L’omaggio di Gaetano Savatteri ad Andrea Camilleri. Il gatto che prendeva il treno. Conversazione sulla magia delle stazioni, pubblicato da Bibliotheka Edizioni, è un flusso di parole, ricordi e divagazioni, nato da una lunga chiacchierata tra Gaetano Savatteri e Andrea Camilleri, pubblicata per il centenario della nascita dello scrittore siciliano.
Ricordo una volta che arrivai a Palermo con il vagone-letto da Roma. Dovevo aspettare la coincidenza per Agrigento. Notai un gatto bianco e nero che si affrettava verso il treno. Io pensavo continuasse il suo cammino lungo la banchina, ma all’improvviso salì. Si avvicinava il momento della partenza, c’era già il capostazione con la paletta, presi coraggio e mi avvicinai: “Senta su questo treno è salito un gatto”. Non batté ciglio. Mi disse: “Com’era?”. “Bianco e nero”. “Non si preoccupi, disse, scende a Termini Imerese”. Durante la mezz’ora di viaggio tra Palermo e Termini cercai il gatto, ma non ve n’era traccia. Affacciato al finestrino, alla stazione di Termini Imerese, lo vidi scendere. Allora chiesi al controllore: “Ma c’era un gatto su questo treno, l’ha visto?”. “Non si preoccupi”, mi disse il controllore, “riprende stasera il treno delle otto per Palermo”.
Un gatto pendolare, tra realtà e leggenda
Il punto di partenza è un aneddoto vero, raccontato dallo stesso Camilleri: un gatto bianco e nero che ogni giorno saliva puntualmente sul treno tra Palermo e Termini Imerese, per poi tornare la sera con il treno delle otto, come un pendolare qualsiasi. Da questa immagine i due si lasciano andare a un dialogo senza una struttura rigida, fatto di ricordi personali, giochi di parole, incontri e digressioni.
Per Savatteri e Camilleri la stazione è spazio di attesa, di arrivi e partenze, di incontri che nascono per caso e addii che a volte durano una vita intera. È il luogo dove, scrive Savatteri, ogni siciliano porta con sé la memoria di “un treno perduto. Un treno che porta lontano o fa ritornare”. Nel dialogo emergono anche riflessioni più propriamente letterarie: il legame profondo tra la scrittura siciliana e la ferrovia, che nell’Ottocento trasportava lo zolfo dalle miniere dell’interno fino alla costa — un’epica fatta di fatica e ingiustizia sociale che attraversa le pagine di Verga, Pirandello e Sciascia. Raccontare significa non lasciar svanire la magia delle stazioni, insieme all’anima profondamente siciliana di chi le ha vissute.
Chi è Gaetano Savatteri
Gaetano Savatteri è nato a Milano nel 1964 da genitori originari di Racalmuto, in provincia di Agrigento, lo stesso paese natale di Leonardo Sciascia. A dodici anni è tornato con la famiglia in Sicilia, dove è cresciuto. Come giornalista ha lavorato al Giornale di Sicilia, poi al quotidiano L’Indipendente come inviato speciale, e successivamente al Tg3, al Tg5 e a Rete 4. Come scrittore ha pubblicato numerosi romanzi con Sellerio, tra cui Gli uomini che non si voltano (2006), La fabbrica delle stelle (2016) e La congiura dei loquaci (2017). Il suo personaggio più noto è il giornalista-investigatore Saverio Lamanna, protagonista di una serie di romanzi da cui è stata tratta la serie televisiva Màkari, con Claudio Gioè. Per Laterza ha pubblicato inoltre, nel 2005, il saggio I siciliani. Nel 2003 ha ricevuto, insieme ad Andrea Camilleri, il Premio Racalmare-Leonardo Sciascia un riconoscimento che testimonia bene quanto il legame tra i due scrittori fosse profondo e duraturo, non solo professionale ma anche personale. È proprio da questo legame che nasce Il gatto che prendeva il treno, uscito per il centenario della nascita del creatore del commissario Montalbano.
Bibliotheka Edizioni
Il libro porta il marchio di Bibliotheka Edizioni, una casa editrice nata a Roma per iniziativa di Santiago Maradei e che propone testi inediti, prime traduzioni italiane e titoli introvabili nei campi della letteratura, della saggistica e delle espressioni della cultura popolare, con collane pensate anche per ospitare classici e tascabili. Fin dall’inizio l’obiettivo dichiarato della casa editrice è stato mettere al centro la valorizzazione degli autori, con l’ambizione di scoprire nuovi talenti italiani e farli conoscere anche all’estero: in pochi anni ha pubblicato oltre 200 libri, partecipando a importanti fiere internazionali come la Buchmesse di Francoforte e Più Libri Più Liberi a Roma. Attualmente ha sede a Roma, in Piazza Antonio Mancini.
È dunque una realtà editoriale relativamente giovane ma dinamica, specializzata nel dare spazio a voci nuove, esattamente il contesto in cui si inserisce un progetto come Il gatto che prendeva il treno, che unisce un autore già affermato come Savatteri a un dialogo-omaggio con Camilleri, capace di parlare tanto agli affezionati del commissario Montalbano quanto a chiunque ami le storie che nascono, letteralmente, per caso — come quella di un gatto che, un giorno, decise di prendere il treno.
Ascolta la puntata di Radio Libertà dove abbiamo parlato di questo libro:









