Se non avete ancora ordinato il calendario 2026 vi consigliamo di scegliere quello, iconico, di Survival: “We, the people” 2026, questo è il momento!
Prendilo per te, ma anche per i tuoi regali di Natale: sappiamo per esperienza che chi lo riceverà lo apprezzerà moltissimo.
Come ormai sai, ci sono due ottimi motivi per farlo: è bellissimo, e sostiene le campagne per i diritti dei popoli indigeni perché è uno dei principali strumenti di raccolta fondi. Un modo semplice per mantenere la voce libera e indipendente di Survival e per far conoscere sempre di più i popoli indigeni e le loro battaglie per la loro vita e le loro terre.
Un viaggio attraverso la diversità umana
Il calendario “We, the people” 2026 di Survival International non è semplicemente un oggetto per segnare i giorni che passano. È una finestra aperta sulla straordinaria ricchezza della diversità umana, un viaggio visivo che ogni mese ci porta dalla penisola gelata di Yamal alla foresta amazzonica, dalle Ande peruviane alla savana africana.
Attraverso tredici immagini fotografiche straordinarie – di cui un quarto scattate da artisti indigeni – il calendario racconta le vite, le battaglie e la resilienza dei popoli indigeni del mondo. Ogni fotografia è accompagnata da didascalie che contestualizzano gli scatti e valorizzano le culture rappresentate, trasformando ogni mese in un’opportunità di conoscenza e riflessione.
Sostenere una causa che dura da 55 anni
Survival International è nata nel 1969 a seguito della pubblicazione di un articolo sul Sunday Times britannico in cui il giornalista Norman Lewis denunciava il genocidio che stava avvenendo nell’Amazzonia brasiliana. Da allora, l’organizzazione non ha mai smesso di lottare per i diritti dei popoli indigeni del mondo.
Con sede centrale a Londra e uffici a Milano, Parigi, Berlino, Madrid, Amsterdam e San Francisco, Survival opera in oltre 82 paesi. La sua forza risiede nell’indipendenza: l’organizzazione rifiuta fondi dai governi nazionali – i principali violatori dei diritti indigeni – e si autofinanzia grazie alle donazioni dei sostenitori e ai proventi di piccole attività di raccolta fondi come la vendita del calendario.
Un acquisto che fa la differenza
Acquistare il calendario 2026 significa dare un contributo concreto alle campagne urgenti che Survival conduce insieme ai popoli indigeni. I proventi delle vendite finanziano direttamente il lavoro sul campo: supporto legale, campagne di pressione internazionali, educazione e sensibilizzazione.
Nel corso degli anni, Survival ha ottenuto vittorie significative: nel 2000 il governo indiano abbandonò un piano di sedentarizzazione forzata del popolo Jarawa dopo aver ricevuto circa 150-200 lettere al giorno dai sostenitori. Nel 2001 il governo della Siberia occidentale proibì per cinque anni l’estrazione del petrolio nel territorio del popolo Khanty.
Le storie dietro le immagini del 2026
Il calendario apre con un’immagine potente: 30.000 donne e uomini Masai in manifestazione di protesta in Tanzania nel 2024, contro il governo che da anni nega sistematicamente i loro diritti fondamentali e tenta di sfrattarli dalle loro terre con il pretesto della conservazione della natura.
Ogni mese racconta una storia diversa:
- Gennaio: I Nenets nella penisola di Yamal, dove le temperature invernali scendono fino a -50°C, e dove le renne rappresentano casa, cibo, calore e mezzo di trasporto
- Marzo: Il rituale del “Moqueado” dei Guajajara in Brasile, che celebra il passaggio dall’infanzia all’età adulta
- Aprile: Una giovane Bayaka della Repubblica Centrafricana, il cui popolo è minacciato dalle compagnie di taglio del legno e dall’industria della conservazione
- Giugno: Indigeni incontattati vicino alle loro case comunitarie in Brasile, con le parole del leader Yanomami Davi Kopenawa: “Il mondo intero deve sapere che sono nella loro foresta, e deve rispettare il loro diritto di vivere là”
La minaccia della “conservazione colonialista”
Una delle battaglie più urgenti di Survival riguarda proprio quello che l’organizzazione definisce “genocidio verde”: la conservazione imposta dall’Occidente ai popoli dell’Asia e dell’Africa con un’impronta colonialista, spesso da governi e organizzazioni che cercano di ottenere crediti di carbonio per compensare le emissioni di CO2.
