Un debutto in prima assoluta nel cuore di Trastevere che fa riflettere su partenze, radici e condizione umana

photo credit Anna Maria De Luca

Un viaggio non inizia sempre con un volo o un treno. A volte comincia seduti in platea, al buio, con due pesci che litigano sul senso della vita. Nel cuore di Trastevere — uno dei quartieri più autentici e vissuti di Roma — il palcoscenico si trasforma in un fondale marino e due pesci raccontano, con ironia e malinconia, tutto ciò che siamo. Siamo al Teatro Belli, in Piazza di Sant’Apollonia 11, dove dal 17 al 19 aprile 2026 ha debuttato in prima assoluta “Due Pesci”, lo spettacolo scritto e diretto da Paolo Roberto Santo, nell’ambito della Rassegna Expo – Teatro Italiano Contemporaneo.

Per chi ama abbinare i propri viaggi a Roma a esperienze culturali vere e indimenticabili, questo spettacolo è stato un appuntamento da non perdere.

photo credit Anna Maria De Luca

Il mare di Messina sul palco romano

Al centro della narrazione troviamo Salvatore e Domenico, due pesci che abitano da sempre le placide acque del mare che bagna un piccolo paesino della provincia di Messina. Uno dei due, mosso da un’incontenibile curiosità, decide che è giunto il momento di varcare i confini sicuri di quel tratto di costa per esplorare l’ignoto; l’altro, invece, difende con strenua determinazione la propria comfort zone, convinto che la vera felicità risieda nella stabilità e nel profondo attaccamento alle proprie radici.

Entrambi sono convinti che nelle loro ferme posizioni risieda la felicità, ma solo alla fine si renderanno conto che sia nel restare che nel partire si perde qualcosa. Una verità semplice, universale, che arriva dritta allo stomaco.

photo credit Anna Maria De Luca

Un viaggio interiore tra ironia e malinconia

Tra ironia, dramma e malinconia, “Due Pesci” costruisce una narrazione che va oltre la storia dei protagonisti, trasformandosi in una riflessione universale — una metafora che parla direttamente all’uomo contemporaneo, sempre sospeso tra paura e cambiamento.

A portare in scena Salvatore e Domenico sono stati gli attori Francesco Bonaccorso e Domenico Panarello, con i movimenti scenici curati da Irasema Carpinteri e il disegno luci di Alessandro Laprovitera.

Come spiega il regista stesso: “I personaggi che racconto in questo spettacolo sono in perenne bilico fra il restare e il partire, fra la paura che li inchioda a una quotidianità sempre uguale e il desiderio di vedere cosa c’è oltre ciò che già conoscono”

La lingua, in parte dialettale, e il contesto connotano la storia in un luogo preciso, ma i sentimenti e i desideri dei personaggi rendono la vicenda universale. Non è solo una storia siciliana: è la storia di chiunque abbia mai tenuto in mano un biglietto e si sia chiesto se partire davvero.

Spiega dichiara il regista Paolo Roberto Santo: “L’essere umano, creatura spesso controversa, viene osservato da occhi esterni, occhi di un’altra specie animale, gli occhi di due pesci, gli occhi di Salvatore e Domenico. La lingua, in parte dialettale e il contesto connotano la storia in un luogo preciso, ma i sentimenti e i desideri dei personaggi rendono la vicenda universale, amplificando il senso di tutto lo spettacolo. Sono contento che il debutto sia a Roma, quindi un luogo altro dalla Sicilia, perché credo che la storia di Salvatore e Domenico non riguardi solo i siciliani, ma la condizione umana nella sua universalità.”

Il mare come confine, un tema caro ai viaggiatori

Per chi viaggia, questo spettacolo risuona in modo particolarmente profondo. Il mare smette di essere un semplice sfondo per diventare un vero e proprio confine tangibile: un filo d’acqua che divide due umanità ben distinte — da una parte coloro che solcano le onde per diletto e puro divertimento, dall’altra coloro che affrontano le maree per la mera e disperata necessità di sopravvivere.

È un tema che chi ama esplorare il Mediterraneo o sognare la Sicilia conosce bene: lo stesso mare che è vacanza per qualcuno, per altri è confine, rischio, speranza.

Il Teatro Belli, uno scrigno culturale a Trastevere

Il Teatro Belli è uno dei palcoscenici più amati della Capitale. La sua stagione 2025/2026 offre un calendario ricco di spettacoli che spaziano tra generi, linguaggi e pubblici diversi, con una particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea e alla rilettura dei grandi classici

Trovarsi a pochi passi dalle piazze e dalle trattorie di Trastevere, dopo una serata a teatro, è uno di quei piaceri romani che vale da soli il viaggio. Se stai pianificando un weekend a Roma, inserire una serata al Belli nel programma significa portarsi a casa qualcosa di più di un souvenir.

Anna Maria De Luca

Informazioni pratiche

  • 📍 Dove: Teatro Belli – Piazza di Sant’Apollonia, 11 – Trastevere, Roma
  • 🌐 Sito ufficiale: www.teatrobelli.it
  • 🎟️ Biglietti: Intero € 23,00 – Ridotto € 15,00
  • 📞 Biglietteria: +39 06 589 4875
  • Info sul Teatro Belli su Oggi Roma: scopri il teatro

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