Nel cuore pulsante di La Valletta, capitale europea della cultura e patrimonio UNESCO, si erge uno dei luoghi di culto più significativi dell’intera isola: la Chiesa di San Paolo Naufragato (Collegiate Parish Church of St Paul’s Shipwreck). Dedicata all’apostolo Paolo che, secondo gli Atti degli Apostoli, naufragò sulle coste maltesi intorno al 60 d.C., questa chiesa è un simbolo di Malta.

Il naufragio di San Paolo

Il racconto del naufragio si trova esclusivamente negli Atti degli Apostoli, capitoli 27 e 28, attribuiti all’evangelista Luca. Non esiste nessuna altra fonte antica — romana, greca o maltese — che menzioni indipendentemente l’episodio.

Il naufragio avvenne durante un viaggio di “traduzione giudiziaria”: Paolo, predicatore cristiano accusato dagli ebrei di Gerusalemme, si appellò come cittadino romano all’imperatore e fu imbarcato verso Roma per essere giudicato.

La nave andò alla deriva per quattordici giorni da Creta verso una terra sconosciuta, senza potersi orientare né con il sole né con le stelle. Paolo rassicurò i 276 uomini a bordo riferendo di una visione angelica: nessuno avrebbe perso la vita, solo la nave sarebbe affondata.

All’alba del quattordicesimo giorno i marinai avvistarono una spiaggia. Gettarono le ancore, allentarono i timoni, spiegarono la vela e puntarono verso riva. La nave si incagliò su una secca: la prua rimase immobile mentre la poppa si sfasciava sotto la violenza delle onde.

Giunti a terra, gli indigeni trattarono i naufraghi con rara umanità, accogliendoli attorno a un gran fuoco acceso per il freddo e la pioggia. Poi avvennero due eventi miracolosi: Paolo fu morso da una vipera senza subire danno, e guarì il padre del governatore dell’isola imponendogli le mani.

Il capitolo 28 degli Atti nomina esplicitamente “Malta” (Melitē in greco). Sembra una prova diretta, ma gli storici hanno sollevato due questioni.

Quale Malta?

Sono state avanzate varie ipotesi su quale fosse l’isola chiamata “Malta” dove Paolo fece naufragio. Secondo una di queste, si tratterebbe di un’isola vicino a Corfù, di fronte alla costa occidentale della Grecia. Alcuni studiosi hanno proposto che la Melitē degli Atti fosse in realtà Mljet, un’isola della Dalmazia (oggi Croazia), il cui nome antico era appunto Melita. Tuttavia la grande maggioranza degli studiosi continua a sostenere che si tratti dell’isola maltese, anche sulla base dei venti e delle rotte marittime descritti nel racconto.

Dove esattamente a Malta?

La tradizione identifica St. Paul’s Bay, a nord di Malta, come luogo del naufragio. Tuttavia, considerando i venti prevalenti da nord-est e la spiaggia sabbiosa menzionata nella Bibbia, alcuni studiosi ritengono più probabile che il naufragio abbia avuto luogo nell’area sud dell’isola, nei pressi del promontorio di Munxar, nella zona di St Thomas’ Bay.

Le origini della chiesa

Le origini della Chiesa di San Paolo risalgono al 1570, quando la struttura originaria fu eretta poco dopo la fondazione di La Valletta stessa, voluta dal Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni, Jean de la Valette. Nel corso dei secoli l’edificio subì numerose trasformazioni e ampliamenti, fino ad assumere le forme grandiose che possiamo ammirare oggi.

La facciata barocca attuale fu completata nel 1885 su progetto dell’architetto Giorgio Grognet de Vasé, arricchita da due campanili simmetrici che dominano il panorama urbano. La chiesa è considerata una delle più antiche di La Valletta ed è profondamente radicata nella devozione popolare maltese: la festa di San Paolo Naufragato, celebrata ogni 10 febbraio, è tra le più sentite dell’isola.

L’interno della chiesa è un trionfo di arte barocca che non mancherà di sorprendere anche il visitatore più esperto. La navata centrale è ornata da un magnifico soffitto ligneo dorato, realizzato nel XVII secolo, con formelle dipinte che raffigurano episodi della vita di San Paolo. Le pareti custodiscono pregevoli tele di artisti maltesi e italiani, tra cui Mattia Preti, il celebre pittore calabrese che lasciò un’impronta indelebile nell’arte religiosa di La Valletta.

L’altare maggiore, rivestito in marmi policromi, accoglie una statua lignea di San Paolo realizzata nel 1659. Particolare attenzione meritano i confessionali seicenteschi e l’organo a canne, restaurato di recente, che ancora oggi accompagna le celebrazioni liturgiche

La chiesa conserva due reliquie di straordinario valore storico e religioso. La prima è il polso destro di San Paolo, una delle reliquie più venerate di Malta, custodita in un reliquiario d’argento. La seconda è un frammento della colonna su cui, secondo la tradizione, l’apostolo fu decapitato a Roma. Questi tesori attirano fedeli e pellegrini da tutto il mondo e conferiscono al luogo un’aura di spiritualità unica.

La Collegiata di San Paolo Naufrago rimane una parrocchia attiva e viva, frequentata quotidianamente dai fedeli del quartiere e visitata da migliaia di turisti ogni anno. A differenza di molte chiese vallettane divenute quasi esclusivamente attrazioni museali, questa conserva una dimensione di autentica spiritualità: vi si respira il silenzio della preghiera, e l’accesso è spesso libero e gratuito.

La festa patronale, celebrata il 10 febbraio, è uno degli eventi più sentiti del calendario religioso maltese: le strade si animano di processioni, luci e musica, in ricordo del giorno in cui, secondo la tradizione, l’apostolo Paolo approdò sulle rive di quest’isola e ne trasformò per sempre l’anima.

La Chiesa di San Paolo Naufrago si trova in St Paul Street, La Valletta. L’ingresso è generalmente libero durante gli orari di apertura.

Anna Maria De Luca

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