Venerdì 25 settembre, alle 11.30, si terrà a Roma, nel Salone Spadolini del Ministero della Cultura, la conferenza stampa di presentazione di “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento”, la mostra che Arezzo dedica all’ottavo centenario della morte del santo, ricorrenza che cade il prossimo 4 ottobre.
Un legame antico tra Arezzo e Francesco
La mostra, in programma dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, nasce per celebrare lo speciale rapporto tra la città toscana e il santo, che proprio in terra aretina visse alcuni dei momenti più intensi e drammatici della sua vita. L’esposizione ripercorre l’iconografia di Francesco attraverso i secoli ed è realizzata d’intesa con le Diocesi, le comunità francescane e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura.
Due sedi, un unico percorso
Il percorso espositivo si snoda tra due luoghi simbolo della città: la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, in piazza San Francesco, a pochi passi dalla Basilica di San Francesco e dal celebre ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca, e l’ex Chiesa di Sant’Ignazio, esempio di barocco aretino, in via Giosuè Carducci.
Curatela e promotori
La mostra è curata da Cristina Acidini, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. Il progetto è promosso dal Comune di Arezzo e dalla Fondazione CR Firenze insieme alla Fondazione Guido D’Arezzo, con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, del Ministero della Cultura e della Regione Toscana. Collaborano inoltre la Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro e la Direzione Regionale Musei della Toscana; Estra è main sponsor dell’iniziativa.
Ottanta opere da grandi musei internazionali
Saranno esposte circa 80 opere, tra cui lavori di Margarito d’Arezzo, Maestro della Croce, Maestro di Figline, Tino di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti e Gio Ponti. I prestiti arrivano da istituzioni di primo piano come il MET di New York, la National Gallery di Londra, il Lindenau Museum di Altenburg, la Pinacoteca Vaticana, le Gallerie degli Uffizi, la Galleria Borghese di Roma e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, insieme a opere provenienti da chiese e luoghi sacri toscani e di altre regioni, raramente esposte e per la prima volta visibili insieme al pubblico.


