Dai fondali affrescati di Raffaello ai parchi di 180 ettari: Roma nasconde alcune delle residenze più straordinarie mai costruite

C’è un modo per capire come vivevano i potenti a Roma nei secoli d’oro. Non nei musei, non nelle guide turistiche. Nelle ville. Quelle residenze nobiliari, suburbane, sontuose, costruite ai margini della città per stare abbastanza vicino al potere da esercitarlo e abbastanza lontano da godersi la vita. Ville che erano dichiarazioni di intenti — ogni affresco una vanità, ogni giardino un messaggio politico, ogni fontana un modo per dire: ho più soldi di quanto tu possa immaginare.

Roma ne è piena. Alcune sono diventate musei, altre parchi pubblici, altre ancora sono sedi di governi e accademie. Quasi tutte possono essere visitate. Quasi nessuna è sovraffollata. E quasi tutte nascondono qualcosa che nessuna guida racconta abbastanza bene.

VILLA FARNESINA — Il sogno di un banchiere senese

La storia: l’uomo più ricco d’Europa

Villa Farnesina fu costruita dal 1506 al 1512 dal giovane Baldassarre Peruzzi per il ricchissimo banchiere senese Agostino Chigi, grande mecenate e personaggio di spicco nella Roma di inizio Cinquecento, che aveva accumulato una grande fortuna dai proventi della vendita dell’allume della Tolfa. Agostino Chigi era, semplicemente, l’uomo più ricco d’Europa. Aveva banche in tutta Italia, prestava denaro ai papi, finanziava guerre. E quando decise di costruirsi una villa fuori città — al di là del Tevere, nella vigna di Trastevere — chiamò i migliori artisti del mondo allora conosciuto. Raffaello, Peruzzi, Sebastiano del Piombo, il Sodoma. Nessuno rinunciò.

Nel 1579 la villa passò alla famiglia Farnese, evento a cui si deve l’attuale denominazione dell’edificio. Dopo aver accolto celebri ospiti come il cardinale Richelieu e la regina Cristina di Svezia, nel 1735 l’edificio passò con l’eredità di Elisabetta Farnese a Carlo IV, re delle Due Sicilie. Nel 1927 lo Stato italiano la acquistò, e nel 1944 la donò all’Accademia Nazionale dei Lincei, che ne è ancora oggi proprietaria.

Gli affreschi: Raffaello e la gioia di vivere

Entrare nella Loggia di Galatea è una delle esperienze visive più intense che Roma possa offrire. Al centro, il Trionfo di Galatea di Raffaello: la ninfa marina su una conchiglia trainata da delfini, circondata da tritoni e nereidi in un vortice di corpi e colori che sembra uscire dalla parete. Raffaello realizzò il celebre Trionfo di Galatea, un affresco che unisce grazia compositiva e ispirazione classica. La scena mitologica, ambientata in un paesaggio marino vibrante di movimento, esprime la perfezione ideale del corpo umano e l’equilibrio delle forme. Per la Galatea fece da modella la famosa cortigiana Imperia, amata da Agostino Chigi, e quest’opera è oggi uno dei maggiori capolavori dell’artista urbinate. Accanto alla Galatea, il Polifemo di Sebastiano del Piombo — il gigante ciclope che ama la stessa ninfa, dipinto con quei toni corposi tipici della pittura veneziana. E poi, secondo la tradizione, una testa a monocromo in una delle lunette che si racconta sia stata dipinta da Michelangelo in persona, venuto in visita all’amico Sebastiano.

Nella Loggia di Amore e Psiche, il ciclo con le Storie di Amore e Psiche, tratte da Apuleio, è opera di Raffaello e dei suoi allievi. Negli affreschi sono riconoscibili circa duecento specie botaniche, soprattutto domestiche, tra cui numerose piante americane — la flora del Nuovo Mondo appena scoperto, dipinta con una precisione botanica stupefacente. Al piano superiore, la Sala delle Prospettive di Baldassarre Peruzzi è un capolavoro di illusionismo rinascimentale: le pareti sembrano aprirsi su vedute panoramiche della Roma cinquecentesca, con colonnati dipinti che ingannano l’occhio con una precisione che fa ancora oggi meraviglia. In questa sala vennero celebrate le nozze tra Agostino e la giovane cortigiana Francesca Ordeaschi. Il banchiere più ricco d’Europa che sposa la sua amante in una stanza dipinta con la città ai piedi — è una scena che dice tutto su come i potenti romani intendessero il rapporto tra arte, vita e potere.

