Liberamente ispirato al tragico caso del Massacro di Aurora, Dark Night ritrae sei personaggi, compreso il giovane killer, nelle ore precedenti l’attentato criminale. Sei giovani individui galleggiano in un vuoto di relazioni, ciascuno di loro potrebbe essere l’artefice del folle gesto. Le loro azioni e il loro vissuto sembrano condurli a piccoli passi verso il dramma finale, lo stesso che si consumò nel cinema Century 16 alla prima di The Dark Knight Rises (Il cavaliere oscuro – Il ritorno, di Christopher Nolan).

Dark Night è stato presentato al Sundance Film Festival, nella selezione ufficiale 2016 e ha vinto il Premio Lanterna Magica alla 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti de La Biennale di Venezia 2016

NOTE DI REGIA.
Tim Sutton: “Ci sono alcuni film che mi hanno fatto nascere il desiderio di diventare regista. Quando ho visto per la prima volta I 400 colpi di François Truffaut (1959) – e ogni volta che lo rivedo ancora – rappresenta per me intimità, gioventù, bellezza, umorismo, autenticità, solitudine, è una storia d’amore epica ed è l’esempio di ciò che una storia cinematografica può offrire attraverso l’intelligenza e l’anima utilizzando la minima quantità di strumenti o trucchi. È stato però Ballast di Lance Hammer (2008) che non mi ha fatto rinunciare alla voglia di realizzare un film. Quel film è così sottovalutato che mi addolora. Lo stile etereo della narrazione, la cinematografia strutturata, i personaggi autentici presenti in un mondo strano e rallentato, riconoscibile ma del tutto unico. Il montaggio di questo film ti sposta ritmicamente in avanti con una voce fresca e un’estrema sicurezza registica. Sono troppi da contare i film che mi hanno letteralmente ossessionato. Solo per parlare degli italiani, da Professione: reporter (1975) di Michelangelo Antonioni a Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci (1972) a Gomorra di Matteo Garrone (2008).
Ogni mio film ha una vibrazione simile per quanto riguarda l’aspetto estetico, ma per ciascuno l’approccio è stato in qualche modo diverso.
Per girare Dark Night (2016) ho avuto sedici giorni. Avevo una sceneggiatura molto precisa. Ho tagliato alcune scene che pensavo non aiutassero la narrazione. L’andamento narrativo doveva essere come un imbuto, in un certo senso, sempre più stretto. Ci sono alcune scene che mi sono davvero piaciute ma che ho tagliato. È un film abbastanza duro così com’è e non volevo portare la gente fuori da questa spirale. E così siamo andati avanti in termini di atmosfera da thriller, piuttosto che rappresentare momenti reali”.

I fatti reali che hanno ispirato il film
IL MASSACRO DI AURORA
Il 20 luglio 2012, all’interno del cinema Century 16 di Aurora, in Colorado, alla prima del film The Dark Knight Rises di Christopher Nolan, durante la proiezione di mezzanotte, si verificò una sparatoria. Un giovane uomo armato, vestito con un abbigliamento militare, lanciò granate di gas lacrimogeni contro il pubblico e sparò agli spettatori con diverse armi da fuoco. Dodici persone furono uccise e altre 70 rimasero ferite. Il Massacro di Aurora fu l’attentato che causò il maggior numero di vittime in un’unica sparatoria sul suolo statunitense, fino a quella avvenuta nella scuola di Sandy Hook il 14 dicembre dello stesso anno. Dal massacro della Columbine High School nel 1999, quello di Aurora fu l’incidente che causò più vittime in Colorado. Il killer, il ventiquattrenne James Eagan Holmes, fu arrestato vicino alla sua auto fuori del cinema la sera stessa del massacro.

