
È legge europea. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva le prime norme comuni a livello UE per la tutela di cani e gatti, introducendo obblighi stringenti su identificazione, allevamento, commercio e importazione degli animali da compagnia. Un cambio di passo che le associazioni animaliste attendevano da anni e che arriva mentre i sequestri di cuccioli trafficati illegalmente in Italia non accennano a diminuire.
Cosa prevede la nuova normativa
Il cuore del provvedimento è la tracciabilità: microchip e registrazione diventano obbligatori per tutti gli animali, rendendo molto più difficile l’anonimato su cui prospera il traffico illegale. Ma le misure vanno oltre l’identificazione. Vengono vietate le pratiche di allevamento dannose per la salute — selezioni genetiche estreme e consanguineità incluse — così come le mutilazioni e l’uso di strumenti coercitivi. Sotto la lente anche il commercio online non controllato, uno dei canali più opachi e in più rapida crescita in tutta Europa.
ENPA: “Finalmente l’Europa riconosce che cani e gatti non sono merci”
“Si tratta di un risultato importante e atteso da anni”, dichiara Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale ENPA. “Finalmente l’Europa riconosce in modo concreto che cani e gatti non sono merci, ma esseri senzienti da proteggere.”
D’Angelo sottolinea in particolare il valore del divieto sulle selezioni genetiche estreme: “Sono pratiche che negli anni hanno causato sofferenze enormi agli animali e che ENPA contrasta da anni. È un segnale chiaro contro chi considera gli animali solo una fonte di profitto.”
Italia, i numeri del traffico illegale
Le nuove norme europee arrivano in un momento in cui i dati italiani mostrano la portata reale del fenomeno. Solo nell’ultimo mese e mezzo sono stati sequestrati oltre 300 cani in diverse operazioni condotte dalle forze dell’ordine con il supporto dell’ENPA, in regioni come Veneto, Toscana e Campania. Gli interventi hanno portato alla luce allevamenti abusivi, traffici lungo le autostrade e canili lager: cuccioli spesso trasportati illegalmente, separati troppo presto dalle madri e detenuti in condizioni igienico-sanitarie gravissime.
“Questi dati mostrano chiaramente che il traffico di cuccioli non è un fenomeno marginale, ma un sistema organizzato e diffuso”, sottolinea D’Angelo. “Le nuove norme europee sulla tracciabilità e sul controllo degli allevamenti possono rappresentare uno strumento decisivo per contrastare un business costruito sulla sofferenza animale e sull’inganno dei cittadini.”
Ora servono controlli
L’approvazione è solo il primo passo. ENPA avverte che l’efficacia della normativa dipenderà dalla capacità degli Stati membri di applicarla davvero: “Le leggi sono decisive solo se vengono fatte rispettare. Sarà fondamentale garantire controlli efficaci e sanzioni adeguate.”
L’associazione richiama infine la responsabilità dei cittadini, in particolare di chi acquista animali online: “La domanda alimenta il mercato. Scegliere l’adozione e canali responsabili è parte fondamentale della soluzione.”









