Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 l’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA ospita una grande mostra dedicata al maestro di Vitebsk, curata da Francesca Villanti

Gli amanti in volo, i mazzi di fiori, i clown e le case di legno di un villaggio russo. Da domani, 13 ottobre, Vercelli accoglie l’universo di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985) con una mostra allestita negli spazi dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA, aperta fino al 29 marzo 2027. Sessanta opere attraversano oltre mezzo secolo di pittura, dagli anni Venti alla tarda maturità.

Promossa dal Comune di Vercelli e da Arthemisia, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone, la mostra è curata da Francesca Villanti. È la seconda tappa di un progetto pluriennale con cui la città punta a rafforzare la propria offerta culturale e la presenza sulla scena internazionale.

Una leggerezza solo apparente

A uno sguardo rapido, i quadri di Chagall sembrano un mondo di sogno, fatto di figure sospese e colori accesi. La mostra invita a guardare oltre: dietro le immagini di festa si nasconde un artista inquieto, che attraversò la rivoluzione russa, due guerre mondiali e l’esilio, e vide scomparire il mondo in cui era cresciuto.

Il caso più emblematico è quello di Vitebsk, la città natale oggi in Bielorussia. Quando fu devastata durante l’occupazione tedesca, viveva già da decenni nei suoi dipinti. Chagall continuò a ritrarla durante l’esilio negli Stati Uniti e poi nel sud della Francia, dove si stabilì nel 1950, reinventandola ogni volta. Un’esperienza di perdita e sradicamento che, secondo gli organizzatori, parla direttamente al presente, segnato da guerre e crisi ambientali che costringono milioni di persone a lasciare la propria terra.

Le opere in mostra

Il percorso segue i motivi che ritornano con insistenza nella pittura di Chagall, cambiando ogni volta forma e significato: il villaggio dell’infanzia, il volto umano, il circo, gli innamorati, i fiori. Tra i lavori esposti Villaggio russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (1955 circa), Gli innamorati su fondo giallo (1960), Il gallo viola (1966-72), Il clown dal volto verde (1975 circa), Grande mazzo di fiori rosso (1975)

Un filo particolare è quello degli autoritratti, che accompagnano il visitatore dall’Autoritratto con la casa del 1922-23 al Doppio autoritratto con cespuglio bianco del 1978: oltre cinquant’anni in cui l’artista torna a interrogare il proprio volto.

Le parole del pittore e le quattro sezioni

Ad affiancare i dipinti sono i versi dello stesso Chagall, che per tutta la vita scrisse poesie in russo e in yiddish, poi raccolte nel volume Poèmes. Non servono a spiegare le opere, ma a entrare nel suo modo di sentire la memoria, l’amore e il tempo. Da questo dialogo tra parola e immagine nascono le quattro sezioni della mostra: Il villaggio interiore, La voce che resta, La scena dell’umano e Rifiorire.

Il dialogo con la pittura italiana

Il percorso include anche una sezione curata da Daniele Fenaroli, con opere della Collezione Giuseppe Iannaccone firmate da artisti italiani attivi tra la fine degli anni Venti e gli anni Quaranta: Antonietta Raphaël, Scipione, Fausto Pirandello, Renato Birolli e Italo Valenti. Non si tratta di confronti diretti né di influenze stilistiche. Ciò che li accomuna a Chagall è un’affinità di sguardo: in anni dominati dal “Ritorno all’ordine” e da una figura monumentale, questi pittori cercarono una pittura più fragile, emotiva e libera, capace di trasformare la realtà in esperienza interiore.

La mostra è realizzata con il sostegno, tra gli altri, di Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli e Fondazione CRT.


Chagall
Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA, Vercelli
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027

Orario di apertura
Dal martedì alla domenica
dalle ore 10.00 alle ore 19.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti
Intero
€ 14,00
Ridotto
€ 12,00

Informazioni e prenotazioni
T. +39 0161 1828171
info@arthemisia.it