Le comunità indigene si ritrovano così private delle proprie case e mezzi di sostentamento, spesso obbligate a trasferirsi nelle baraccopoli cittadine. Coloro che tentano di fare ritorno alle loro terre subiscono torture e abusi.
Il paradosso è evidente: i popoli indigeni, che sono i migliori custodi della biodiversità, vengono cacciati dalle loro terre in nome della conservazione della natura.
Un mondo che ha bisogno dei popoli indigeni
Nel mondo si contano oltre 470 milioni di indigeni. Sono per lo più autosufficienti e la loro salute e il loro benessere dipendono dalle loro terre. Per i popoli indigeni e tribali, la terra è vita.
Questi popoli hanno sviluppato stili di vita straordinariamente diversi e sostenibili, rappresentando un patrimonio culturale fondamentale per l’intera umanità. Le loro conoscenze sulla biodiversità, sul clima, sulla medicina naturale sono inestimabili. Eppure continuano a essere descritti come “arretrati” semplicemente perché i loro modi di vivere comunitari sono differenti.
Un calendario che è molto più di un calendario
Appendere in casa il calendario “We, the people” significa:
- Educarsi mese dopo mese sulla diversità umana
- Ricordare che esistono altri modi di vivere, più sostenibili e in armonia con la natura
- Sostenere concretamente le campagne di Survival
- Prendere posizione contro il razzismo e le violenze che i popoli indigeni subiscono quotidianamente
- Preservare la memoria visiva di culture minacciate di estinzione
Ogni fotografia è un atto di resistenza. Ogni acquisto è un atto di solidarietà.
Come acquistare
Il calendario è disponibile sul catalogo online di Survival International a 15,40 euro. Sono disponibili sconti per acquisti multipli:
- 2 calendari a 26 euro (13 euro ciascuno)
- 5 calendari a 62 euro (12,40 euro ciascuno)
- 10 calendari a 120 euro (12 euro ciascuno)
Dimensioni: 30×30 cm chiuso, 30×60 cm aperto.
Un regalo che porta significato
In un’epoca in cui siamo sommersi da oggetti inutili, il calendario di Survival rappresenta un regalo che porta con sé un significato profondo. Non è solo bello da vedere – ed è straordinariamente bello – ma sostiene una causa giusta e urgente.
Regalarlo significa dire: “Mi importa. Ci importa. I popoli indigeni contano.”
L’urgenza di agire ora
La minaccia più comune che devono affrontare i popoli indigeni è l’invasione delle loro terre da parte di compagnie petrolifere o minerarie, allevatori e taglialegna. Le invasioni portano regolarmente a sfratti forzati, violenze, perdita dei mezzi di sussistenza e traumatici cambiamenti di stile di vita.
Il tempo stringe. Molte lingue indigene vengono parlate ormai solo da poche centinaia di persone. Culture millenarie rischiano di scomparire nell’arco di una generazione. Territori vengono devastati ogni giorno.
Ma c’è ancora speranza. E questa speranza si chiama Survival International. Un’organizzazione che da 55 anni non scende mai a compromessi, che lavora in stretta collaborazione con le comunità indigene stesse, che offre loro un palcoscenico da cui rivolgersi al mondo.
Comprare il calendario 2026 è un piccolo gesto. Ma sono i piccoli gesti, moltiplicati per migliaia di persone, che cambiano il mondo.
Per acquistare il calendario: catalogo.survival.it
Per saperne di più su Survival International: www.survival.it







