Mario Caligiuri — Luiss University Press, 2024 — Prima edizione gennaio 2024, ISBN 979-12-5596-017-1
Mario Caligiuri, pedagogista, già assessore regionale in Calabria e oggi docente universitario, apre il libro con una dedica che dice già molto: è rivolta a Rosina, la donna che lo vide crescere, morta a 74 anni analfabeta. È un modo per dichiarare fin dalle prime pagine che il tema dell’educazione, per l’autore, non è mai astratto.
La tesi centrale, esposta nella Premessa, richiama il Nobel Joseph Stiglitz: è sempre la crescita della capacità di apprendimento ad aver trainato, nella storia, la crescita economica. Ma in Italia — sostiene Caligiuri — la crisi del sistema scolastico ha preceduto e in parte causato quella più generale dell’economia. Il libro nasce, significativamente, a cento anni dalla Riforma Gentile, con l’obiettivo dichiarato di riportare l’educazione al centro del dibattito politico nazionale.
Il capitolo 2 (“Mille e non più mille: vittime della globalizzazione”) affronta il modo in cui la globalizzazione ha ridisegnato il rapporto tra Stati ed élite, cita Fukuyama, Huntington e Toffler per inquadrare fine della storia, scontro di civiltà e trasformazione del potere, e si sofferma sul divario tra nativi digitali e immigrati digitali nelle aule scolastiche. Caligiuri porta anche il caso di studio della Calabria come esempio di come l’aumento del livello di istruzione non basti, da solo, a invertire il sottosviluppo di un territorio.
I capitoli 3 e 4 ricostruiscono una storia della disinformazione politica italiana dall’Unità d’Italia fino ai giorni nostri: dai plebisciti indirizzati del Risorgimento, al ruolo della stampa finanziata dal ministero dell’Interno, fino alla propaganda di regime durante il fascismo (con l’episodio, poco noto, del giuramento di fedeltà imposto ai docenti universitari nel 1931, a cui solo 12 professori su 1225 si rifiutarono).
I capitoli 5-7 analizzano vent’anni di riforme scolastiche italiane, con toni spesso taglienti verso la classe dirigente ministeriale; il capitolo 8 denuncia quella che l’autore chiama “l’antilingua che crea l’antipedagogia”. I capitoli 9-12 affrontano infine la domanda più teorica del libro: la pedagogia può ancora dirsi una scienza?
Nelle conclusioni l’autore propone l’idea di una “pedagogia della nazione”, che renda l’educazione priorità politica e culturale strutturale, non più emergenza da citare a ogni crisi e poi dimenticare.
Chi è Mario Caligiuri
Mario Caligiuri è nato a Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, il 28 settembre 1960, e nel 1985 è diventato il sindaco più giovane d’Italia proprio in quel comune calabrese. Oggi è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università della Calabria, dove coordina il Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche, dopo aver insegnato per diversi anni Comunicazione pubblica anche alla Sapienza di Roma.
È considerato uno dei principali studiosi europei di intelligence in ambito accademico, un campo che ha introdotto lui stesso nell’insegnamento universitario italiano fin dal 1999. Il passaggio decisivo arriva nel 2007, quando fonda all’Università della Calabria il primo Master in Intelligence di un ateneo pubblico italiano, promosso su sollecitazione del Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che ne presiede il Comitato scientifico fino alla sua morte nel 2010. Nel 2018 contribuisce anche alla creazione del primo corso di laurea magistrale in Intelligence e Analisi del Rischio in Italia, e nello stesso anno viene eletto Presidente della Società Italiana di Intelligence, associazione che si propone di far riconoscere questa disciplina come materia di studio strutturata nelle università italiane.
È inoltre autore della voce “Intelligence” nella decima Appendice dell’Enciclopedia Italiana Treccani, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Calabria dal 1980 e commentatore del Quotidiano Nazionale, il gruppo che comprende Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, dal 2006.
Il filo conduttore della sua ricerca è però soprattutto pedagogico: ha teorizzato quella che definisce “la società della disinformazione”, tema al centro di diversi suoi libri, tra cui Introduzione alla società della disinformazione (2018) e Come i pesci nell’acqua. Immersi nella disinformazione (2019). Nel 2021 ha pubblicato Per una pedagogia della nazione. Politica ed educazione in Italia nel XXI secolo, un titolo che anticipa quasi letteralmente la proposta conclusiva del suo libro più recente, Male educati, di cui abbiamo parlato: segno che l’idea di riportare l’educazione al centro dell’agenda politica italiana è, per Caligiuri, un progetto di ricerca portato avanti da anni, non un’intuizione estemporanea.
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