Roma non è solo Colosseo e Fontana di Trevi. È soprattutto quello che sta nel mezzo — nei vicoli, nei mercati, nelle piazze dove i romani vivono davvero

La maggior parte dei turisti che viene a Roma vede il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Vaticano. Quattro luoghi straordinari — nessun dubbio. E poi torna a casa convinta di aver visto Roma.

Ma Roma non è quei quattro luoghi. Roma è quello che c’è tra un monumento e l’altro: i vicoli che non portano da nessuna parte, le piazze dove i vecchi giocano a carte davanti a un bar, i mercati rionali dove la mattina presto odora di pesce fresco e caffè bruciato, le trattorie senza insegna dove si mangia seduti a tavoli di carta quadretti bianchi e rossi. Roma è i suoi quartieri — ciascuno con una faccia diversa, un’anima diversa, un modo diverso di essere italiani.

Questa guida è per chi vuole smettere di fare turismo e cominciare a fare Roma.

1. TRASTEVERE. La Roma che tutti immaginano, quella vera che in pochi trovano

Ne abbiamo già scritto in modo esteso nella nostra guida dedicata — ma nessuna lista di quartieri romani sarebbe onesta senza partire da qui. Tradizionalmente quartiere operaio e di povera gente, oggi costoso e chic, Trastevere è una delle zone più vivaci di Roma, dove coabitano turisti, intellettuali e stranieri benestanti. Nonostante questa trasformazione, il quartiere mantiene ancora un carattere autenticamente romano. Il trucco per fare Trastevere come si deve è semplice: evitare Piazza Santa Maria nelle ore di punta e perdersi invece nei vicoli che partono da Via della Lungaretta verso il Gianicolo. Lì i turisti si diradano, le case diventano più basse, i gatti dormono sui davanzali e ogni tanto si incontra qualcuno che abita qui da settant’anni e guarda tutto con quella superiorità placida tipica dei trasteverini doc.

La mattina presto è il momento migliore. La piazza appartiene solo a chi si è alzato abbastanza presto da meritarsela.

Non perdere: Basilica di Santa Maria in Trastevere, Villa Farnesina, San Francesco a Ripa con la tomba di De Chirico e il Bernini, il Gianicolo al tramonto.

2. TESTACCIO. Il ventre di Roma, il quartiere più gastronomico d’Italia

Testaccio non è il quartiere romano più bello, ma potrebbe essere il più gustoso. Nell’antica Roma, le merci da tutto il Mediterraneo risalivano il Tevere e venivano scaricate nel porto fluviale di Testaccio. Nel XX secolo vantava il più grande mattatoio d’Europa, e il quartiere che vediamo oggi è in gran parte composto dagli alloggi costruiti per ospitare i suoi lavoratori, che a volte venivano pagati in frattaglie — il quinto quarto. Da quella storia di carni povere e lavoratori affamati è nata la cucina più autentica di Roma. La coda alla vaccinara, la trippa, la pajata, la coratella — tutto nasce qui, tra le cucine delle trattorie di quartiere che esistevano prima che il turismo scoprisse Testaccio e ora convivono con i nuovi locali aperti da chef under 35 che i loro nonni guardano con un misto di orgoglio e diffidenza.

Testaccio è il cuore pulsante dell’anima più verace e popolare di Roma. Qui si trovano l’ex Mattatoio, oggi trasformato in un vivace polo culturale che ospita il MACRO, la Piramide Cestia, unico esempio di architettura funeraria egizia in città, e un vivace mercato rionale, tempio dello street food romano. Il Mercato di Testaccio — coperto, moderno ma rimasto fedele ai suoi fornitori storici — è il posto dove mangiare il pranzo migliore di Roma a meno di dieci euro. Supplì fritti, cacio e pepe al banco, frutta di stagione, pecorino di campagna. Il tutto senza tovagliolo di lino e senza menù fotografico.

Il Monte Testaccio — una collina artificiale alta 35 metri fatta interamente di cocci di anfore romane usate per trasportare l’olio — è uno dei segreti più assurdi e affascinanti della città. Si può visitare su prenotazione.

