Uliveti, villaggi agricoli, eco-lodge illuminati a candela e la cucina delle famiglie beduine: una guida per scoprire la Giordania lontano dalle rotte più battute, senza rinunciare a Petra.

La Giordania non è solo Petra e il Mar Morto. Accanto ai grandi siti archeologici esiste un Paese rurale fatto di piccole aziende agricole, riserve naturali e comunità che negli ultimi anni hanno aperto le porte ai viaggiatori. Il risultato è un modo diverso di viaggiare: si raccolgono pomodori con le famiglie della Valle del Giordano, si impara a impastare il pane shrak, si dorme in lodge alimentati a energia solare e si cena seduti su un tappeto sotto le stelle del deserto. Ecco come organizzare un viaggio in Giordania all’insegna dell’agriturismo e del turismo di comunità.

Perché scegliere la Giordania rurale

Viaggiare nelle campagne giordane significa conoscere le persone oltre ai monumenti. Molte delle esperienze descritte qui sono gestite da organizzazioni locali o da imprese sociali, e una parte importante di quello che si spende resta alle comunità che ospitano. È un viaggio lento, adatto a chi ama la natura, la cucina e le storie, e si combina facilmente con le tappe classiche.

Dove dormire: eco-lodge, guesthouse e campi tendati

Feynan Ecolodge, Riserva della Biosfera di Dana. È il simbolo dell’ecoturismo giordano: un lodge di 26 camere in fondo a una valle del Wadi Feynan, illuminato la sera da centinaia di candele e alimentato dal sole. La cucina è vegetariana, con ingredienti del territorio, e il personale arriva in gran parte dalle famiglie beduine della zona. Dal lodge si partecipa a escursioni, corsi di cucina e serate di osservazione delle stelle. Attenzione: si raggiunge dalla strada del Mar Morto verso Aqaba, non dal villaggio di Dana.

Dana Guesthouse. Una struttura semplice gestita dalla Royal Society for the Conservation of Nature, affacciata sulla riserva. È la base ideale per il sentiero che scende a piedi fino a Feynan, circa sei ore di cammino tra gole di arenaria.

Campi beduini del Wadi Rum. Nel deserto rosso reso celebre da Lawrence d’Arabia si dorme in tende tradizionali o in campi più confortevoli. La cena classica è lo zarb, carne e verdure cotte sotto la sabbia. Meglio scegliere campi gestiti da famiglie beduine locali. [Aggiungere un campo che la redazione conosce o ha provato]

Riserva di Ajloun, nel nord. Boschi di querce e cottage immersi nel verde, in una riserva che dal 2025 è Riserva della Biosfera UNESCO

Esperienze da non perdere

Una giornata con le famiglie di Ghor al Mazra’a. Nel sud della Valle del Giordano, vicino al Mar Morto, la Zikra Initiative organizza dal 2007 giornate di “turismo di scambio”: i visitatori entrano nelle case del villaggio, imparano a fare il pane, a intrecciare cesti con le foglie di banano, partecipano alla raccolta dei pomodori e condividono il pranzo con le famiglie. Il progetto ha ricevuto nel 2026 un premio UNESCO per l’educazione allo sviluppo sostenibile. Va prenotato con anticipo. [Verificare il prezzo aggiornato]

La tessitura di Bani Hamida. A Mukawir, sulle colline sopra il Mar Morto, le donne della comunità Bani Hamida tessono tappeti e kilim con tecniche tradizionali. Visitare il laboratorio o acquistare i loro lavori sostiene direttamente le famiglie.

La raccolta delle olive. Tra ottobre e novembre gli uliveti del nord, intorno ad Ajloun e Jerash, sono in piena raccolta: alcune aziende agricole e tour operator propongono giornate nei campi e visite ai frantoi. [Aggiungere un indirizzo verificato]

Imparare a cucinare il mansaf. È il piatto nazionale: agnello cotto nel jameed, una salsa di yogurt secco fermentato, servito su riso e pane shrak sottilissimo in grandi vassoi da condividere. Tradizionalmente si mangia con la mano destra. Molte guesthouse e famiglie offrono lezioni di cucina.

Le tappe culturali da abbinare

Un itinerario rurale si combina bene con i grandi classici: Petra, l’antica città dei Nabatei (servono almeno uno o due giorni); Amman, con la Cittadella e i mercati del centro; Jerash, una delle città romane meglio conservate; il Mar Morto per un bagno a oltre 400 metri sotto il livello del mare; e il Wadi Rum. Un buon itinerario di 8-10 giorni scende da Amman verso sud lungo la Strada dei Re, con soste a Dana e Feynan prima di Petra e del deserto.

Informazioni pratiche

Quando andare. Primavera (marzo-maggio) e autunno (settembre-novembre) hanno temperature piacevoli. In estate il caldo è intenso, soprattutto nel Wadi Rum e nella Valle del Giordano; in inverno sugli altopiani può fare freddo. Chi parte a dicembre può abbinare la campagna ai mercatini di Natale di Amman

Documenti e Jordan Pass. Serve il passaporto con almeno sei mesi di validità. Conviene acquistare il Jordan Pass, che include l’ingresso a oltre 40 siti (Petra compresa) e, se si pernottano almeno tre notti, anche il costo del visto. Esiste in tre versioni, da uno a tre giorni a Petra. Va comprato solo sul sito ufficiale del Ministero del Turismo: [inserire link ufficiale verificato].

Come muoversi. Per le zone rurali è consigliabile affidarsi a un’auto con autista-guida, soluzione diffusa e dal costo contenuto. Per raggiungere Amman ci sono voli diretti da diverse città italiane.

Consigli per le viaggiatrici. La Giordania è un Paese accogliente. Fuori da Amman e dai siti turistici è bene scegliere un abbigliamento che copra spalle e ginocchia, e un foulard è sempre utile, anche contro il sole.

Sicurezza. Prima di partire consultate sempre la scheda aggiornata della Giordania su Viaggiare Sicuri della Farnesina e verificate lo stato dei voli con la compagnia aerea, perché le tensioni nella regione possono causare variazioni.

Domande frequenti

Si può fare agriturismo in Giordania da soli? Sì, molte esperienze si prenotano direttamente con le strutture o con le organizzazioni locali, ma per spostarsi tra le zone rurali è più comodo un autista-guida.

Quanti giorni servono? Almeno una settimana per unire campagna, riserve naturali, Petra e deserto; dieci giorni per un viaggio senza fretta.

Cosa portare? Scarpe da trekking, abiti in cotone a maniche lunghe, un foulard, una giacca per le sere nel deserto e una torcia se dormite in un eco-lodge.

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