Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli candidano insieme il loro territorio a Capitale Italiana della Cultura 2028

Un’alleanza antica che si rinnova nel segno della cultura. Quattro centri storici della Ciociaria – Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli – si presentano uniti con il progetto “Hernica Saxa” (Le Rocce Erniche) per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Non una singola città, ma un territorio intero di 400 km² con 90.000 abitanti che condivide 2500 anni di storia.

Un patrimonio straordinario da valorizzare

Il punto di forza della candidatura è l’eccezionale concentrazione di tesori culturali in questo territorio. Come spiega Pietro Scerrato, storico del territorio e co-redattore del dossier, la zona ospita circa 100 siti culturali e il più esteso sistema di mura megalitiche d’Europa, che il progetto intende candidare a Patrimonio UNESCO.

L’Acropoli di Alatri affascina con i suoi blocchi da 25 tonnellate allineati ai solstizi. Ferentino stratifica nelle sue mura epoche erniche, romane e medievali. Veroli custodisce l’Abbazia gotico-cistercense di Casamari e la Basilica di Santa Maria Salomè con la rarissima Scala Santa.

Anagni, la città dei Papi

Anagni rappresenta il cuore spirituale del progetto. La “Città dei Papi” ha dato i natali a quattro pontefici che hanno segnato la storia europea: Innocenzo III, Gregorio IX, Alessandro IV e Bonifacio VIII, protagonista del celebre “Schiaffo” dantesco. La Cripta di San Magno, con i suoi 540 mq di affreschi, è considerata la “Cappella Sistina del Medioevo”.

Cinque direttrici strategiche fino al 2032

Il progetto Hernica Saxa si articola su cinque direttrici strategiche: l’Eredità Megalitica con un cammino di 80 km e centri informativi interconnessi; Spiritualità e Storia Papale con la Via Papalis e il Festival di Musica Sacra; Arti e Mestieri per la formazione di giovani artigiani; Narrazione e Memoria con un Archivio Orale di 200 interviste e festival dedicati; Innovazione e Futuro con il Mega-Lab, digitalizzazione del 30% del patrimonio, museo virtuale e app integrate.

Il piano economico prevede 5 milioni di euro affiancati da 40 milioni del PNRR. L’ambizione va oltre il 2028: il piano settennale 2026-2032 culminerà nella creazione della Fondazione “Hernica Saxa”, ente permanente autosostenibile che trasformerà la cultura in motore di sviluppo economico e sociale.

Una candidatura dal basso

La candidatura nasce da una mobilitazione civica che ha coinvolto decine di enti, associazioni, diocesi e imprese. I quattro sindaci – Daniele Natalia, Germano Caperna, Piergianni Fiorletta e Maurizio Cianfrocca – hanno costruito una governance innovativa e trasparente, un modello replicabile di collaborazione intercomunale.

“Hernica Saxa dimostra che piccoli centri, uniti in rete, competono per qualità senza perdere autenticità”, sottolinea Scerrato. Un progetto dove la cultura diventa argine allo spopolamento, leva di coesione sociale e opportunità per i giovani. Come recita lo slogan della candidatura: “Dove la storia lega, la cultura unisce”.

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