Shakespeare non ha mai smesso di viaggiare. Lo ha fatto nei suoi testi, nei suoi personaggi, nella mente di chiunque abbia mai letto Amleto o visto Giulietta affacciarsi al balcone. Caramelli ci invita a seguirlo — con le scarpe in mano e un acquerello in tasca. Dall’Inghilterra alla Danimarca, dalla Scozia all’Italia: una guida di viaggio con i fantasmi inclusi
Esiste un tipo di libro raro e prezioso — quello che riesce a essere contemporaneamente un saggio letterario, una guida di viaggio, un’opera di divulgazione storica e un invito a fare le valigie. “In viaggio con Shakespeare” di Roberto Caramelli, pubblicato da Elliot Editore in 254 pagine a €17,50, appartiene esattamente a questa categoria. E lo fa con un’originalità di impostazione che lo distingue da qualsiasi altra cosa sia stata scritta sul teatro elisabettiano.
Una guida di viaggio shakespeariana
L’idea di partenza è tanto semplice quanto geniale: seguire William Shakespeare nei luoghi dove ha ambientato le sue opere. Tragedia dopo tragedia, commedia dopo commedia, dramma storico dopo dramma storico. Il risultato è un itinerario che si muove in tutta Europa — dalla Scozia tetragona di Macbeth all’Inghilterra delle guerre delle Rose, dalla Danimarca spettrale di Amleto alla Vienna problematica di Misura per misura, fino all’isola misteriosa di Prospero.
Ma soprattutto, e non è un dettaglio secondario per un giornale di viaggi come il nostro, l’Italia. Perché il Bardo amava l’Italia in modo sproporzionato rispetto a qualsiasi altro paese europeo: dopo la Gran Bretagna, è qui che ha ambientato più opere. Verona, Venezia, Padova, Messina, Mantova, Firenze, Roma — un atlante della penisola visto attraverso gli occhi del più grande drammaturgo della storia.
Come ogni guida di viaggio che si rispetti, il libro fornisce consigli pratici: come riconoscere dai testi shakespeariani i luoghi citati, come visitarli, dove dormire, dove mangiare, cosa fare. Ma con una chiave tutta propria. Tra gli hotel consigliati, per esempio, Caramelli privilegia quelli dove sono segnalati i fantasmi. Una scelta che, per chi ha frequentato Amleto e Macbeth, ha una sua logica impeccabile.
Il viaggio segreto in Italia, la teoria di Mantova
La sezione più affascinante e originale del libro è quella dedicata all’Italia — e in particolare alla suggestiva ipotesi che Shakespeare abbia davvero visitato il nostro paese.
La teoria che Caramelli sviluppa è questa: il Bardo potrebbe essere stato invitato a recitare, o a dirigere spettacoli, alla corte del Duca Vincenzo Gonzaga a Mantova. Un invito che avrebbe accettato durante il lockdown londinese imposto dalla peste tra il 1592 e il 1594 — un periodo in cui i teatri di Londra erano chiusi, le compagnie erano ferme e un giovane drammaturgo ambizioso aveva ogni ragione per cercare lavoro altrove.
Non è una fantasia. È una ipotesi sostenuta da indizi testuali precisi. La conoscenza dell’Italia che Shakespeare dimostra nelle sue opere — la geografia, le usanze, i dettagli locali — è troppo precisa per essere frutto della sola lettura. C’è qualcosa di vissuto, di osservato con gli occhi, in certi passaggi. E uno dei dettagli più stupefacenti riguarda proprio un animale.
Il coccodrillo di Santa Maria delle Grazie
In Giulietta e Romeo, lo speziale che vende il veleno a Romeo ha appeso al soffitto del suo negozio un coccodrillo imbalsamato. Un dettaglio bizzarro, apparentemente decorativo — ma Caramelli dimostra che non è inventato. Un coccodrillo imbalsamato esiste davvero in una chiesa nei pressi di Mantova: Santa Maria delle Grazie a Grazie, frazione di Curtatone. Ed esiste lì da secoli.
Come poteva Shakespeare conoscere quel coccodrillo se non lo aveva visto di persona? La risposta più semplice è che qualcuno glielo avesse descritto. La risposta più affascinante — quella che Caramelli preferisce — è che lo avesse visto con i suoi occhi, durante quel soggiorno mantovano di cui non esistono prove documentali dirette, ma di cui i testi sembrano portare la traccia.
È il tipo di detective letterario che rende la critica shakespeariana appassionante quanto un romanzo giallo.
John Dee, 007 e la Regina Elisabetta
Non mancano, nel libro, le curiosità storiche che non ti aspetti. Una delle più sorprendenti riguarda la sigla 007 — che non fu inventata da Ian Fleming per James Bond, ma aveva un precedente illustrissimo nell’Inghilterra elisabettiana.
John Dee, filosofo, matematico e agente segreto al servizio della Regina Elisabetta I, usava quella sigla nelle sue comunicazioni riservate. Lo stesso John Dee che ispirò il personaggio di Prospero ne La Tempesta — il mago, il filosofo, l’uomo che conosce i segreti del mondo e li usa con saggezza e qualche crudeltà. Un filo che collega Shakespeare a Fleming attraverso quattro secoli di letteratura spionistica inglese, e che Caramelli traccia con la precisione di chi sa dove guardare.
E poi c’è la storia degli stuzzicadenti, citati in Molto rumore per nulla e in Re Giovanni — status symbol delle classi agiate europee del Cinquecento, prova di raffinatezza e benessere in un’epoca in cui la carne era la base dell’alimentazione aristocratica. Piccoli dettagli che aprono finestre su un mondo lontano e lo rendono improvvisamente vicino.