E al Cimitero Acattolico — uno dei luoghi più belli e silenziosi di Roma, nascosto tra i palazzi — riposano John Keats, Percy Bysshe Shelley e Antonio Gramsci. Un posto dove la bellezza fa quasi dimenticare la funzione.

Non perdere: Mercato di Testaccio, MACRO ex Mattatoio, Piramide Cestia, Cimitero Acattolico, Monte Testaccio.

3. MONTI. Il rione più antico con l’anima più giovane

Situato a pochi passi dal Colosseo e stretto tra la Basilica di Santa Maria Maggiore e Via dei Fori Imperiali, questo quartiere è un incantevole labirinto di vicoli. L’edera si arrampica sui palazzi color ocra, i saliscendi pavimentati con i tipici sampietrini conducono a botteghe artigiane, gallerie d’arte, forni storici e locali alla moda. Monti unisce l’anima della Roma antica — la Suburra — con un’atmosfera bohémien e internazionale.

Monti è il rione numero uno di Roma — letteralmente, il primo dei rioni storici — e l’antichità si sente sotto i piedi, nel profilo irregolare delle strade, nei frammenti di muro romano che spuntano tra un palazzo e l’altro. Ma Monti è anche il quartiere dove i giovani romani più creativi hanno aperto negozi vintage, gallerie indipendenti, vinerie e caffè con i divani consumati. Una stratificazione di duemila anni che coesiste senza conflitto apparente.

La sera, Piazza della Madonna dei Monti — la “Piazzetta” come la chiamano i romani — si riempie di gente seduta sui gradini della fontana con una birra in mano. È uno di quei posti dove la sera romana esiste nella sua forma più genuina: non un aperitivo costoso, non un locale alla moda. Solo una fontana, sampietrini, e gente che parla.

Non perdere: Piazza della Madonna dei Monti, Via del Boschetto per le botteghe vintage, San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo, i mercatini del sabato mattina.

4. PIGNETO. La Roma di Pasolini, ancora viva

Il quartiere Pigneto è zona cult per gli amanti del vino e della buona cucina. Enoteche e ristoranti sono l’attrazione principale. Il locale simbolo è Necci, amato dal grande genio italiano Pasolini e immortalato per sempre nella sua pellicola “Accattone”. Alle prime ore del mattino l’Isola Pedonale è sede di uno dei mercati rionali più caratteristici, di notte invece diventa luogo della movida.

Pigneto è il quartiere che i turisti non trovano ancora — e i romani sperano che rimanga così il più a lungo possibile. Sta a est del centro, raggiungibile in tram dalla Stazione Termini, e ha quella mescolanza di popolare e bohémien che Trastevere aveva trent’anni fa prima di essere scoperta dal mondo.

I muri sono pieni di murales — alcuni straordinari, altri mediocri — le osterie sono rumorose e genuine, i prezzi sono ancora quelli di un quartiere che non ha deciso di essere turistico. Necci dal 1924, il bar-ristorante sulla strada pedonale, serve ancora la colazione con la stessa cura di quando Pier Paolo Pasolini ci veniva a scrivere seduto ai tavolini.

Non perdere: Isola Pedonale, Necci dal 1924, i murales di street art, il mercato rionale del mattino.

5. GARBATELLA. L’utopia operaia diventata quartiere cult

Garbatella è un misto di stili architettonici — barocchetto romano, razionalismo, futurismo — nato per ospitare gli operai che avrebbero dovuto lavorare al progetto del porto di Ostia e ai porti fluviali di collegamento. Tra villini con orti e giardini e edifici detti “Alberghi” con camere private e cucina in comune, il quartiere offre molti spunti di visita.

Garbatella è un esperimento sociale degli anni Venti diventato, quasi per caso, uno dei quartieri più belli di Roma. Fu costruita per ospitare operai che non sarebbero mai arrivati — il porto di Ostia non si fece — e rimase lì, con le sue casette a schiera, i cortili fioriti, le piccole piazze alberata, come un villaggio nel mezzo della città.

