a cura di Shawn M. McClintock e Jimmy Choi Giunti Psicologia.io, 2025 — 624 pp.

La depressione è il disturbo mentale più diffuso al mondo, eppure per decenni la ricerca clinica l’ha trattata quasi esclusivamente come un problema dell’umore, trascurando in modo sistematico una delle sue dimensioni più invalidanti: quella neuropsicologica.

Neuropsicologia della depressione colma questa lacuna, concentrandosi sugli aspetti neurocognitivi della depressione e sulle loro implicazioni per l’assessment, la valutazione, la gestione clinica e la ricerca. Il risultato è un’opera imponente — oltre seicento pagine — che aspira, con buone ragioni, a diventare il testo di riferimento in lingua italiana su questo tema.

I curatori, entrambi clinici e ricercatori di rango internazionale, portano profili complementari.

Ascolta la puntata di Radio Libertà in cui abbiamo parlato di questo libro:

Shawn M. McClintock, professore associato presso il Dipartimento di Psichiatria dell’Università del Texas (UT) Southwestern Medical Center e direttore della formazione alla ricerca per il programma di dottorato in psicologia clinica, è un esperto riconosciuto a livello internazionale degli effetti neurocognitivi della depressione e delle terapie di neuromodulazione antidepressiva, insignito del Robert A. and Phyllis Levitt Early Career Award della Society for Clinical Neuropsychology.

Jimmy Choi, PsyD, è senior scientist presso l’Olin Neuropsychiatry Research Center dell’Hartford Healthcare Behavioral Health Network e ricercatore in Neurologia presso The Institute of Living di Hartford, Connecticut, con esperienze di ricerca condotte presso il VA Connecticut, la Yale University e la Columbia University.

Alla scrittura del volume hanno contribuito più di 60 esperti del settore, il che garantisce una copertura enciclopedica degli argomenti trattati, senza però rinunciare alla coerenza d’impostazione che è il vero marchio dei migliori manuali collettivi.

La struttura del libro rispecchia un’architettura logica ben costruita, articolata in tre grandi aree tematiche. La prima esplora i domini neuropsicologici: l’impatto della depressione sulla funzione esecutiva, l’apprendimento, la memoria e altre capacità fondamentali, con attenzione al ruolo della riserva cognitiva e agli effetti del disturbo sull’umore nelle abilità cognitive come la memoria di lavoro. La seconda è dedicata alla valutazione clinica e neuropsicologica, con la presentazione di strumenti e procedure di valutazione all’avanguardia, tra cui scale, questionari e il colloquio motivazionale. La terza, forse la più originale, affronta gli effetti neurocognitivi dei trattamenti antidepressivi più ampiamente utilizzati, dai farmaci psicotropi alle psicoterapie evidence-based, considerando anche le tecnologie di neuromodulazione consolidate ed emergenti — un campo in rapida evoluzione, dalla stimolazione magnetica transcranica (TMS) alla terapia elettroconvulsivante moderna.

Un punto di forza del volume è la sua attenzione alla clinica nella vita reale. Vengono affrontati gli aspetti pratici del lavoro con gli adulti depressi lungo tutto l’arco della vita, compresi i modi per rafforzare l’impegno e l’aderenza al trattamento e per incorporare considerazioni culturali all’interno delle strategie terapeutiche. Questa sensibilità verso le variabili contestuali — l’età, la cultura, la motivazione del paziente — distingue il testo dai manuali più aseticamente tecnici, radicandolo in una prospettiva clinica autentica.

Il volume si rivolge sia ai clinici (psicologi, neuropsicologi, psichiatri) sia ai ricercatori e la doppia vocazione regge bene: ogni capitolo offre al clinico indicazioni operative e al ricercatore riferimenti bibliografici aggiornati. La mole del libro non è un difetto, ma una necessità: la neuropsicologia della depressione è un campo che richiede attenzione a molteplici livelli di analisi — biologico, cognitivo, relazionale — e il manuale rispetta questa complessità senza semplificarla.

In un panorama editoriale in cui la depressione viene affrontata spesso in modo riduttivo — o esclusivamente farmacologico o esclusivamente psicoterapeutico — questo manuale ha il merito di trattare il disturbo in tutta la sua complessità neurocognitiva, restituendo dignità scientifica a una dimensione troppo a lungo sottovalutata. La sua pubblicazione in italiano, per mano di Giunti Psicologia.io, è un atto editoriale che merita riconoscimento.

Il Gruppo Giunti e la psicologia

Il Gruppo Giunti — fondato a Firenze nel 1840 e oggi tra i maggiori gruppi editoriali italiani — ha sviluppato nel corso dei decenni una presenza distinta e specializzata nel campo delle scienze psicologiche attraverso due rami che oggi convergono sotto l’insegna Giunti Psicologia.io. Giunti Psychometrics, parte del Gruppo Giunti, è stata fondata a Firenze nel 1950 (allora con il nome O.S. Organizzazioni Speciali) ed è diventata il principale editore di strumenti psicometrici in Italia, con oltre 200 dipendenti in 16 paesi, occupandosi di psicologia a 360 gradi: psicologia clinica, risorse umane e ambiti affini. Nel 2022 questa realtà ha acquisito la piattaforma formativa Psicologia.io, nata nel 2019 e affermatasi come leader della formazione online in ambito psicologico in Italia, con oltre 40.000 iscritti da 15 paesi e un’offerta di più di 200 corsi all’anno, diventando dal 2021 anche accreditata ECM.

Giunti Psicologia.io è oggi uno spazio dedicato alla formazione dei professionisti della salute mentale, nato dall’unione di Psicologia.io e di Giunti Psychometrics, primo editore italiano di test e fornitore di servizi per lo sviluppo e il benessere di persone e organizzazioni. È anche editore di libri e di libri ECM sulle principali tematiche di natura psicologica. È in questa veste editoriale — con la collana Manuali e monografie di psicologia — che viene pubblicato il volume qui recensito, destinato a un pubblico professionale di psicologi, neuropsicologi e psichiatri.

Anna Maria De Luca

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