Per molti viaggiatori, una tappa a Singapore significa anche una giornata a Sentosa, l’isola dei divertimenti affacciata sulla città-stato, con le sue spiagge, il casinò e le attrazioni degli Universal Studios.
Nei prossimi vent’anni, però, quell’immagine è destinata a cambiare profondamente. Singapore ha infatti avviato un piano di trasformazione a lungo termine per il suo polo turistico più famoso, con l’ambizione di ridisegnarne completamente l’offerta e, secondo quanto riportato, di arrivare a raddoppiare i flussi di visitatori.
Oltre casinò e giostre
L’idea di fondo è superare il modello che ha reso celebre Sentosa, basato soprattutto sul binomio tra gioco d’azzardo, relax in spiaggia e parchi a tema. Al suo posto, le autorità immaginano un turismo più ricercato e ad alto valore, costruito attorno a esperienze sensoriali immersive, al contatto con la natura e a un’ospitalità di fascia alta. Non più soltanto una giornata di svago, dunque, ma una destinazione capace di trattenere più a lungo un pubblico disposto a spendere di più.
Passerelle sulla foresta e isolotti collegati
Tra i progetti annunciati, quelli che più colpiscono l’immaginazione riguardano il paesaggio. Il piano prevede nuovi landmark ecologici, tra cui passerelle sospese sopra la foresta pluviale che permetteranno di osservare la vegetazione tropicale dall’alto, e collegamenti galleggianti tra i piccoli isolotti che punteggiano la costa. Accanto a questi interventi sono previsti spazi polifunzionali pensati per ospitare festival ed eventi esclusivi, a conferma della volontà di trasformare l’isola in un palcoscenico per esperienze fuori dall’ordinario.
La sfida con le nuove mete del Sud-Est asiatico
A spiegare la strategia è stata Thien Kwee Eng, amministratrice delegata della Sentosa Development Corporation, l’ente che gestisce l’isola. L’obiettivo, ha confermato, è introdurre attrazioni davvero innovative, in grado di far crescere le presenze turistiche e di reggere la concorrenza delle nuove destinazioni di lusso che stanno emergendo nel Sud-Est asiatico. Una competizione sempre più serrata, in una regione dove le mete esclusive si moltiplicano e i viaggiatori hanno a disposizione un ventaglio di scelte sempre più ampio.
Per chi ha già visitato Sentosa, il progetto promette un’isola in buona parte diversa da quella conosciuta. Per chi ancora deve andarci, la trasformazione richiederà tempo: i lavori si svilupperanno nell’arco di due decenni, e l’isola di oggi resterà ancora a lungo la porta d’accesso al divertimento di Singapore, in attesa di scoprire la sua nuova versione tra alberi, mare e passerelle sospese.








