Andrea Castelli D’Antonio e Luciana D’Ambrosio Marri ribaltano il nostro rapporto con lo scontro — un saggio strategico e concreto per chi vuole smettere di subire le discussioni e iniziare a governarle
Scommetto che anche oggi vi è capitato di arrabbiarvi con qualcuno. Un collega che non risponde alle email, un partner che non ascolta, un automobilista che non usa la freccia, un vicino di casa che non saluta. Il conflitto è ovunque e la nostra reazione istintiva, quasi sempre, è una di due: o lo evitiamo come se non esistesse, o ci caschiamo dentro fino al collo senza sapere come uscirne.
Conflitti di Andrea Castelli D’Antonio e Luciana D’Ambrosio Marri parte esattamente da qui, e propone una terza via: imparare a gestire lo scontro con intelligenza ed empatia, perché il conflitto ben governato non è un fallimento è il motore del cambiamento.
Due voci autorevoli, un approccio concreto
Castelli D’Antonio e D’Ambrosio Marri non sono teorici da cattedra: sono psicologi e consulenti con decenni di esperienza sul campo, nelle aziende, nelle organizzazioni, nei luoghi dove le persone devono collaborare ogni giorno pur essendo profondamente diverse l’una dall’altra. Questa esperienza diretta si sente in ogni pagina e infatti il libro non si perde in astrazioni, non costruisce castelli concettuali lontani dalla realtà quotidiana. Usa storie vere, dinamiche aziendali riconoscibili, esempi che chiunque può applicare alla propria vita, in ufficio come a casa.
Il risultato è un saggio che è al tempo stesso rigoroso e accessibile, nel senso migliore del termine: non semplificato, ma democratico. Scritto per tutti, non solo per gli addetti ai lavori.
Il ribaltamento di prospettiva
Il punto di partenza del libro è già di per sé una piccola rivoluzione culturale: il conflitto non è un problema da eliminare, è una condizione strutturale dell’esistenza umana. Siamo tutti diversi — per valori, esperienze, bisogni, stili comunicativi — e quella diversità genera inevitabilmente attrito. Pretendere di azzerare il conflitto è non solo impossibile, ma controproducente: le organizzazioni e le relazioni che evitano sistematicamente lo scontro non sono ambienti sereni, sono ambienti in cui i problemi si accumulano sotto la superficie fino a esplodere nel momento peggiore.
Gli autori ribaltano completamente questa prospettiva: lo scontro, se affrontato con gli strumenti giusti, ci aiuta a mettere dei paletti, a chiarire i malintesi, a dire le cose che andavano dette da tempo. Ci aiuta a costruire relazioni più autentiche perché le relazioni che non hanno mai attraversato un conflitto non sono state davvero messe alla prova.
Un manuale di autodifesa relazionale
La parte più preziosa del libro è la sua concretezza operativa. Castelli D’Antonio e D’Ambrosio Marri spiegano passo dopo passo come ascoltare davvero l’altro, anche quando si è convinti che abbia torto marcio, come riconoscere i segnali che precedono l’escalation, come disinnescare una discussione prima che esploda, come gestire la propria rabbia senza reprimerla né scaricarla addosso agli altri, come negoziare una soluzione che faccia sentire entrambe le parti vincenti.
Non si tratta di tecniche manipolative o di trucchi psicologici per avere sempre ragione: si tratta di strumenti per comunicare senza aggredire, per farsi capire senza ferire, per trasformare uno scontro in un dialogo. Un vero e proprio manuale di autodifesa relazionale perché nel conflitto, la prima persona che rischiamo di danneggiare siamo noi stessi.
Perché leggerlo adesso
Viviamo in un’epoca ad altissima tensione. Basta aprire un social network o accendere il telegiornale per rendersi conto di quanto siamo tutti sul piede di guerra e quella tensione collettiva si riversa inevitabilmente nelle nostre vite private e professionali. In questo contesto, imparare a gestire il conflitto non è un lusso psicologico: è una competenza pratica, urgente, che migliora la qualità della vita in modo misurabile.
Conflitti è un libro da leggere e da tenere a portata di mano perché le discussioni non smettono di arrivare, ma dopo averlo letto si è un po’ più attrezzati ad affrontarle.
Giunti Psicologia.io
Giunti Editore è uno dei più antichi e importanti gruppi editoriali italiani, con radici che affondano nella Firenze del 1841, quando Felice Le Monnier fondò la prima casa editrice da cui poi nacque l’attuale realtà.
Nel corso dei decenni Giunti si è affermata come punto di riferimento per la saggistica, la narrativa, l’editoria scolastica e i libri per ragazzi, costruendo un catalogo capace di parlare a pubblici molto diversi tra loro.
Giunti Psicologia.Io è un marchio editoriale che fa parte del Gruppo Giunti Editore, il secondo gruppo editoriale italiano. Giunti è una delle poche case editrici italiane che possono vantare una tradizione oggettivamente rilevante in campo psicologico, avendo avuto nel suo catalogo tutti i maggiori autori nazionali e internazionali che hanno contribuito in modo decisivo alla storia della psicologia. Potremmo citare, a titolo di esempio, Jean Piaget, Lev Vygotskij, Max Wertheimer, Wolfgang Köhler, Kurt Lewin, John Watson, Sigmund Freud, Melanie Klein, John Bowlby, Carl Rogers, Daniel Kahneman, Ulric Neisser, Margaret Mead, Cesare Musatti… l’elenco sarebbe lungo.
Ancora oggi vanta long seller come Influence: The Psychology of Persuasion (Le Armi della Persuasione) di Robert Cialdini, The Design of Everyday Things (La Caffettiera del Masochista) di Norman, Learned Optimism (Imparare l’Ottimismo) di Martin Seligman e Ekman’s Raccontare bugie (I volti della Menzogna).
Ascolta la puntata su Radio Libertà nella quale abbiamo parlato del libro Conflitti:










