
Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita” non è una frase inventata da un editor per vendere copie — è uno striscione. Quello che i compagni di classe delle vittime di Corinaldo portarono nelle scuole di Senigallia, Fano, Ancona e Fabriano il lunedì mattina dopo quella notte, il 10 dicembre 2018. “Da un concerto si esce senza voce, non senza vita” fu lo striscione apparso in alcune delle scuole frequentate dalle giovani vittime della calca della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo. I ragazzi andarono a scuola vestiti di nero.
Un libro inchiesta sulla notte di Corinaldo. Sei morti, una balaustra corrosa, una domanda rimasta senza risposta: perché ancora?
Gabriele Parpiglia ha preso quella frase — nata dal dolore spontaneo di adolescenti che avevano perso i loro amici — e ne ha fatto il titolo di un libro inchiesta. È uscito il 24 aprile 2026, per Mursia, 154 pagine. Non è un libro sulla morte. È un libro sulla vita — su quello che rimane quando sei vite vengono spezzate da qualcosa che non sarebbe dovuto accadere.
Ascolta la trasmissione radio in cui parliamo di questo libro:

Quella notte alla Lanterna Azzurra
Per capire il libro bisogna tornare a quella notte. La tragedia avvenne nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018. Durante l’attesa per un’esibizione di Sfera Ebbasta, una “banda dello spray” spruzzò sostanza urticante tra la folla per compiere furti, scatenando il panico. Nella fuga precipitosa verso l’uscita di sicurezza numero 3, la pressione della calca fece cedere una balaustra metallica corrosa, causando la caduta di decine di persone in un fossato sottostante e la morte per schiacciamento e asfissia di sei persone.
Sei persone. Non sei numeri — sei nomi, sei vite con tutto quello che le vite contengono. Il libro ricorda le sei vittime: i cinque adolescenti Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti, Emma Fabini, Mattia Orlandi e una madre, Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato la figlia undicenne al concerto.
Asia aveva 14 anni. Emma aveva 14 anni. Benedetta ne aveva 15. Mattia 15. Daniele 16. Eleonora ne aveva 39 — era lì perché una mamma, a volte, accompagna la figlia a un concerto del suo cantante preferito. Era un sabato sera di dicembre. Era normale.
Il libro: voci, memoria, giustizia
Questo libro nasce dalle voci di chi c’era quella notte, di chi ha visto, vissuto, sofferto, di chi ha perso sorelle, fratelli, figli, amici, e di chi è sopravvissuto portandosi dentro il peso di quella sopravvivenza.
Parpiglia non arriva a Corinaldo come giornalista che copre una notizia. Ci arriva come qualcuno che segue questa storia da anni — che era presente all’ottavo anniversario della strage, che ha dato voce al Comitato Genitori Unito (COGEU), che conosce i nomi di chi resta e sa quanto sia difficile portarli. Il libro è il risultato di quel lavoro lungo, paziente, doloroso.
Francesco Vitali, fratello di una delle vittime, identifica nella superficialità culturale e amministrativa la vera causa della strage. Sottolinea come la tragedia fosse evitabile se le norme di sicurezza e i controlli fossero stati applicati rigorosamente.
“Mia sorella ci ha rimesso la vita per una sola parola: superficialità.” È una frase che pesa come una sentenza. E che contiene tutto quello che il libro cerca di spiegare: non la sfortuna, non il destino, non un’inevitabile tragedia. Una serie di negligenze, controlli saltati, norme ignorate, economie fatte al posto sbagliato.
Viene denunciata l’economia del “sold out” — vendere più biglietti della capienza consentita per coprire i costi elevati degli artisti — e la mancanza di controlli da parte delle autorità. Una balaustra corrosa dalla ruggine. Un’uscita di sicurezza dimensionata per pochi. Una discoteca piena oltre i limiti. Tutto documentato, tutto noto, tutto ignorato.
Dall’inchiesta alla sensibilizzazione
Il libro di Parpiglia non si ferma alla ricostruzione della notte. Va oltre, in due direzioni.
