AARHUS – E’ stata inaugurata il 19 giugno in Danimarca As Seen Below – The Dome, la nuova installazione permanente di James Turrell, tra i più influenti artisti contemporanei al mondo e celebre per le sue opere che esplorano il rapporto tra luce, spazio e percezione. Con i suoi 40 metri di diametro e 16 metri di altezza, l’opera è il più grande Skyspace mai realizzato all’interno di un museo e rappresenta il centesimo progetto della serie che l’artista sviluppa da oltre cinquant’anni in tutto il mondo.
Un’opera monumentale che invita a osservare il cielo con occhi nuovi e che rafforza ulteriormente il ruolo di Aarhus come polo internazionale per l’arte contemporanea.
Le dimensioni sono straordinarie: 40 metri di diametro e 16 metri di altezza. Numeri che rendono quest’opera il più grande Skyspace mai realizzato all’interno di un museo in tutto il mondo. Ma il primato non è solo di scala: si tratta anche del centesimo progetto della serie Skyspace, un lavoro che Turrell sviluppa da oltre cinquant’anni in luoghi sparsi su ogni continente.
Cosa sono gli Skyspace
Gli Skyspace sono ambienti architettonici appositamente progettati da Turrell con un’apertura zenitale — un’apertura nel soffitto o nella volta — che incornicia il cielo trasformandolo in opera d’arte. La luce naturale, filtrata e manipolata attraverso lo spazio, cambia continuamente in relazione all’ora del giorno, alle condizioni atmosferiche e alla stagione. Il risultato è un’esperienza profondamente meditativa, in cui lo spettatore è invitato a rallentare, osservare e ricalibrare la propria percezione.
Con As Seen Below – The Dome, questa poetica raggiunge una scala senza precedenti nel contesto museale.
Aarhus, polo internazionale dell’arte contemporanea
L’inaugurazione di quest’opera rafforza ulteriormente il posizionamento di Aarhus come destinazione di riferimento per l’arte contemporanea a livello globale. Il museo ARoS ha costruito negli anni un’identità precisa: non un contenitore neutro di opere, ma un luogo in cui architettura, spazio e arte si fondono in esperienze totali e immersive.
Avere sotto lo stesso tetto un’opera di Eliasson e ora il più grande Skyspace al mondo firmato Turrell è un segnale inequivocabile: ARoS non colleziona semplicemente arte, costruisce luoghi che cambiano il modo di guardare il mondo.
Arte e natura a portata di mano

La nuova installazione di Turrell è solo uno dei tanti motivi per mettere Aarhus in agenda. La città offre un mix convincente di musei, architettura contemporanea, quartieri vivaci e una scena gastronomica in continua evoluzione che negli ultimi anni ha attirato un numero crescente di visitatori internazionali.
Ma il vero vantaggio di Aarhus è la sua posizione nel cuore della regione dello Jutland. In pochi chilometri si raggiungono i laghi e le foreste di Silkeborg, con le collezioni del Museum Jorn dedicate all’arte moderna e surrealista; le coste frastagliate della penisola di Djursland; e i sentieri del Parco Nazionale di Mols Bjerge, uno degli angoli più selvaggi e affascinanti della Danimarca.
La combinazione di esperienze culturali di livello internazionale e paesaggi naturali a breve distanza fa di questa regione una delle mete più complete della Scandinavia — e un viaggio che, con l’arrivo dello Skyspace di Turrell, ha ora una ragione in più per essere programmato.
Come vivere l’esperienza di As Seen Below
L’installazione può essere vissuta in tre diverse modalità.
Nella modalità Open Sky, la grande camera a cupola appare senza confini, offrendo una vista aperta sul cielo. L’apertura circolare nel soffitto incornicia il cielo visibile e lo trasforma in una tela vivente in continuo mutamento. Lo spazio elimina i consueti punti di riferimento, permettendo al cielo di apparire come un puro campo di colore, intenso e immediato. Questa è generalmente la modalità in cui i visitatori
incontrano l’opera al loro arrivo. Dal 20 giugno sarà possibile vivere l’esperienza Open Sky durante gli orari di apertura di ARoS.