La sera del 20 luglio 2012 Holmes comprò un biglietto per il film The Dark Knight Rises ed entrò nella sala 9. A circa 20 minuti dall’inizio dello spettacolo, il giovane uscì dalla sala attraverso la porta di emergenza con accesso diretto all’area del parcheggio sul retro, bloccando la porta con una tovaglia di plastica. In sala c’erano circa 400 spettatori.
Holmes si diresse alla sua macchina parcheggiata vicino alla porta di uscita, indossò degli indumenti tattici protettivi e recuperò le armi. A circa 30 minuti dall’inizio del film, intorno alle 0.30, rientrò nella sala attraverso la porta di uscita. Era vestito di nero e indossava una maschera antigas. Per evitare di udire le reazioni all’interno della sala Holmes ascoltò musica techno attraverso un paio di cuffie. Alcuni tra i sopravvissuti presenti affermarono che inizialmente nessuno si era reso conto della minaccia. Secondo i testimoni, Holmes sembrava indossare un costume, come altri membri del pubblico che si erano travestiti per l’evento. Molti credettero che si trattasse di uno scherzo, mentre altri pensarono che fosse una trovata pubblicitaria organizzata dal cinema. Holmes lanciò due lacrimogeni che oscurarono parzialmente la vista dei membri del pubblico e sparò. I primi colpi furono diretti sul fondo alla sala, poi sulle persone ai lati. Un proiettile attraversò il muro e colpì tre persone nell’adiacente sala 8, in cui era proiettato lo stesso film. Secondo alcuni testimoni il sistema di allarme antincendio del multiplex iniziò a suonare poco dopo l’inizio dell’attacco.

Holmes sparò 76 colpi nella sala. Uccise 10 persone sul colpo, mentre altre due persero la vita in ospedale nelle ore successive. Tra i deceduti vi furono molti ragazzi giovani e una bambina di 6 anni. Tra i feriti, che riportarono gravissime conseguenze, anche una donna incinta, rimasta tetraplegica, perse il proprio bambino dopo una settimana dalla sparatoria.
La polizia, avvisata intorno alle 0.39, giunse sul posto in 90 secondi. Circa 15 minuti dopo l’attentato, sul retro del cinema, l’ufficiale di polizia ammanettò Holmes vicino alla sua auto, senza che questi opponesse alcuna resistenza. Inizialmente Holmes era stato scambiato per un altro ufficiale di polizia a causa del suo abbigliamento. La polizia dichiarò che al momento dell’arresto il killer era calmo. Secondo due funzionari federali, si era tinto i capelli di rosso e disse di essere “Joker”.

La notte del massacro alcuni vicini di casa di Holmes riferirono di aver sentito della musica ad alto volume provenire dall’appartamento del ragazzo. L’appartamento di Holmes conteneva più di 30 granate fatte in casa, collegate a una scatola di controllo posta in cucina, e 110 litri di benzina. Un funzionario della polizia riferì anche di aver rinvenuto una maschera di Batman nell’appartamento.

IL PROCESSO
Il 23 luglio del 2012 James Eagan Holmes è comparso per la prima volta in tribunale. Secondo la stampa appariva stordito e in gran parte inconsapevole di ciò che lo circondava.
Il 30 luglio, i procuratori del Colorado hanno presentato 141 capi d’accusa formali contro Holmes. Per ciascuna vittima sono state presentate due accuse per dare ai pubblici ministeri maggiori opportunità di ottenere condanne.

Il 9 agosto, gli avvocati di Holmes hanno richiesto l’infermità mentale per il loro cliente chiedendo più tempo per valutare la natura della sua malattia. A causa dei diversi tentativi di suicidio compiuti da Holmes, il giudice accettò di posticipare il procedimento fino a dicembre 2012.
Il processo è iniziato il 27 aprile 2015. La giuria era composta da diciannove donne e cinque uomini, due dei quali avevano legami con il massacro della scuola superiore di Columbine. I procuratori della contea di Arapahoe hanno sostenuto che Holmes fosse sano di mente durante la sparatoria e che avesse avuto intenzione di uccidere tutte le 400 persone presenti in sala, mentre gli avvocati di Holmes difendevano la tesi che il ragazzo fosse in preda ad un episodio psicotico durante l’attacco.

