Ecco il consiglio della redazione su cosa regalare per questo Natale: uno sguardo sul pianeta per celebrare la diversità umana che i popoli indigeni rappresentano, attraverso tredici splendide immagini scattate da fotografi indigeni e non-indigeni: Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, presenta la venticinquesima edizione del suo iconico Calendario “We, the people” 2024

In copertina, quest’anno, la foto di Jacob Maentz che ritrae dall’alto una piroga di un pescatore tboli – sul lago Sebu, nelle Filippine – incorniciata da stupende ninfee fiorite. All’interno ritratti, paesaggi, momenti di quotidianità o di festa mostrano uno spaccato degli stili di vita straordinariamente diversi dei popoli indigeni e della cura che essi hanno per la Terra, ma ne raccontano anche la resilienza e le lotte.

Come l’immagine, scattata da Jeroen van Loon, che ritrae un uomo rendille del Kenya camminare al fianco di due dei soli quattro cammelli che gli sono rimasti, dopo aver perso venti mucche a causa di una devastante siccità. Nel nord del Kenya, oltre 100.000 persone, tra cui pastori indigeni Samburu, Masai, Borana e Rendille soffrono per gli effetti dei cambiamenti climatici e per un progetto di compensazione del carbonio che, impedendogli di praticare i tradizionali sistemi di pascolo e migrazione durante i periodi di siccità, minaccia anche la loro sicurezza alimentare. Per questo, Survival ha in corso una campagna che mira a fermare i progetti di carbonio insanguinato nelle terre indigene. E proprio in questi giorni, mentre è in corso la COP28, i membri del popolo Ogiek del Kenya vengono sfrattati dalle loro case nel nome della conservazione della natura. 

Un terzo delle 13 fotografie selezionate sono state scattate da artisti indigeni, e raccontano quindi mondi e visioni indigene attraverso i loro stessi occhi. È il caso, ad esempio, della fotografia dell’attivista yukpa Juan Pablo Gutierrez che ritrae due donne del suo popolo mentre barattano tessuti realizzati a mano. Gli Yukpa vivono sulle montagne della Serranía del Perijá, in Colombia e Venezuela. Nel corso degli anni, allevatori e compagnie minerarie li hanno derubati di gran parte della loro terra; oggi, minacciati anche dalla guerriglia e dai gruppi paramilitari, lottano per riprendere il controllo del loro territorio.

Altre fotografie raccontano invece il legame speciale dei popoli indigeni con l’ambiente che li circonda, come la splendida immagine di Charlie Hamilton James che ritrae alcune donne awá del Brasile lavarsi gioiosamente nel fiume insieme alle loro tartarughe.

Nella selezione di quest’anno figurano anche due fotografi italiani: Marco Marcone e Nicola Ducati. Ed è proprio Ducati ad aprire il 2024 con lo scatto di una bambina Nenets della Siberia avvolta nel suo yagushka, il tradizionale cappotto di pelle di renna; i Nenets, che sono pastori di renne, si muovono con le loro mandrie secondo i ritmi delle stagioni. In inverno le temperature possono scendere fino a -50°.

Nella foto di copertina (Kenya, 2023. © Jeroen van Loon): a causa di una devastante siccità, nel 2022 Lengima Lparaye, uomo rendille, ha perso venti mucche. Ora gli restano solo quattro cammelli.

Da 25 anni, il Calendario “We, the people” costituisce una delle più importanti iniziative di raccolta fondi a sostegno delle campagne di Survival International, che da sempre rifiuta finanziamenti dai governi. I proventi delle vendite vanno infatti interamente a finanziare le campagne che l’organizzazione conduce al fianco dei popoli indigeni, permettendole di mantenere la sua voce forte e indipendente. Lo si può acquistare online sul sito di Survival al prezzo di 14.90€.

La copertina del primo Calendario ‘We, the people’. Da 25 anni, il Calendario “We, the people” costituisce una delle più importanti iniziative di raccolta fondi a sostegno delle campagne di Survival International. © B&C Alexander/Survival

 I fotografi che hanno contribuito con i loro scatti alla realizzazione del calendario 2024 sono: Jacob Maentz, Edgar Kanaykõ Xakriabá, Nicola Ducati, Juan Pablo Gutierrez, Claudia Andujar, Marco Marcone, Charlie Hamilton James, Jeroen van Loon, Ashish Birulee, Jero Gonzales, Réhahn Photography, Nicolás Marino, Yuliya Vassilyeva.

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