Informazioni pratiche

📍 Via della Lungara 230, Trastevere 🕗 Lunedì–sabato 9:00–14:00; sabato con visite guidate ore 12:30 🎟️ Intero €12 — villafarnesina.it

VILLA BORGHESE E LA GALLERIA. Il cardinale collezionista

Il parco, 80 ettari nel cuore della città

Il nucleo della tenuta era già di proprietà dei Borghese nel 1580. Il possedimento fu ampliato dal cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V e futuro patrono di Gianlorenzo Bernini, con l’intento di crearvi una villa di delizie e il più vasto giardino costruito a Roma dall’antichità.

Villa Borghese oggi è il polmone verde di Roma — 80 ettari di parchi, viali alberati, laghetti artificiali, tempietti neoclassici e pini romani che filtrano la luce nel modo in cui solo i pini romani sanno fare. È il posto dove i romani portano i bambini la domenica, dove gli innamorati affittano le barchette sul lago, dove i turisti si perdono e per una volta non se ne pentono.

La Villa ospita numerosi edifici storici, quali il Casino del Graziano, il Casino Giustiniani, l’Uccelliera e la Meridiana con i meravigliosi giardini segreti, ripristinati secondo l’originario assetto seicentesco. Nel giardino del lago, ridisegnato nel 1786, un romantico isolotto artificiale ospita il Tempietto di Esculapio, raggiungibile anche con brevi escursioni in barca.

La Galleria, Bernini e Caravaggio sotto lo stesso tetto

Ma il motivo per cui Villa Borghese è irrinunciabile per un appassionato d’arte si trova nel Casino Nobile — la Galleria Borghese, uno dei musei più straordinari del mondo. Scipione Borghese aveva un’ossessione per la bellezza e i soldi per soddisfarla. Comprò, commissionò, a volte sottrasse con la forza opere ai propri contemporanei. Il risultato è una collezione dove Caravaggio e Bernini si trovano in stanze adiacenti, dove ogni sala è un capolavoro assoluto.

L’Apollo e Dafne, il Ratto di Proserpina, il David — sculture che Bernini realizzò tra i diciassette e i venticinque anni. Capolavori che fanno sembrare il marmo qualcosa di morbido, di vivo, di temporaneo. Nessun altro museo al mondo concentra tanta perfezione in così poco spazio.

Prenotazione obbligatoria e fondamentale — esaurisce settimane prima.

📍 Piazzale Scipione Borghese 5 🎟️ galleriaborghese.it — 360 visitatori per turno, 2 ore di visita

VILLA DORIA PAMPHILJ. La più grande, la più silenziosa

180 ettari ai margini della città

Se Villa Borghese è il parco dei romani, Villa Doria Pamphilj è il parco dei romani che vogliono stare soli. Villa Doria Pamphilj è una residenza storica che comprende il terzo più grande parco pubblico di Roma — 180 ettari — situata appena fuori dalle mura nel quartiere Gianicolense, sulle propaggini occidentali del Gianicolo. Al suo interno sorge il Casino del Bel Respiro, che è sede di rappresentanza ufficiale del governo italiano.

Il parco conserva ancora tratti dell’antica campagna romana, con resti archeologici, acquedotti e casali agricoli. Durante l’Ottocento ospitò scontri cruciali: qui si svolsero le battaglie per la difesa della Repubblica Romana del 1849, con la presenza di Garibaldi e dei suoi volontari.

Camminare a Villa Doria Pamphilj di mattina presto — quando la nebbia ancora sale dai prati e i jogger iniziano i loro giri — è una delle esperienze più romane e meno turistiche che si possano fare. Non ci sono guide. Non ci sono audioguide. Non c’è nessuno che ti dica cosa guardare. C’è solo il silenzio, i pini, le fontane barocche e la sensazione di essere entrati per sbaglio in un altro secolo.

