Oggi facciamo un passo dentro lo studio dello psicoterapeuta: parliamo di un manuale che insegna ai professionisti un metodo per guarire le coppie non dai sintomi, ma dalle radici della sofferenza. Il libro si intitola “Terapia di coppia e sistemi familiari interni. Guarire le relazioni con il metodo dell’intimità dall’interno verso l’esterno“, di Toni Herbine-Blank e Martha Sweezy, pubblicato da Giunti Psicologia.IO.

Toni Herbine-Blank è formatrice senior per l’IFS-Institute e responsabile unica dei programmi di formazione del modello Intimacy from the Inside Out, che lei stessa ha contribuito a sviluppare. Gestisce formazioni, ritiri e workshop di terapia di coppia a livello nazionale e internazionale, e vive a Durango, in Colorado. Martha Sweezy è Assistant Professor alla Harvard Medical School, consulente e supervisore alla Cambridge Health Alliance, dove è stata anche vicedirettrice della formazione per la terapia dialettico-comportamentale. Ha uno studio clinico a Northampton, in Massachusetts, ed è autrice prolifica nel campo della terapia dei sistemi familiari interni.

Il libro esce nella stessa collana Giunti Psicologia.IO — qui in versione manuale tecnico-clinico, segno che la collana copre l’intero spettro, dal self-help per il grande pubblico ai testi per professionisti della salute mentale.

Il cuore del libro è la prospettiva IFIO, Intimacy from the Inside Out, un’applicazione alla terapia di coppia dell’IFS (Internal Family Systems), il modello sviluppato negli anni ’80 da Richard Schwartz per lavorare con individui e famiglie. L’idea di base dell’IFS è che la mente non sia un’unità monolitica, ma sia composta da diverse “parti” — sotto-personalità con bisogni, ricordi ed emozioni proprie — coordinate (idealmente) da un centrale, calmo e compassionevole. Herbine-Blank ha preso questo impianto teorico e lo ha applicato specificamente alla coppia, creando un metodo tutto suo.

Il libro fornisce strumenti molto concreti per chi lavora in terapia: tecniche passo-passo, casi clinici, esercizi esperienziali, fogli di lavoro sia per il terapeuta che per i pazienti, integrando teoria psicodinamica, pensiero sistemico e neuroscienze.

Il problema di partenza: due bisogni che sembrano inconciliabili

Il punto di partenza del metodo è un’osservazione clinica precisa: le coppie in crisi entrano in terapia portando due obiettivi che vivono come reciprocamente esclusivi — sentirsi amati e sentirsi capiti. Più cercano l’uno, più sembrano perdere l’altro.

I concetti chiave del metodo

1. Le “parti” dentro ciascun partner
Ogni persona porta nella relazione diverse parti interne. Le principali categorie (mutuate dall’IFS) sono:

  • Protettori — parti che si attivano per difendere dal dolore (es. la parte che attacca, quella che si chiude, quella che critica)
  • Esiliati — parti ferite, spesso legate a vecchie ferite infantili, che portano vergogna, paura di abbandono, sentimenti di inadeguatezza

2. La proiezione della ferita infantile sul partner
Un meccanismo centrale del metodo: le persone tendono a proiettare vecchie ferite dell’infanzia sulla relazione attuale. Quando si sentono minacciate, frustrate o arrabbiate, perdono il contatto con il bisogno più profondo che le muove — sentirsi al sicuro, connesse, amate — e reagiscono invece attraverso i loro protettori.

3. La stabilità dell’attaccamento interno
Qui sta forse l’elemento più distintivo dell’IFIO: invece di concentrarsi subito sulla comunicazione tra i due partner, il metodo lavora prima sulla capacità di ciascuno di auto-sostenersi emotivamente nei momenti in cui l’altro non è disponibile o presente emotivamente. L’obiettivo è che ogni persona sviluppi una base di sicurezza interna, così da non dipendere interamente dal partner per calmarsi.

4. Dalla minaccia alla richiesta
Con questa base più stabile, i partner imparano gradualmente a cambiare il modo in cui comunicano — passando da richieste che minacciano (“se non fai X, io…”) a richieste che invitano (“ho bisogno di X, e vorrei che tu…”), aumentando le probabilità che i bisogni reali vengano effettivamente ascoltati e soddisfatti.

Come si lavora in seduta

Il metodo prevede un lavoro pratico e strutturato, che include: tecniche passo-passo per guidare la coppia attraverso il processo, “Unblending” cioè aiutare la persona a distinguere se stessa dalla parte attivata in quel momento (es. “sono arrabbiato” diventa “una parte di me è arrabbiata”), creando spazio per rispondere invece che reagire; trascrizioni di sedute reali, usate nel manuale come esempi concreti; “Therapist Tips”, indicazioni pratiche su come affrontare specifici momenti critici. Esercizi esperienziali e fogli di lavoro sia per il terapeuta che per i partner.

Il metodo è esplicitamente non patologizzante: non etichetta la coppia come “disfunzionale”, ma la aiuta a capire le ragioni profonde della sofferenza reciproca. L’esito ricercato è duplice: da un lato, i protettori si rilassano perché non sentono più di dover difendere a tutti i costi; dall’altro, gli esiliati “si liberano dal loro fardello” (unburden, nel linguaggio IFS) — un processo che, secondo le autrici, porta la relazione stessa a “liberarsi” del proprio fardello, non solo i singoli individui.

L’IFIO propone che per guarire una coppia non basti migliorare la comunicazione, bisogna prima aiutare ciascun partner a fare pace con le proprie parti interiori, così da poter incontrare l’altro non dalla ferita, ma da un luogo più stabile e compassionevole.

Testo di Anna Maria De Luca | Riproduzione riservata ©www.ClassTravel.it

Ascolta la puntata di Radio Libertà in cui abbiamo parlato di “Terapia di coppia e sistemi familiari interni. Guarire le relazioni con il metodo dell’intimità dall’interno verso l’esterno