Gli acquerelli di Caramelli, il viaggio disegnato
Il libro non è solo testo. Roberto Caramelli ha arricchito il volume con una serie di acquerelli realizzati durante le visite nei luoghi shakespeariani. Una scelta editoriale significativa: gli acquerelli non illustrano semplicemente, ma documentano. Sono il taccuino di viaggio di un autore che ha percorso fisicamente i luoghi di cui scrive — e che ha scelto il medium più antico e più intimo per restituire ciò che ha visto.
Ci sono posti che la fotografia rende magnificamente. E ci sono posti che si capiscono meglio attraverso un acquerello — con quella sua capacità di sfumare, di lasciare zone d’ombra, di tradire la soggettività di chi guarda. I luoghi shakespeariani appartengono a questa seconda categoria: sono posti carichi di proiezioni letterarie, di fantasmi immaginari, di strati di interpretazione accumulati nei secoli. L’acquerello li restituisce con la stessa ambiguità che li caratterizza.
L’autore
Roberto Caramelli è un giornalista e scrittore italiano con una carriera costruita nel giornalismo culturale e di viaggio ai più alti livelli della stampa nazionale. Ha lavorato a «l’Unità», «L’Espresso» e, per molti anni, al supplemento “Viaggi” del quotidiano «la Repubblica». Attualmente insegna Linguaggi della Pubblicità presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale.
Una carriera che attraversa alcune delle testate più importanti della storia della stampa italiana — dall’«Unità» di quando era ancora il quotidiano di riferimento della sinistra culturale, all’«Espresso» nel momento del suo massimo splendore come settimanale d’approfondimento, fino alle pagine del supplemento «Viaggi» di «Repubblica», uno degli spazi editoriali più letti e influenti del giornalismo di viaggio italiano degli ultimi decenni.
È anche pittore e acquerellista — e questa è forse la componente meno conosciuta ma più caratteristica della sua identità. Entrambi i suoi libri per Elliot Editore, “In viaggio con Shakespeare” e “In viaggio con Hermann Hesse”, sono arricchiti da acquerelli originali realizzati durante le visite nei luoghi di cui scrive. Non illustrazioni commissionate a terzi, ma opere proprie — il taccuino visivo di un autore che guarda i luoghi con lo stesso rigore con cui li racconta.
I suoi libri per Elliot appartengono alla collana Antidoti, dedicata alla saggistica di taglio letterario, ai libri di viaggio e ai memoir. Si tratta di guide letterarie che combinano la precisione del giornalismo di reportage con la passione dell’appassionato di letteratura — un genere che in Italia ha pochi praticanti così solidi.
Un libro per chi viaggia e per chi legge
“In viaggio con Shakespeare” è un libro che ha almeno tre lettori ideali, e riesce a soddisfarli tutti e tre.
Il primo è il viaggiatore letterario — quello che ha sempre sognato di andare a Verona non per la piazza, ma per cercare le tracce di Giulietta e Romeo nel tessuto urbano di una città che Shakespeare aveva forse solo immaginato. Il libro gli dà una mappa, un metodo, una serie di luoghi concreti da visitare.
Il secondo è l’appassionato di Shakespeare — quello che conosce le opere ma non ha mai pensato a esse come a una geografia fisica, reale, visitabile. Il libro gli offre una prospettiva nuova: il testo come indicazione topografica, come memoria di luoghi visti o sognati.
Il terzo è il lettore curioso — quello che ama le storie dentro le storie, i dettagli improbabili che aprono squarci sulla storia, le connessioni inaspettate tra epoche lontane. Per lui ci sono John Dee e il suo 007, il coccodrillo di Curtatone, gli stuzzicadenti come simbolo di potere.
Per chi pianifica un itinerario letterario in Italia o desidera visitare i luoghi delle grandi opere della letteratura europea, questo libro è una bussola preziosa — diversa da qualsiasi altra guida in commercio.
Luoghi shakespeariani in Italia: dove andare
Per chi volesse trasformare la lettura in viaggio, alcuni dei luoghi italiani legati alle opere del Bardo sono tra le mete più belle e meno scontate della penisola:
Verona — Giulietta e Romeo. La città ha costruito un intero immaginario turistico intorno all’opera, ma Caramelli insegna a guardare oltre il balcone di plastica e trovare la Verona medievale che Shakespeare aveva in mente, reale o immaginata che fosse.
Venezia — Il Mercante di Venezia e Otello. Il Ghetto, il Ponte di Rialto, i canali: luoghi che nel Cinquecento avevano già il peso simbolico che Shakespeare attribuisce loro.
Mantova — Giulietta e Romeo (è qui che Romeo si reca in esilio) e, forse, il luogo del soggiorno segreto del Bardo. La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Grazie di Curtatone è una tappa imprescindibile per chi vuole trovare il coccodrillo di Shakespeare.
Messina — Molto rumore per nulla. Una Sicilia aristocratica e ironica che il Bardo descrive con una familiarità sorprendente.
Roma — Giulio Cesare e Tito Andronico. La Roma imperiale vista attraverso gli occhi di un drammaturgo elisabettiano che l’aveva forse solo letta, ma che la restituisce con una potenza scenica impareggiabile.
Per approfondire i luoghi italiani delle storie, consulta anche la nostra guida alle ville storiche di Roma e all’itinerario per appassionati d’arte.
Anna Maria De Luca
Scheda del libro
| Titolo | In viaggio con Shakespeare |
| Autore | Roberto Caramelli |
| Editore | Elliot Editore |
| Pagine | 254 |
| Prezzo | €17,50 |
| Con | Acquerelli originali dell’autore |
| 🌐 Acquisto | elliotedizioni.it |
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