Il Casino del Bel Respiro

Durante il pontificato di Innocenzo X, fra il 1644 e il 1655, il “Cardinal nepote” Camillo Pamphilj fece edificare il Casino del Bel Respiro con gli annessi giardini. L’edificio — progettato dallo scultore Alessandro Algardi — è oggi sede di rappresentanza del governo italiano e non è visitabile regolarmente: solo in occasioni speciali o aperture straordinarie. Vale la pena tentare.

📍 Via di San Pancrazio — ingresso gratuito — aperto dall’alba al tramonto

VILLA MEDICI. La Francia a Roma

Sulla collina del Pincio, accanto alla Trinità dei Monti, c’è un edificio che appartiene alla Francia da oltre duecento anni. Villa Medici, dal 1803, ospita l’Accademia di Francia a Roma. Si tratta di un pregevole edificio che risale alla metà del XVI secolo, realizzato su progetto dell’architetto Giovanni Lippi. La struttura offre una facciata esterna dallo stile sobrio, che crea un netto contrasto con la facciata interna impreziosita da ghirlande, maschere, statue e bassorilievi antichi.

L’Accademia di Francia ospita borsisti e artisti di ogni disciplina — pittori, scultori, musicisti, registi — che vengono a Roma per lavorare e trovare ispirazione. I giardini sono straordinari: sette ettari con fontane, siepi geometriche, un boschetto di lecci, e una vista su Roma che fa capire perché i re di Francia volessero una casa qui.

Le mostre temporanee — sempre di ottimo livello, spesso gratuite — sono uno dei motivi migliori per salire al Pincio.

📍 Viale della Trinità dei Monti 1 🕗 Martedì–domenica 11:00–19:00 🎟️ villamedici.it

VILLA TORLONIA. Il bunker di Mussolini e i musei dimenticati

Villa Torlonia ha una storia piuttosto complessa: situata nel quartiere Nomentano, fu dapprima proprietà agricola della famiglia Pamphilj, per poi essere acquistata dal banchiere Giovanni Torlonia che la fece trasformare in propria residenza, fino a diventare residenza di Mussolini, poi struttura abbandonata e infine meraviglioso parco pubblico a partire dal 1978.

Oggi la villa ospita un complesso di musei affascinanti e poco frequentati: il Casino Nobile con le collezioni d’arte, la Casina delle Civette — un piccolo edificio liberty pieno di vetrate istoriate con scene di favole — e i bunker e rifugi antiaerei di Mussolini, visitabili con visita guidata. Sapere che sotto quei viali di cipressi c’era un labirinto di gallerie costruite per il Duce cambia completamente il modo di guardare il parco.

📍 Via Nomentana 70 🕗 Parco: tutti i giorni, ingresso libero. Musei: consultare museivilla torlonia.it

COME VISITARLE: IL CONSIGLIO GIUSTO

Le ville storiche di Roma si visitano in modo diverso dai musei — non con la fretta di chi vuole vedere tutto, ma con la lentezza di chi vuole stare da qualche parte. Portate un libro. Sedetevi su una panchina. Guardate la luce che cambia tra i pini. Mangiate qualcosa con vista sul giardino.

Per chi vuole costruire un itinerario completo che abbini ville, chiese e gastronomia, leggi le nostre guide al weekend a Roma in 48 ore, all’itinerario per appassionati d’arte e al quartiere di Trastevere, dove Villa Farnesina si trova.

MAPPA DELLE VILLE

VillaQuartiereAccessoSito
FarnesinaTrastevereA pagamentovillafarnesina.it
Borghese + GalleriaParioli/PincianoParco libero; Galleria a pagamentogalleriaborghese.it
Doria PamphiljGianicolenseGratuitosovraintendenzaroma.it
MediciPincioA pagamentovillamedici.it
TorloniaNomentanoParco libero; Musei a pagamentomuseivillatorlonia.it

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