La prima è giudiziaria: a dicembre 2022 è arrivata in Cassazione la conferma delle condanne per i giovani della Bassa Modenese accusati di essere i componenti della “banda dello spray”. Un processo parallelo davanti al Tribunale di Ancona riguarda altri nove imputati per presunte carenze nel locale e nei permessi. A giugno 2024 è arrivata la sentenza di primo grado, con alcuni condannati per falsità ideologica e tutti assolti dalle accuse più gravi. La Corte d’Appello di Ancona ha confermato a luglio 2025 le condanne per il secondo filone. Un percorso giudiziario lungo, complesso, non ancora concluso, e che Parpiglia segue e racconta con la precisione di chi ha studiato ogni atto.
La seconda direzione è pedagogica — nel senso più nobile del termine. “Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita” è uno strumento di sensibilizzazione, specialmente per i giovani nelle scuole, affinché la memoria di quanto accaduto si trasformi in una maggiore consapevolezza sulla sicurezza e impedisca il ripetersi di simili eventi.
Non è retorica. È una necessità — come dimostra il fatto che nel 2026, mentre Parpiglia finisce di scrivere questo libro, un’altra tragedia avviene in una discoteca. Il racconto mette a confronto Corinaldo con la tragedia di Crans-Montana del 2026 per evidenziare come la mancanza di prevenzione continui a causare morti evitabili nei luoghi di divertimento.Non è retorica. È una necessità — come dimostra il fatto che nel 2026, mentre Parpiglia finisce di scrivere questo libro, un’altra tragedia avviene in una discoteca. Il racconto mette a confronto Corinaldo con la tragedia di Crans-Montana del 2026 per evidenziare come la mancanza di prevenzione continui a causare morti evitabili nei luoghi di divertimento.
Chi è Gabriele Parpiglia
Gabriele Parpiglia è giornalista, autore, produttore di serie TV e scrittore. Ha lavorato, tra gli altri, con Maurizio Costanzo e Maria De Filippi. È autore di reality, conduttore di programmi TV e podcast, e voce radiofonica da oltre un decennio, ma la scrittura è la sua vera passione. La sua newsletter è tra le più lette d’Italia.
Il suo percorso professionale è lungo e variegato — ma ciò che distingue questo libro dagli altri titoli del suo catalogo è la continuità dell’impegno. Parpiglia segue la storia di Corinaldo da anni, non da quando ha deciso di scriverne un libro. Era lì l’8 dicembre 2025, al Teatro La Fenice di Senigallia, per il settimo anniversario, per “dare voce a una storia che non può e non deve spegnersi”, come disse lui stesso in quella occasione.
Il libro è scritto con la collaborazione di Clarissa Bellinello — un lavoro a quattro mani che si percepisce nella struttura, nel modo in cui le testimonianze si intrecciano con la ricostruzione dei fatti.
Con Mursia aveva già pubblicato Sotto attacco di panico nel 2025 — un libro autobiografico sul burnout e gli attacchi di panico, molto diverso per tono e soggetto, ma accomunato dalla stessa onestà di scrittura e dallo stesso rifiuto del sensazionalismo. Due libri che dicono molto su chi è questo autore: capace di passare dall’intimità personale alla denuncia pubblica con la stessa serietà.
Un titolo che è già una risposta
C’è qualcosa di preciso nel titolo scelto. “Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita” è al contempo una constatazione — normale tornare a casa afoni dopo una serata di musica ad alto volume — e una rivendicazione. Quella sera si uscì senza voce perché si urlava di paura, non per aver cantato. E non tutti uscirono.
Non è un libro sulla morte: è un libro sulla vita, su come si va avanti quando tutto crolla, su come il dolore può generare forza, la memoria può trasformarsi in giustizia, e sei nomi possono diventare un faro per le nuove generazioni.
Sei nomi come un faro. Asia, Benedetta, Daniele, Emma, Mattia, Eleonora. È il minimo che si possa fare per chi non è uscito da quella porta.
Scheda del libro
| Titolo | Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita. Corinaldo: una strage senza risposte |
| Autore | Gabriele Parpiglia (con Clarissa Bellinello) |
| Editore | Mursia |
| Anno | 2026 |
| Pagine | 154 |
| Prezzo | €16,00 |
| In libreria | Dal 24 aprile 2026 |
| 🌐 Acquisto | mursia.com |
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