Il 26 maggio sono stati rivelati i dettagli contenuti nel taccuino di Holmes rinvenuto in una cassetta della posta universitaria indirizzata alla sua psichiatra Lynne Fenton. Il taccuino ha mostrato, oltre la sua insoddisfazione per la vita, per la ricerca di lavoro e per problemi di salute, che Holmes fosse ossessionato dall’idea di uccidere già da dieci anni prima dell’attentato. In esso erano contenuti anche alcuni dettagli relativi alla pianificazione della sparatoria. Diversi psichiatri, nominati dal tribunale e chiamati a testimoniare, hanno dichiarato che Holmes era malato di mente, affetto da disturbi schizoaffettivi, ma in grado di intendere e di volere al momento dell’attentato. Holmes scelse di non testimoniare. Il 23 luglio la giuria ha stabilito che Holmes ha agito in modo crudele con l’aggravante della premeditazione sebbene non intendesse uccidere bambini quando aprì il fuoco. L’appello per la clemenza è stato respinto il 3 agosto in base al presupposto che fattori attenuanti come la malattia mentale non hanno prevalso su fattori aggravanti come il numero di vittime nel massacro. Holmes è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale il 7 agosto dopo che i giurati non hanno raggiunto una decisione unanime sulla condanna a morte. Al termine dell’udienza del 26 agosto, Holmes è stato condannato formalmente a dodici ergastoli senza condanna a morte e ad un massimo di 3.318 anni in più per tentato omicidio e possesso di armi da fuoco.

JAMES EAGAN HOLMES
Secondo le autorità giudiziarie prima del Massacro di Aurora James Eagan Holmes non aveva mai commesso prima alcun reato, fatta eccezione per alcune multe.
Dopo gli omicidi, Holmes, affidato alle cure di uno psichiatra nominato dal governo, dichiarò che la recente rottura con la sua fidanzata aveva contribuito alla sua depressione violenta.
Secondo il suo avvocato, il killer era convinto che uccidere altre persone gli sarebbe stato in qualche modo di giovamento. Coloro che conoscevano Holmes dicevano che fosse socialmente imbarazzante e che era difficile tenere una conversazione generica con lui.
Holmes primeggiava nei giochi al computer, era stato uno dei migliori giocatori di World of Warcraft (gioco di ruolo online diffuso nel 2004).
Holmes aveva conseguito il dottorato in neuroscienze, che comprendeva un corso in disturbi psichiatrici e neurologici, presso l’Università del Colorado Denver. Dichiarò di aver scelto questo ambito anche per comprendere le proprie difficoltà personali fin dall’infanzia. Nella primavera del 2012, presso il Anschutz Medical Campus, Holmes cercò insistentemente aiuto presso un operatore socio sanitario, che lo indirizzò ad uno psichiatra del campus, il quale gli prescrisse immediatamente una cura farmacologica. Holmes aveva informato entrambi, e un terzo psichiatra, che stava pensando di uccidere delle persone, senza specificare individui o metodi. Quando il suo stato mentale si deteriorò e la sicurezza del campus fu messa in guardia, Holmes lasciò il suo corso.
Molti psichiatri gli hanno diagnosticato una forma di disturbo schizofrenico o schizoaffettivo. Ciononostante, dopo essere stato stabilizzato in ospedale con dei farmaci antipsicotici, Holmes è stato dichiarato capace di prendere parte al processo. I suoi avvocati hanno richiesto la non colpevolezza per infermità mentale o schizoidi di personalità. Il suo processo ha avuto inizio il 27 aprile 2015 ed è durato 11 settimane. Holmes è stato condannato a 12 ergastoli consecutivi, più 3.318 anni di carcere, senza la possibilità di riduzione della pena.

Film di Tim Sutton. Con Robert Jumper, Eddie Cacciola, Aaron Purvis, Shawn Cacciola, Anna Rose Hopkins
e le musiche di Maica Armata
Distribuzione: Mariposa Cinematografica e 30Holding
TRAILER: https://www.youtube.c om/watch?v=EWtw9CsiOP4&feature =youtu.be

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