Mġarr non è nel dizionario del turismo. Non ha stelle Michelin, non ha spiagge da cartolina, non ha notti della movida. Ha le fragole. Ha la musica. Ha la gente.

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Ad aprile, quando il sole non brucia ancora, ma scalda già le pietre gialle dei muri a secco, nell’aria c’è qualcosa di dolce che non è solo profumo di fiori: la festa delle fragole più buone del mondo. Si chiama “Festa Frawli” (frawli, fragola in maltese) ed è uno degli eventi più attesi nel calendario delle ricorrenze maltesi, giunto ormai alla sua diciassettesima edizione.

Per arrivare a Mġarr serve il bus o l’auto: è un villaggio nell’entroterra dell’isola, piccolo e quieto, dove i campi scendono verso il mare in terrazze rosse di terra ferrosa, e la vita si misura ancora in stagioni, in raccolti, in bicchieri di vino bevuti all’ombra di un fico. Un paese circondato da campi agricoli e vigneti, dove la coltivazione delle fragole è il cuore dell’economia locale.

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Anche i bambini delle scuole partecipano alla festa esponendo fuori dai cancelli della scuola i propri capolavori fatti in onore delle fragole.

La festa delle fragole è una festa di popolo che racconta ciò che i musei narrano in altro modo: in quest’isola dove i fenici, gli arabi, i normanni, gli aragonesi e gli inglesi si sono seduti uno dopo l’altro alla stessa tavola senza mai riuscire a cancellare del tutto il sapore di chi era venuto prima anche una fragola può diventare un atto di identità.

Guarda il video per “assaggiare” un poco questa bellissima festa di popolo che coinvolge tutti, anche i più piccoli.

Le fragole di Mġarr

Il primo segreto è il clima. Malta vive immersa nel Mediterraneo, dove il sole non è un ospite ma un residente permanente. Le fragole qui crescono rigogliose, e il loro sapore è favoloso: le dimensioni sono esagerate, ma non per qualche strana combinazione o OGM — tutto dipende dal sole.

La luce intensa accelera la fotosintesi, concentra gli zuccheri nel frutto, lo gonfia di vita. Una fragola cresciuta sotto il cielo del Nord Europa e una cresciuta a Mġarr appartengono alla stessa specie biologica ma a mondi diversi.

Il secondo segreto è il ciclo di maturazione insolito. Le fragole a Malta vengono piantate in ottobre e continuano a produrre frutti fino a sei mesi dopo. Nel mese di gennaio, con il tempo stabile, si raccolgono ogni quindici giorni; quando il clima si scalda, la raccolta diventa più frequente.

Questo significa che il frutto cresce lentamente, attraverso i mesi più freschi e luminosi dell’anno, senza la fretta dell’estate. La lentezza, in natura come nella vita, produce sapore.

Il terzo segreto è la terra stessa. La regione di Mġarr è nota per la sua terra fertile.

una terra calcarea e rossa, ricca di minerali, che nei secoli ha nutrito vigne e frutteti. Non è una terra facile — Malta è un’isola arida, dove l’acqua è rara e preziosa — eppure proprio questa austerità costringe le radici ad andare in profondità, a cercare, a lavorare. E le piante che lavorano producono frutti più intensi.

Il quarto segreto, il più importante, è l’assenza di scorciatoie. Gli OGM sono banditi dall’uso locale durante la coltivazione degli alimenti. La tradizione della fragola di Mġarr affonda le sue radici nel territorio, dove viene coltivata e venduta sin dal XV secolo. Sei secoli di pratica accumulata, di conoscenza tramandata di padre in figlio, di aggiustamenti silenziosi stagione dopo stagione. Nessun algoritmo li sa riprodurre. Il risultato è un frutto che sa di fragola come raramente la fragola sa di se stessa: dolce ma non stucchevole, profumato, rosso fino al centro. Una piccola, perfetta verità vegetale

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Durante la festa, migliaia di fragole vengono raccolte, preparate e confezionate anche nel corso della stessa giornata, per garantire una costante disponibilità di fragole fresche. Marmellate, gelati, cheesecake, vino di fragola, liquori, frullati, ma anche ravioli al gusto di fragola, pizze con riduzione di fragola e balsamico.

È un’occasione per scoprire una zona di Malta lontana dalle solite mete super turistiche. Un luogo caratterizzato da atmosfere rilassate, dove si respira ancora lo spirito rurale di un tempo.

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