E’un invito a guardare la letteratura dal di dentro: non dai romanzi pubblicati, ma dalla stanza dove si decideva se pubblicarli. E Pontiggia, in quella stanza, era un lettore incomparabile capace di giudicare con rigore e amare con trasporto, spesso nello stesso paragrafo.
Che cosa è un parere di lettura? È la scheda che un consulente editoriale scrive dopo aver letto un manoscritto, per consigliare o sconsigliare la pubblicazione. Documenti interni, tecnici, invisibili al lettore comune. Pontiggia ne scrisse circa quattromila in trent’anni. Una media di 133 l’anno, ovvero poco più di dodici al mese, uno ogni due giorni e mezzo. Un ritmo impressionante.
Una selezione limitata ma esauriente dei circa quattromila pareri che Pontiggia stilò in un trentennio di collaborazione con Mondadori e Adelphi. Tra i nomi che scorrono: da Italo Calvino a Anna Maria Ortese, da Giorgio Manganelli a Dino Buzzati, da Vasilij Grossman a Irène Némirovsky, da Marguerite Yourcenar a Orhan Pamuk.
L’autore
Giuseppe Pontiggia (1934-2003) è riconosciuto come uno degli scrittori più rappresentativi del secondo Novecento italiano. Tra le sue opere ricordiamo in particolare Il giocatore invisibile (1978), La grande sera (1989, Premio Strega), Nati due volte (2000, Premio Campiello) e, tra la cospicua produzione saggistica, Il giardino delle Esperidi (1984). Palingenia
Dal padre bibliofilo eredita la passione per i libri, diventandone grande conoscitore e collezionista. Si laurea nel 1959 all’Università Cattolica di Milano con una tesi sulla tecnica narrativa di Italo Svevo.
Pontiggia diventa consulente di alcune case editrici: Adelphi, per la quale pubblica nel 1968 L’arte della fuga, e la Arnoldo Mondadori Editore, con la quale collabora attivamente, anche curando insieme con Marco Forti l’Almanacco dello Specchio fin dal primo numero del 1972. Per trent’anni, dunque, Pontiggia ha fatto due mestieri contemporaneamente: scrittore in pubblico, lettore professionale nell’ombra.
Un genere letterario nascosto
Lettore appassionato, vorace e onnivoro, pertinace bibliomane, Giuseppe Pontiggia era come fatalmente predestinato a quell’invisibile ruolo di consulente editoriale che, per decenni, affiancò alla pubblica attività di scrittore. Ma anche il «parere di lettura» assurge, in Pontiggia, al rango di vero e proprio genere letterario. Lo dimostra questo libro, dove per la prima volta si offre ampia testimonianza di una parte tutt’altro che secondaria della sua opera, relegata finora all’interno di fondi e archivi editoriali. Le frasi di Pontiggia sono piccoli capolavori di critica letteraria: «Confesso non senza imbarazzo una mia deplorevole simpatia per un’opera come questa e provo una irresistibile tentazione a proporla», oppure: «È uno di quei romanzi in cui l’influenza di Kafka si sovrappone a quella di Borges, producendo una miscela non tanto esplosiva quanto emolliente». C’è l’ironia, la precisione, il gusto letterario di uno scrittore che non riesce a essere burocratico nemmeno nei documenti di servizio.
Il volume è curato da Daniela Marcheschi e contiene anche scansioni delle schede dattiloscritte originali: come quella su Perché leggere i classici di Calvino, o sulle poesie di Vision in Spring di Faulkner, di cui Pontiggia scrisse che il poeta era di gran lunga inferiore al prosatore. Giudizi netti, fondati, spesso fulminanti.
Palingenia, una casa editrice nata a Venezia
Palingenia, nome che evoca la rigenerazione, la rinascita, ha debuttato nel giugno 2024 con Contemplazione, raccolta di diciotto prose di Franz Kafka, riproposto nel centenario della morte in una nuova edizione con il testo originale a fronte. Il volume di Pontiggia è uscito contestualmente, come secondo titolo del catalogo. Fondata da un gruppo di scrittori, storici, economisti e docenti universitari sostenuti da un pool di imprenditori, Palingenia ha come direttore editoriale Giancarlo Maggiulli, per oltre trentacinque anni in Adelphi.
Un cerchio che si chiude
Maggiulli era stato accolto in Adelphi più di 35 anni fa come correttore di bozze da Luciano Foà su consiglio di Giuseppe Pontiggia stesso. Il cerchio si chiude: il primo libro della casa editrice fondato da chi era entrato in Adelphi grazie a Pontiggia è dedicato proprio a Pontiggia. Palingenia è nata significativamente a Venezia, la città dove, con Aldo Manuzio, è sorta la grande editoria italiana, e dove furono stampati il primo Talmud e il primo Corano. Il fulcro del progetto editoriale è la capacità di spaziare liberamente tra i generi, tra passato e presente, tra letteratura e saggistica, con una rigorosa attenzione alla qualità, anche della veste tipografica.
Ascolta la puntata di Radio Libertà nella quale abbiamo parlato di questo libro:










