
Si chiama Festival del Viaggiatore e ogni autunno attraversa il Veneto come un vento lento, fermandosi in borghi, ville storiche, giardini nascosti e spazi inattesi per fare una cosa sola: raccontare storie capaci di trasformare chi le ascolta.

Ideato da InartE20 – Cultura in movimento, il festival è arrivato alla sua dodicesima edizione, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più originali del nord Italia. Quest’anno la prima tappa è fissata per venerdì 18 settembre 2026, e da lì i fine settimana si susseguiranno fino alla fine di ottobre, toccando dieci località del Veneto.
Un festival che ha tre anime
Quello che rende il Festival del Viaggiatore diverso da tanti altri eventi è la sua natura tripartita. La prima dimensione è turistica: l’obiettivo è portare il pubblico nei luoghi meno conosciuti del Veneto, in quei posti che normalmente restano chiusi o invisibili. Ville storiche, antiche fornaci, teatri dimenticati, colline fuori rotta — ogni location non è solo una scenografia, ma una protagonista.

La seconda dimensione è culturale, e qui il festival fa la sua scommessa più ambiziosa: mettere in dialogo mondi che raramente si parlano. Arte, letteratura, filosofia, musica, giornalismo, tecnologia, spiritualità, economia. Il viaggio non è solo geografico: può avvenire dentro un ricordo, una scelta di vita, una relazione. È questa visione trasversale che ha convinto l’Europa a indicarlo come “esempio di buone pratiche” nella valorizzazione dell’identità culturale di un territorio.
La terza dimensione è quella che forse colpisce di più: la socialità. Gli ospiti non salgono su un palco per tenere lezioni. Condividono frammenti di vita, dubbi, visioni, domande aperte. Si crea così — di fine settimana in fine settimana — una comunità temporanea di persone che scelgono di guardare il mondo con occhi aperti e curiosi.
Chi ha calcato il palco del Festival
Negli anni il Festival ha accolto figure molto diverse tra loro, accomunate da una qualità: la capacità di portare una prospettiva, non una risposta. Tra i nomi che hanno lasciato il segno:
Il tema 2026: Rivoluzione
Dopo aver dedicato l’edizione 2025 alla domanda “Solo per amore. Per cosa vale la pena vivere”, il Festival compie un ulteriore passo e sceglie un titolo che fa tremare le idee nel posto giusto: Rivoluzione.
Non una rivoluzione distruttiva. Una rivoluzione culturale e umana, fatta di immaginazione, dialogo, libertà e consapevolezza. La capacità di rompere schemi, di immaginare nuovi orizzonti — e allo stesso tempo di tornare a ciò che conta davvero, al senso autentico dell’esperienza umana.
Il tema sarà declinato attraverso racconti di viaggio, concerti, performance, passeggiate narrative, esperienze sensoriali, laboratori, incontri filosofici, riflessioni sul paesaggio, sull’ambiente, sull’innovazione e sulle trasformazioni sociali. Ogni appuntamento sarà un invito a esplorare il cambiamento non come minaccia, ma come possibilità e coraggio di immaginare alternative.
Per chi ama viaggiare in modo autentico — non per consumare luoghi, ma per lasciarsi toccare da essi — il Festival del Viaggiatore è uno degli appuntamenti da non perdere questo autunno. Dieci tappe nel cuore del Veneto, dieci occasioni per fermarsi, ascoltare, e tornare a casa leggermente diversi.
Ora che il programma comincia a prendere forma, il Festival del Viaggiatore 2026 rivela qualcosa di straordinario: non è solo un percorso tra luoghi belli, ma un itinerario pensato per sorprendere, ogni volta, chi sceglie di seguirlo. Ecco le tappe già annunciate — e qualcuna ancora da svelare.
Il viaggio tappa per tappa
18 settembre, venerdi, in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana
Possagno (TV) — Museo Gypsotheca Antonio Canova
Il festival si apre in uno spazio di rara suggestione, dove i gessi del grande scultore dialogheranno con l’immaginario contemporaneo di Milo Manara. Un incontro tra la bellezza classica del corpo canoviano e lo sguardo visionario del fumetto d’autore: classicità e modernità, finalmente faccia a faccia.
19 settembre, sabato, in una villa palladiana affacciata sul Brenta
Bassano del Grappa (VI) — Villa Angaran San Giuseppe
Letteratura, impresa artigiana e rapporto tra uomo e paesaggio sono i fili conduttori di questa giornata, in una delle ville palladiane più affascinanti del territorio. Il Brenta scorre sotto, mentre le storie scorrono dentro. Con Chiara Francini, attrice e autrice, e Mauro Mazza, giornalista
20 settembre, domenica
Vicenza — Terrazza della Basilica Palladiana
Al mattino, la terrazza della Basilica Palladiana apre le sue porte per ospitare Maurizio De Giovanni, il narratore napoletano che ha dato vita al Commissario Ricciardi e ai Bastardi di Pizzofalcone. Un incontro con uno scrittore capace di rendere visibile l’invisibile.
Cassola (VI) — Villa Ca’ Baroncello
Nel complesso medievale immerso in un parco alberato
Nel pomeriggio il festival si sposta in un complesso di origine medievale dove architettura, natura e racconto si intrecciano. A guidare la riflessione sarà Moni Ovadia, attore e cantautore dalla voce inconfondibile.
25 settembre, giovedi, nella laguna veneta, in partnership con Federcampeggio e “Itinerari e Luoghi”
Caorle (VE) — Villaggio Turistico San Francesco
Per la prima volta il Festival del Viaggiatore incontra il mondo dei camperisti di tutta Italia. Una tappa più spiccatamente turistica, con escursioni in battello nella laguna veneta e nel centro storico di Caorle — una delle città più caratteristiche dell’Adriatico. Un invito a scoprire che il viaggio lento è già, di per sé, rivoluzione.
Ad ottobre, le date e programma sono in via di definizione: seguitele su su festivaldelviaggiatore.com. Sono previste tre tappe: Asolo (TV), Riese Pio X (TV) e· Feltre (BL)
“Il Festival non promuove soltanto luoghi ed eventi, ma genera relazioni durature tra persone, istituzioni, imprese e territori. È questa la sua vera Rivoluzione”
Chi c’è dietro il festival
InartE20 – Cultura in movimento è l’associazione che ideato e organizza il Festival, riunendo professionisti di settori diversi con un obiettivo comune: valorizzare il territorio attraverso la creatività. Dietro il festival ci sono: Emanuela Cananzi, direttrice artistica e responsabile progetti; Giulia Cananzi, direttrice della comunicazione; Roberto Lena, responsabile produzione video








