“Da oggi si apre davvero una pagina storica per Selinunte. Per la prima volta si pone l’accento sulla flora endemica di questo Parco così ampio da contenere brani residui della copertura vegetale primigenia. Ben sessanta esperti, ricercatori, scienziati, provenienti da 55 città diverse. Saranno rappresentate varie nazioni come la Bulgaria, Turchia, Grecia, Svizzera, Marocco, Inghilterra, Slovacchia, Francia, Germania, Canada, Spagna, Italia, Austria, Stati Uniti, Argentina Brasile, Somalia, si confronteranno su alcune delle più importanti e recenti scoperte nel campo della botanica, del paesaggio e delle scienze connesse da oggi 28 giugno fino al 30 a Selinunte. Il paesaggio naturalistico del Parco Archeologico Regionale è stato oggetto di un’importante ricerca i cui primi risultati saranno anche illustrati dagli studiosi coinvolti durante la Convention internazionale “Botany at the intersection of Nature, Culture, Art and Science”.

Il Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, con l’Organizzazione internazionale per l’esplorazione fitotassonomica dell’Area Mediterranea (OPTIMA), l’Università degli Studi di Palermo e BIAS 2018 e il supporto scientifico dell’Associazione Internazionale per la Tassonomia delle Piante (IAPT), della Società Botanica Italiana (SBI), della Fondazione Buttitta, della Fondazione internazionale pro Herbario Mediterraneo, della Fondazione Herbarium Greuter e di WISHE (World International Sicilian Heritage) ha organizzato il Simposio internazionale La Botanica fra Natura, Cultura, Arte e Scienza (Botany at the intersection of Nature, Culture, Art and Science)”. Lo ha annunciato Enrico Caruso, Direttore del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa.
“L’obiettivo è quello di esplorare l’affascinante mondo delle piante e il ruolo poliedrico della botanica nella vita umana e fare incontrare scienziati, studiosi e artisti che possono così presentare e discutere il loro lavoro e la loro esperienza. La partecipazione di illustri botanici di varia nazionalità e continenti (paesi europei ed extraeuropei) è assicurata – ha continuato Caruso – come anche di altri biologi, geografi, antropologi e artisti.
Lo scenario del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, sede dell’incontro, rappresenta anche l’ambiente ideale che combina la natura con le arti e la cultura in generale, e perfettamente
comunica gli scopi del Simposio”. Ed ecco che dopo essere stata la capitale mondiale dell’Architettura, ora il Parco Archeologico sarà per tre giorni capitale internazionale delle scienze ed anche delle geoscienze.

“La botanica è la disciplina che combina con successo diversi approcci scientifici e tecnologici con molti aspetti dell’arte e della cultura. Gli esseri umani hanno attribuito importanza culturale alla biodiversità delle piante per migliaia di anni per il loro valore utilitaristico come cibo, medicine e fonti di vari materiali. Molte specie di piante hanno un significato simbolico duraturo, che appare in emblemi nazionali, in leggende folkloristiche e documenti religiosi.
Per secoli la biodiversità vegetale ha ispirato decorazioni – ha affermato Cristina Salmeri dell’Università di Palermo – sculture, dipinti, poesie e ogni altra forma di arte, mentre è diventata un vasto soggetto multidisciplinare con input nella maggior parte delle altre discipline scientifiche connesse anche alle tecnologie, dalla tassonomia alla genetica, alla biochimica e farmacologia.
“Tra le questioni botaniche più importanti in discussione, infatti – afferma il prof. Raimondo presidente di OPTIMA – per il ruolo primario delle piante come produttori nel ciclo globale degli elementi di base della vita (energia, carbonio, ossigeno, azoto e acqua), ci sono le strategie che possono aiutare ad affrontare i problemi ambientali globali, dalla conservazione della biodiversità e gestione delle risorse alla sicurezza alimentare dell’uomo, agli organismi biologicamente invasivi, al sequestro e immagazzinamento del carbonio e quindi ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità, alla ricerca di principi attivi per usi medicinali e nutraceutici.

Il programma scientifico è organizzato in 4 sessioni orali con relatori invitati selezionati e una sessione poster. In ogni sessione ci sarà una conferenza plenaria programmatica seguita da un numero di presentazioni orali ad invito, selezionate tra i partecipanti. Le relazioni e comunicazioni avverranno prevalentemente in lingua inglese. Un servizio di traduzione simultanea inglese/italiano e viceversa sarà operativo per l’intera durata dei lavori congressuali.

Tutti gli abstracts di letture, relazioni, comunicazioni e poster saranno pubblicati in fase precongressuale in un “book of abstracts”. I testi delle letture, relazioni, comunicazioni e posters, soggetti a revisione, saranno successivamente pubblicati in un volume degli Atti del Simposio. Essi saranno ospitati in uno speciale volume della rivista Flora Mediterranea, periodico a diffusione internazionale, indicizzato Scopus”. Oggi l’inaugurazione al Baglio Florio dove si svolgeranno tutte le conferenze. Poi il 30, a chiusura dei lavori in aula, nel primo la visita al Parco.

Domani l’intervento di Chiara Modica Donà dalle Rose presidente di Bias 18 e di WISHE.

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