Al Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina va in scena “Battiti al Cretto”: duecento partecipanti hanno ascoltato pubblicamente il proprio cuore. Un’esperienza unica nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026. Scopri di più con ClassTravel.

Gibellina 2026 quando l’arte batte come un cuore
C’è un luogo in Sicilia dove il silenzio ha una forma. È il Grande Cretto di Alberto Burri, l’opera monumentale che ha inglobato le macerie di Gibellina vecchia dopo il devastante terremoto del 1968, trasformando un trauma collettivo in una delle installazioni d’arte più potenti e commoventi del Novecento. Ed è proprio qui che, nell’ambito del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, si è svolta una performance destinata a restare nella memoria di chi vi ha partecipato: “Battiti al Cretto”, ideata dall’artista Federika Ponnetti.
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La performance ascoltare il proprio cuore in pubblico
Sulle casseforme del Grande Cretto sono state allestite sedici postazioni di ascolto del cuore. Attraverso stetoscopi modificati e casse acustiche, bambini, ragazzi e adulti si sono alternati in turni di due minuti ciascuno per ascoltare — e rendere pubblico — il battito del proprio cuore. In tutto, duecento persone hanno partecipato alla performance.
Un gesto apparentemente semplice che si trasforma in un atto di grande intensità emotiva. Come spiega l’artista stessa: in un momento storico in cui è più facile rompere e fare guerre, “Battiti al Cretto” vuole tornare all’ascolto reciproco dei cuori come atto coraggioso di messa a nudo delle emozioni, per riconnettere dal vivo una comunità attraverso uno stesso gesto condiviso.
Un progetto nato dalla comunità, per la comunità
“Battiti al Cretto” non è nata dall’oggi al domani. Il progetto, avviato nel 2022, si è sviluppato attraverso un lungo percorso partecipativo che ha coinvolto l’intera cittadinanza di Gibellina. Si è partiti dall’Istituto Comprensivo “G. Garibaldi – G. Paolo II”, dove 322 bambini, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria, sono stati i primi a prendere parte all’esperienza. Il percorso si è poi allargato all’intera comunità, con un momento collettivo presso l’anfiteatro della Chiesa Madre di Ludovico Quaroni.
Al cuore del lavoro, un’idea tanto semplice quanto profonda: ascoltare il proprio battito cardiaco e quello degli altri come forma di connessione autentica, in un’epoca in cui la comunicazione è sempre più mediata da schermi, emoji e messaggi vocali.
Il Grande Cretto luogo di trauma e ricucitura
La scelta del Grande Cretto come palcoscenico della performance non è casuale. Per Ponnetti, l’opera di Burri rappresentava il luogo naturale e simbolico per un progetto dedicato alla comunità di Gibellina: un posto che porta in sé la memoria del trauma del terremoto, e che per molti abitanti fu all’origine di un ulteriore strappo, quando le loro macerie vennero trasformate nell’opera d’arte di qualcun altro.
Portare la comunità — sia chi quel trauma lo ha vissuto in prima persona, sia i più giovani che qui hanno le proprie radici — al Cretto significava, per l’artista, ricucire quello strappo antico. E lo strumento scelto per farlo è stato proprio il battito cardiaco: universale, intimo, uguale per tutti dai tre agli ottanta anni.
Nel solco della visione di Ludovico Corrao, che trasformò Gibellina Nuova in uno straordinario museo a cielo aperto, “Battiti al Cretto” porta avanti oggi la stessa idea: l’arte come strumento di trasformazione del trauma collettivo in esperienza condivisa e rigenerante.
Prossimi sviluppi: il documentario e le repliche
“Battiti al Cretto” non si ferma a Gibellina. La performance diventerà un video d’artista e un documentario prodotto da Zoom srl, sostenuto dalla Direzione Cinema del Ministero della Cultura e dall’Emilia-Romagna Film Commission. L’intenzione è di replicare l’esperienza in altri luoghi nel mondo connessi con un trauma collettivo, che saranno comunicati nelle prossime settimane.
Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026
Gibellina è una delle mete culturali più originali d’Italia. Oltre al Grande Cretto di Burri, il territorio ospita opere di Pietro Consagra, Mimmo Paladino, Arnaldo Pomodoro e molti altri grandi nomi dell’arte italiana del Novecento, disseminati tra strade, piazze e edifici pubblici in un museo a cielo aperto unico al mondo.
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Per informazioni sul programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, visita i canali ufficiali del Comune di Gibellina.









