città di Hernica Saxa. L’automobile resta il mezzo più comodo per esplorare questo territorio, soprattutto se si vuole visitare più città in un unico viaggio.
Per Anagni Dal Grande Raccordo Anulare di Roma si prende l’A1 Milano-Napoli in direzione Napoli, uscendo al casello di Anagni-Fiuggi. Da Roma il tragitto è di circa 70 km, percorribili in meno di un’ora. Da Napoli, stessa autostrada, circa 170 km.
Per Alatri Si segue la stessa direzione fino all’uscita Frosinone dell’A1, poi si prosegue sulla SS155 in direzione Alatri. In alternativa, da Roma si può pIn Treno
Per Anagni e Ferentino Entrambe le città sono servite dalla linea ferroviaria Roma Termini – Cassino – Napoli di Trenitalia. Le stazioni di riferimento sono Anagni-Fiuggi e Ferentino-Morolo. I treni regionali partono frequentemente da Roma Termini con tempi di percorrenza di circa 50-60 minuti.
Per Alatri e Veroli Queste due città non dispongono di una stazione ferroviaria propria. Il punto di arrivo più vicino è la stazione di Frosinone, collegata a Roma Termini in circa 1 ora con treni regionali frequenti. Da Frosinone si prosegue con autobus o taxi verso Alatri (circa 15 km) e Veroli (circa 12 km).
Consulta gli orari aggiornati su Trenitalia.com e prenota in anticipo per le tariffe migliori.
In Autobus
La Cotral (Compagnia Trasporti Laziali) gestisce collegamenti regolari tra Roma e tutte e quattro le città della Ciociaria. Gli autobus partono principalmente dal Capolinea Anagnina (capolinea della Metro A di Roma) e da alcune fermate del centro città.
I tempi di percorrenza variano tra 1 ora e 1 ora e 30 minuti a seconda della destinazione e del traffico. È il mezzo più economico ma meno flessibile per chi vuole visitare più città.
Orari e biglietti su Cotral.
Dall’Aeroporto
I principali aeroporti di riferimento sono:
Aeroporto di Roma Fiumicino (FCO) — il più comodo per chi arriva dall’estero. Da qui si raggiunge il centro di Roma in treno (Leonardo Express) e poi si prosegue in auto o treno verso la Ciociaria. Distanza totale da Ferentino: circa 110 km.
Aeroporto di Roma Ciampino (CIA) — più vicino alla Ciociaria, dista circa 50 km da Anagni. Collegato al centro di Roma con bus navetta. Da qui conviene noleggiare un’auto direttamente in aeroporto
🗺️ Itinerario Consigliato in Auto: Il Tour di Hernica Saxa in 2 Giorni
Se vuoi visitare tutte e quattro le città in un weekend, ecco l’ordine ottimale partendo da Roma:
Giorno 1: Roma → Ferentino → Anagni Giorno 2: Anagni → Alatri → Veroli → rientro a Roma
Le distanze tra le città sono ridotte — mai più di 20-









