Trebic

A Trebic, inserita nel 2003 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nel Medioevo hanno convissuto serenamente la fede cattolica e quella ebraica. Sotto tutela sono oggi l’ex ghetto di Zamosti e il cimitero ebraico, molto ben conservati, e la basilica romano-gotica di San Procopio. Quest’ultima risale alla metà del XIII secolo, ma nel tempo ha dovuto subire numerosi restauri a causa dei danni subiti, in particolare durante l’assedio della città da parte delle truppe ungheresi. A introdurre il visitatore nel cuore del ghetto ebraico sono ancora oggi un dedalo di viuzze, angoli segreti, porticati, passaggi angusti. Solo 3 edifici del quartiere sono andati perduti, il resto è ancora tutto lì: case, rabbinato, scuola, fabbrica, ospedale, macello, conceria e cimitero. Quest’ultimo è un monumento di particolare importanza: è il più vasto cimitero ebraico del Paese, con 3.000 lapidi e 11.000 tombe. Trebic dista 180 km da Praga e 60 da Brno. Altri dettagli ai siti www.kviztrebic.cz e www.trebic.cz.

 

 

VILLA TUGENDHAT (BRNO), UNO SGUARDO SUL FUTURO. FUNZIONALE.

 

Quanto a fascino, la “capitale” della Moravia ne ha di carte da sfoderare. Ma a colpire, nel 2001, la sensibilità dell’Unesco per i monumenti da salvare è stata Villa Tugendhat. Progettata nel 1928 dal rinomato architetto tedesco Ludwig Miese van der Rohe su commissione del titolare di una fabbrica tessile brunese, Fritz Tugendhat, la residenza fu presto abbandonata dai proprietari in fuga dai nazisti e quindi occupata e devastata dai tedeschi prima e dall’Armata Rossa poi. Oggi, dopo un attento restauro appena concluso, è l’unico monumento di architettura moderna riconosciuto come patrimonio dell’umanità dall’Unesco in Repubblica Ceca. Il tour aperto al pubblico conduce, oltre che a visitare gli spazi abitativi e gli alloggi della servitù, alla scoperta dei retroscena tecnologici che caratterizzano la dimora, davvero avveniristica per la sua epoca, come l’impianto di aria condizionata, la chiusura automatizzata delle enormi porte-finestre, il sistema di fotocellule, il guardaroba “antitarme” per le pellicce dei benestanti padroni di casa e altre “diavolerie” mai viste prima di allora… E quanto a tempi moderni e nuove ere, va segnalato che proprio a Villa Tugendhat nel 1992 si incontrarono i primi ministri Vaclav Klaus e Vladimir Meciar per siglare l’accordo sulla divisione della Cecoslovacchia. Gli interni sono elegantissima espressione del funzionalismo ceco, con richiami nei materiali a stili internazionali, vicini e lontani. Navigare per credere, ai siti www.tugendhat-Villa.cz e www.kultura-brno.cz.