Un tempo rione popolare, oggi Garbatella è un mix perfetto di storia e modernità. Le sue strade acciottolate e le piazzette caratteristiche creano un’atmosfera unica che sembra fermarsi nel tempo. Nonostante la crescente popolarità, questo quartiere è rimasto fedele alle sue radici, offrendo una cucina tradizionale, piccole botteghe artigiane e ristoranti che raccontano la vera storia di Roma.

Camminare per Garbatella è diverso da qualsiasi altra passeggiata romana: niente monumenti, niente musei, niente affreschi. Solo architettura popolare di rara bellezza, cortili pieni di piante, anziani che si salutano dai balconi. La città come dovrebbe essere sempre.

Non perdere: I lotti residenziali e i loro cortili, Piazza Bartolomeo Romano, la Basilica di San Paolo fuori le mura a pochi passi, Teatro Palladium.

6. OSTIENSE. Il Colosseo d’acciaio e l’arte di strada

Ostiense è il quartiere del Gazometro — quella struttura cilindrica in ferro arrugginito che svetta sui tetti come un Colosseo industriale — e delle strade dipinte dai migliori street artist europei. Ostiense ha un’aria vibrante, artistica e hipster. Pieno di bar frequentati da gente cordiale, è il quartiere perfetto per familiarizzare con i romani.

Ma il tesoro nascosto di Ostiense è la Centrale Montemartini — un museo straordinario dove sculture greche e romane di altissimo livello sono esposte all’interno di un’ex centrale termoelettrica degli anni Trenta, tra turbine e macchinari industriali. Il contrasto è totale e perfetto: una Venere di marmo bianco davanti a un motore arrugginito. La Centrale Montemartini ospita dal 1997 più di 400 reperti archeologici.

Non perdere: Centrale Montemartini, Gazometro, i murales di street art, Piramide Cestia (che divide Ostiense da Testaccio), i mercatini sotto il viadotto della Circumferenziale.

7. QUARTIERE COPPEDÈ. La città nel sogno

Si accede a questo mondo incantato passando sotto un grande arco che collega due palazzi su Via Tagliamento, da cui pende un elaborato lampadario in ferro battuto. Al centro del quartiere si trova Piazza Mincio con la Fontana delle Rane. Ogni edificio è un’opera d’arte, ricca di dettagli bizzarri, simboli esoterici e decorazioni fantasiose. Una passeggiata a Coppedè è una costante sorpresa, un’esperienza che incanta architetti, sognatori e turisti curiosi.

Coppedè è uno dei quartieri più strani e più belli d’Italia. Progettato dall’architetto Gino Coppedè nei primi anni del Novecento, è un labirinto di edifici che mescolano gotico, liberty, barocco, simbolismo e follia pura in una combinazione che non ha precedenti e non ha imitatori. Ogni palazzo è diverso dall’altro. Ogni finestra è un’opera a sé. I portoni hanno maschere, le facciate hanno bassorilievi medievali, i balconi hanno dragoni.

Il Quartiere Coppedè è una fusione di stili gotico, liberty e barocco. Ogni edificio ha dettagli unici che ti trasportano in un mondo fantastico, rendendo questo quartiere un vero gioiello nascosto.

Ci si arriva in venti minuti dal centro, quasi nessun turista lo sa, e una volta entrati ci si chiede come sia possibile che questo posto esista — e come sia possibile non averlo visto prima.

Non perdere: Piazza Mincio e la Fontana delle Rane, il grande arco d’ingresso su Via Tagliamento, i dettagli delle facciate — alzate gli occhi, sempre.

8. IL GHETTO EBRAICO. Duemila anni di storia in pochi isolati

Il Ghetto Ebraico di Roma è uno dei più antichi del mondo, fondato nel 1555. Passeggiando tra le sue strette vie, puoi ammirare antiche sinagoghe e gustare deliziosi piatti tradizionali come i carciofi alla giudia.

