Quattro città della Ciociaria candidano insieme il territorio a Capitale Italiana della Cultura 2028

Hernica Saxadove la storia lega, la cultura unisce. Il progetto che porta questo nome antico e potente è la candidatura congiunta di Anagni, Alatri, Veroli e Ferentino al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, un’iniziativa che ha già superato i confini nazionali, guadagnandosi l’attenzione dell’agenzia di stampa internazionale Ria Novosti, che ha titolato: “Quattro città dell’Italia centrale si sono candidate al titolo di Capitale della Cultura”.

Non è un dettaglio di poco conto. Per la prima volta, quattro comuni della Ciociaria — guidati da amministrazioni di colore politico diverso — hanno deciso di fare squadra, mettendo da parte le differenze per costruire qualcosa di più grande.

Il progetto trae ispirazione dall’antica Lega Ernica, quando queste comunità scelsero di unirsi per affrontare insieme le sfide del loro tempo. Lo slogan è “Dove la storia lega, la cultura unisce”. Il fulcro identitario sono le mura megalitiche: le grandi costruzioni megalitiche, simbolo di queste città, non rappresentano solo straordinarie opere dell’ingegno umano, ma testimoniano un dialogo antico tra comunità e paesaggio.

Un viaggio dalla Preistoria al Terzo Millennio

Cosa rende unico questo territorio? La risposta è nella straordinaria stratificazione storica che nessun altro angolo d’Italia può vantare con la stessa densità su uno spazio così raccolto.

Si parte dalla Lega Ernica, la confederazione che duemila e cinquecento anni fa radunava i popoli italici in questi luoghi per decidere le sorti del territorio. Ne è testimonianza il circo marittimo di Anagni, una delle scoperte archeologiche più significative dell’area, oggi ancora in gran parte sotterrata, ma prossima a un importante progetto di valorizzazione che la riporterà alla luce.

Si prosegue con il periodo romano, ancora vivissimo a Ferentino, dove le mura poligonali e i resti del foro parlano di una città prospera e colta. E poi l’inconfondibile Acropoli di Alatri, con le sue mura ciclopiche che sfidano il tempo e la ragione, tra le meglio conservate d’Europa.

Veroli porta con sé la spiritualità: la Scala Santa e un patrimonio di devozione popolare che culmina nei celebri Riti della Settimana Santa, capaci di richiamare pellegrini e turisti da ogni angolo d’Italia e dall’estero.

E poi c’è Anagni, la Città dei Papi, che nel Medioevo ospitò ben quattro pontefici, tra cui Bonifacio VIII, il papa che istituì il Giubileo. Qui il Medioevo non è una ricostruzione: è realtà quotidiana, pietra viva, affresco intatto.

Hernica Saxa alla BMTA di Napoli: Un Successo già Scritto

Il progetto ha conquistato anche la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Napoli, dove ha sfilato con orgoglio presso lo stand della Regione Lazio — una regione che, vale la pena ricordarlo, non ha mai ancora ricevuto il titolo di Capitale Italiana della Cultura.

Sono le parole dei sindaci a raccontare meglio di ogni statistica lo spirito di questa candidatura.

Daniele Natalia, sindaco di Anagni, descrive l’avventura come “un viaggio fantastico”, sottolineando come per la prima volta i territori abbiano fatto sistema, mettendo a disposizione risorse economiche importanti — oltre 5 milioni di euro di fondi pubblici, cui si aggiungono investimenti privati — per infrastrutture legate alla ricettività e alla valorizzazione culturale. Anagni da sola ha già deciso di stanziare un milione di euro l’anno per la cultura, a prescindere dall’esito della candidatura. La Regione Lazio ha garantito ulteriori 2 milioni di euro.

Maurizio Cianfrocca, sindaco di Alatri, celebra una novità storica: “È la prima volta che nella nostra Ciociaria amministrazioni diverse lavorano allo sviluppo culturale di un’area vasta.” Un segnale politico e civico di straordinaria portata.

Germano Caperna, sindaco di Veroli, vede già nel metodo adottato la vera vittoria: “Tante altre città si stanno proponendo sulla nostra linea”, a riprova che il modello Hernica Saxa ha già cambiato qualcosa nel modo di pensare la cultura nelle aree interne.

Piergianni Fiorletta, sindaco di Ferentino, guarda ancora più lontano: per lui il titolo, se arriverà, sarà solo “una fase cruciale” di un percorso di crescita tecnologica, culturale e di servizi per le aree appenniniche. Un’eredità che sopravviverà al 2028.

Le tappe

Le quattro città, insieme, non raggiungono i 90.000 residenti, ma contano sul sostegno di tutti i comuni della provincia di Frosinone (circa 465.000 abitanti). Il progetto è già tra le dieci finaliste, insieme ad Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì-Cesena, Gravina di Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Le audizioni si sono tenute il 26 febbraio 2026 al Ministero della Cultura, e l’annuncio della città vincitrice è previsto entro il 27 marzo 2026.

Perché visitare la Ciociaria adesso

Hernica Saxa non è solo una candidatura: è una promessa di trasformazione che sta già cambiando il volto di questi territori. I cantieri culturali si aprono, i siti si valorizzano, la ricettività cresce. Visitare la Ciociaria oggi significa essere tra i primi a scoprire un territorio in piena rinascita.

Che siate appassionati di archeologia, amanti del Medioevo, pellegrini spirituali o semplicemente viaggiatori curiosi in cerca di autenticità lontana dalle rotte del turismo di massa, qui troverete qualcosa che difficilmente dimenticherete.

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