A Roma istituzioni, agenzie spaziali, FAO e industria a confronto sull’accesso allo spazio e sulla condivisione dei suoi benefici: dalla sicurezza alimentare alla gestione dei disastri, fino ai lanciatori

Lo spazio non è un lusso per pochi, ma uno strumento per affrontare sfide molto concrete: catastrofi naturali, sicurezza alimentare, transizione energetica. È il messaggio emerso dall’incontro “L’accesso allo spazio e la condivisione degli space benefits: Società, scienza e industria. Le opportunità per l’America Latina”, organizzato a Roma il 9 ottobre dall’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana per la sesta edizione della sua partecipazione alla Settimana Mondiale dello Spazio.

Tatiana Ribeiro Viana, Segretario Tecnico-scientifico IILA

L’evento fa parte del progetto “Lo spazio al servizio della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile in America Latina”, finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (DGCS/MAECI), e conferma il ruolo dell’IILA nella diplomazia scientifica tra l’Italia e i Paesi latinoamericani.

Le istituzioni, «La ricerca spaziale non è un lusso»

Ad aprire i lavori sono stati il segretario generale dell’IILA Giorgio Silli, il presidente dell’organizzazione e ambasciatore dell’Ecuador in Italia Esteban Moscoso Bohman, il delegato sostituto del Governo italiano presso l’IILA Giuseppe Galati, Mario Cospito, presidente del Comitato ONU per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico (COPUOS) e commissario straordinario dell’Agenzia Spaziale Italiana, e Laura Carpini, vicedirettrice generale e direttrice per l’America Latina e i Caraibi della Farnesina.

«Lo spazio coinvolge tutto, anche gli ambiti meno sospettati», ha detto Silli, confermando la disponibilità dell’IILA ad accompagnare i Paesi membri nello sviluppo di progetti spaziali e nel rafforzamento dei legami tra istituzioni, ricerca e industria. Moscoso Bohman ha sottolineato che per l’America Latina la ricerca spaziale è uno strumento concreto per prevedere e gestire le catastrofi naturali, sostenere l’agricoltura e proteggere il patrimonio.

Dati satellitari per cibo, disastri ed energia

La prima sessione, moderata da Tatiana Ribeiro Viana, segretario tecnico-scientifico dell’IILA, si è concentrata sulle applicazioni delle tecnologie spaziali alle grandi sfide globali. Maurizio Martina, direttore generale aggiunto della FAO, ha parlato di sistemi agroalimentari e cambiamento climatico. Fabio Volpe di e-GEOS ha mostrato come i dati satellitari aiutino a gestire i disastri naturali, mentre Pedro Domaniczky, coordinatore delle energie rinnovabili di Itaipu Binacional, ha spiegato da remoto il loro contributo alla gestione delle fonti rinnovabili.

Lanciatori e governance, come arrivare in orbita

La seconda sessione, moderata da Daniele Bianchi della Sapienza Università di Roma, ha affrontato l’evoluzione del settore dei lanciatori e le prospettive di accesso allo spazio per i Paesi latinoamericani. Enrico Cavallini dell’ASI ha illustrato il peso tecnologico, industriale e strategico dei lanciatori, e Angela Natale di AVIO ha presentato il contributo del sistema di lancio europeo. Sulla governance del settore in America Latina sono intervenuti da remoto Erivando Pereira Souza della brasiliana ALADA e Juan Pablo Toro di AthenaLab, presso la Pontificia Universidad Católica de Chile.

Un percorso di cooperazione più ampio

L’incontro si inserisce in un programma di collaborazione che l’IILA porta avanti da anni: gli incontri annuali delle agenzie spaziali dei Paesi membri, il progetto per la prima missione satellitare congiunta di Panama e Repubblica Dominicana e le attività di formazione realizzate con l’ASI. Tra le iniziative più originali c’è la cooperazione triangolare Italia–Brasile–Angola sull’agricoltura spaziale, che punta a trasferire le conoscenze maturate in orbita in soluzioni innovative per le coltivazioni sulla Terra.