Dalla loggia P2 al narcotraffico: due facce dello stesso sistema di potere occulto. Chiudiamo il nostro viaggio nell’opera di Sergio Turone con il secondo capitolo della sua trilogia sul potere italiano: “Partiti e mafia. Dalla P2 alla droga”, uscito originariamente nel 1985 per Laterza, oggi riproposto da Arcadia Edizioni.
L’autore
Turone fu giornalista al Giorno prima, al Messaggero poi, scalando tutte le posizioni della gerarchia redazionale, fino a diventare editorialista di Avvenimenti.
Scrittore di successo, saggista della politica e del costume, aveva conosciuto la polemica più feroce quando, da uomo di sinistra vera, si era schierato con Pannella nelle file radicali. È stato professore universitario di Storia e metodologia del giornalismo presso la facoltà di Scienze politiche di Teramo. Nel 1990 venne eletto consigliere regionale in Abruzzo. Come narratore ha vinto nel 1986 il premio Forte dei Marmi per la satira politica col romanzo 1994.
La coraggiosa decisione di Arcadia
Con questo titolo, Arcadia completa la riedizione dei due saggi d’inchiesta della trilogia, preparando il terreno per il romanzo conclusivo “1994” : un’operazione editoriale organica, pensata per restituire l’opera intera al lettore di oggi.
Il titolo stesso traccia il percorso dell’inchiesta: dalla loggia massonica P2 di Licio Gelli fino al traffico di droga, Turone segue il filo che lega poteri occulti, deviazioni istituzionali e criminalità organizzata nell’Italia degli anni Settanta e Ottanta. È la naturale prosecuzione cronologica del primo volume, “Corrotti e corruttori”: se quel libro ricostruiva la storia della corruzione politica dall’Unità d’Italia alla P2, questo ne segue gli sviluppi più recenti, fino all’incontro tra partiti, mafia e narcotraffico. Come nel primo volume, la forza del libro sta nella documentazione puntuale: nomi, fatti, connessioni verificabili, non impressioni o sospetti. E proprio questo secondo saggio è il ponte diretto verso il romanzo “1994”, che Turone stesso concepì come prosecuzione logica degli stessi temi, ma per altre vie — quelle della finzione e della satira.
Con il suo tipico rigore documentario, il giornalista analizza dettagliatamente gli intrecci tra partiti politici e criminalità organizzata, soffermandosi sui traffici di droga e le infiltrazioni di camorra e ’ndrangheta nella vita pubblica, riportandole all’interno di un percorso che dall’Italia si estendeva ad Australia, Afghanistan, Iran, Turchia e Sudamerica. Tra scandali, processi e omicidi emerge chiaramente un quadro drammatico della società del periodo.
Un libro che racconta come il potere, quando non trova ostacoli, tenda sempre ad allargare il proprio perimetro — dalla politica alla criminalità organizzata, fino a farne un unico sistema.