Ma la storia del Ghetto è molto più lunga di quel 1555 — gli ebrei sono a Roma dal 160 avanti Cristo, prima ancora che esistesse il Vaticano, prima che il Colosseo fosse costruito. Sono la comunità più antica di Roma, e il loro quartiere porta ancora i segni di duemila anni di presenza: la Grande Sinagoga sul Lungotevere, i palazzi costruiti sopra i resti del Teatro di Marcello, le botteghe di dolci tradizionali che vendono ancora oggi i tortoni e i bocconotti che le nonne preparavano per le feste.

I carciofi alla giudia — fritti due volte fino a diventare croccanti come fiori d’oro — nascono qui. Mangiateli in uno dei ristoranti storici del quartiere, possibilmente il venerdì, quando la cucina ebraico-romanesca è al massimo della sua espressione. Per saperne di più sulla gastronomia del territorio, leggi la nostra guida alla cucina romana.

Non perdere: Grande Sinagoga e Museo Ebraico, Portico d’Ottavia, Teatro di Marcello, Via del Portico d’Ottavia per i ristoranti kosher e la pasticceria tradizionale.

9. SAN LORENZO. Il quartiere universitario che resiste

Situato tra le due stazioni ferroviarie, Termini e Tiburtina, San Lorenzo è il quartiere universitario della città, sempre gremito di giovani e pieno di vita. In zona si trovano i locali dove sedevano scrittori come Moravia e Pasolini, l’Università La Sapienza, il Cimitero Monumentale del Verano e la Basilica di San Lorenzo fuori le mura.

San Lorenzo è rumoroso, un po’ sporco, pieno di graffi sui muri e locali che aprono tardi e chiudono ancora più tardi. È il quartiere dove Roma si permette di essere giovane e approssimativa, dove i prezzi rimangono umani e dove le osterie servono ancora vino sfuso a due euro il bicchiere. Non è un quartiere per turisti — è un quartiere per chi vuole vivere Roma come ci vivono davvero i romani che non possono permettersi Trastevere.

La Basilica di San Lorenzo fuori le mura — una delle più antiche di Roma, costruita sull’area dove fu martirizzato il santo — è uno di quei luoghi di straordinaria bellezza che i turisti ignorano perché è “fuori dal centro”. Torto loro.

Non perdere: Basilica di San Lorenzo fuori le mura, i locali del dopocena lungo Via Tiburtina, la fabbrica del Cioccolato Said (dal 1923), il mercato rionale del mattino.

10. PRATI. Il quartiere borghese che i romani tengono per sé

Situato appena a nord di Castel Sant’Angelo, Prati è una base perfetta, soprattutto se il Vaticano è in cima alla tua lista. Dopo aver affrontato le orde di turisti della Basilica di San Pietro e dei Musei Vaticani, torna in questo quartiere per una ritirata chic e autentica. Via Cola di Rienzo è il viale dello shopping di Prati; qui troverai ristoranti pieni di veri romani.

Prati è il quartiere che i turisti attraversano per andare al Vaticano e non guardano mai. Sbaglio — perché Prati è l’esempio perfetto della Roma borghese di fine Ottocento: palazzi eclettici con facciate elaborate, botteghe storiche, pasticcerie che esistono da prima della Prima Guerra Mondiale, ristoranti dove i prezzi sono giusti e i clienti sono romani al 90%.

Non perdere: Via Cola di Rienzo per lo shopping e i bar, la libreria Herder (una delle più antiche di Roma), il lungotevere al tramonto, la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio — una chiesa neogotica sul Tevere che sembra il Duomo di Milano in miniatura.

LA GUIDA RAPIDA. Quale quartiere fa per te?

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Atmosfera romantica e storicaTrastevere, Monti, Ghetto Ebraico
La cucina miglioreTestaccio, Trastevere, Ghetto Ebraico
Arte e culturaOstiense, Pigneto, San Lorenzo
Architettura insolitaCoppedè, Garbatella, Prati
Vita notturnaPigneto, San Lorenzo, Monti
Silenzio e bellezzaGarbatella, Aventino, Ghetto Ebraico
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