Un viaggio interiore, vertiginoso e necessario, tra gli abissi dell’animo umano

Ci sono viaggi che iniziano con una valigia e un biglietto, e altri che partono da uno specchio. Il libro di Paola Marzotto – di cui, curiosamente, manca quasi il titolo, come se già il contenuto bastasse a parlarci – è un pellegrinaggio interiore, un cammino teatrale e psicoanalitico tra ferite, relazioni tossiche, fantasmi familiari e strutture emotive che affondano le radici nei decenni della storia italiana.

Scritto con l’urgenza del vissuto e la lucidità della consapevolezza conquistata, il libro mette al centro il rapporto viscerale tra una madre e una figlia, simbolo potente di un’intera generazione educata alla rinuncia, alla colpa e alla paura di deludere. Le figure femminili – la Sana e la Malata – si fanno archetipi tragici, in un linguaggio che richiama la forma della tragedia greca e della prosa surrealista. Eppure, dietro lo stile ricercato e l’intensità simbolica, pulsa un’emozione reale, diretta, senza filtri.

Gli uomini, definiti come “Compagni della Paura”, si muovono in scena come forze ambigue: a volte carnefici, a volte vittime, spesso inconsapevoli protagonisti di dinamiche distruttive. Ma non è solo una questione privata: Marzotto amplia lo sguardo al sociale, mostrando come il narcisismo patologico – quello che distrugge famiglie e governa relazioni – sia lo stesso che ha infettato la politica e la cultura del nostro tempo.

Per chi viaggia non solo per vedere il mondo, ma per esplorare il proprio mondo interiore, questo libro è una mappa preziosa. Non è una lettura da ombrellone, ma piuttosto da rifugio silenzioso, da finestra con pioggia, da stazione di passaggio in cui restare il tempo necessario a riconoscere ciò che spesso ignoriamo: le radici del dolore e la possibilità della guarigione.

Consigliato a:
Lettori in cerca di verità scomode, appassionati di psicoanalisi, viaggiatori emotivi, donne (e uomini) che vogliono spezzare catene invisibili. Chi ama la scrittura autobiografica che scava e non consola, e chi crede che anche il più personale dei racconti possa diventare universale.

Prefazione di Birgit Hamer

Pagine: 148 Prezzo: 16 €

Vallecchi-Firenze

In libreria dal 18 luglio
Voto della redazione: ★★★★☆

“Raccontare il dolore non lo cancella. Ma gli dà un nome. E un nome, a volte, è già una via d’uscita.”

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