Nella modalità Colour Shift, l’apertura verso il cielo viene chiusa, trasformando completamente la natura dell’esperienza. In questo caso non è più il cielo a
occupare il centro della scena, bensì la luce e il colore. L’attenzione si concentra sullo pazio stesso: le pareti sembrano dissolversi nella luce e l’ambiente appare in
continua trasformazione. Qui la luce si rivela come qualcosa di tangibile: non semplicemente un elemento di illuminazione, ma una materia che modella e
permea lo spazio circostante. Dal 20 giugno sarà possibile assistere a Colour Shift ogni ora durante gli orari di apertura del museo.
Durante il passaggio tra il giorno e la notte, è possibile partecipare alle speciali sessioni Twilight. In queste occasioni, l’apertura verso il cielo rimane aperta e la luce
all’interno dello Skyspace cambia gradualmente colore in armonia con il sorgere o il tramontare del sole. Mentre Turrell modella il contesto della visione attraverso tonalità mutevoli all’interno dello Skyspace, anche il colore del cielo sembra trasformarsi di momento in momento. Come afferma lo stesso artista: «Posso cambiare il cielo in qualsiasi colore desideriate». In questa esperienza, la luce determina il modo in cui si vede, creando una connessione diretta tra la cupola, lo sguardo del visitatore e il cielo sovrastante.
Le sessioni Twilight all’alba e al tramonto sono già prenotabili in alcune date selezionate.
James Turrell
James Turrell è nato a Los Angeles nel 1943 e il suo interesse per la luce si è manifestato fin dalla giovane età, in parte grazie all’educazione ricevuta in una famiglia quacchera, dove il silenzio e la contemplazione rivestivano un ruolo centrale.
Da giovane, Turrell conseguì il brevetto di pilota e trascorse molto tempo in volo, affascinato dalla luce, dai colori del cielo e dalla natura della percezione. Ha spesso descritto il volo come un’esperienza meditativa: un’immersione totale nel cielo e nella sua immensità, osservando come luce e colore cambino in funzione dell’altitudine, dell’ora del giorno e delle condizioni atmosferiche. Formatosi nelle discipline artistiche e nella psicologia della percezione, negli anni Sessanta Turrell entrò a far parte del movimento Light and Space, all’interno del quale sviluppò la propria vocazione artistica: creare esperienze capaci di trasformare il modo in cui percepiamo e viviamo la luce.
Sebbene gli Skyspace siano le sue opere più celebri, Roden Crater, un’opera monumentale senza precedenti realizzata all’interno di un cono vulcanico situato nella regione del Painted Desert, nell’Arizona settentrionale, rappresenta il suo
capolavoro assoluto e il progetto di una vita. Concepite come una porta d’accesso alla contemplazione della luce, del tempo e del paesaggio, le opere di Roden Crater sono in fase di sviluppo da quasi cinquant’anni e il progetto continua tuttora. Una volta completato, è stato pensato per durare nei secoli.
James Turrell ha esposto le proprie opere in tutto il mondo e il suo lavoro è presente nelle principali collezioni internazionali.
Cosa è ARoS
ARoS è un museo d’arte internazionale situato ad Aarhus, in Danimarca. Con sei gallerie e un intero piano dedicato a installazioni immersive e trasformative, ARoS offre uno spazio privilegiato per rileggere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro attraverso l’arte.
La collezione di ARoS comprende oltre 8.300 opere, tra cui capolavori di artisti danesi e internazionali. Tra le installazioni più iconiche figurano Your rainbow
panorama (2011) di Olafur Eliasson e la monumentale scultura Boy (1999) di Ron Mueck. Da oggi i visitatori possono inoltre ammirare As Seen Below – The Dome, a
Skyspace by James Turrell, il più ambizioso Skyspace mai realizzato dall’artista.
Questa innovativa installazione rafforza ulteriormente la posizione di ARoS come uno dei principali musei al mondo dedicati all’arte installativa.
Ogni anno ARoS ospita da sei a otto grandi mostre, affiancate da un ricco programma di attività rivolte al pubblico. La sua visione coraggiosa, inclusiva e internazionale ha dato vita a esposizioni innovative dedicate ad artisti del calibro di J.M.W. Turner, Claude Monet, Edvard Munch, Franciska Clausen, Salvador Dalí, Asger Jorn, Per Kirkeby, Barbara Kruger, Isaac Julien, Jenny Holzer, Bill Viola, Cindy Sherman, Mariko Mori, Sarah Sze e molti altri. Ogni anno oltre 650.000 visitatori scelgono di visitare ARoS.









