Il cronista Federico Malerba indaga su un’auto precipitata da una scogliera e scopre un passato violento legato all’attentato di via Palestro del 1993. Il diciannovesimo giallo di Fabrizio Carcano per Mursia

«Da qualche tempo somatizzo il male che vedo, che racconto, che amplifico con i miei articoli. Empatizzo con le vittime, faccio mio il loro dolore, la loro sofferenza.»

Il peso della cronaca nera

«Da qualche tempo somatizzo il male che vedo, che racconto, che amplifico con i miei articoli. Empatizzo con le vittime, faccio mio il loro dolore, la loro sofferenza.» Sono le parole di Federico Malerba, cronista di nera e protagonista dell’ultimo romanzo di Fabrizio Carcano, che fotografano perfettamente il tormento di chi deve raccontare l’orrore quotidianamente, portandoselo dentro fino a farlo diventare parte di sé.

Una scoperta che riapre il passato

Rapallo, estate 2023. Un noto medico milanese viene ritrovato con la propria auto, precipitato giù da una scogliera. Il cronista di nera Federico Malerba, inviato sul luogo dal giornale, arriva sulla scena aspettandosi l’ennesima tragedia da raccontare. Ma scoprirà ben altro ai piedi di quella roccia, immerso nelle profondità marine: un passato violento che si credeva sepolto per sempre.

Forse legato a una storia collettiva, di una Milano tramortita dall’attentato di via Palestro nel 1993, quando un’autobomba esplose seminando morte e distruzione nel cuore della città. Forse connesso a vicende private, che il cronista non avrebbe mai osato ricordare, nascoste negli angoli più bui della memoria.

Quando la cronaca diventa personale

Il sangue scorre in prima pagina, come sempre. Ma questa volta la scia sembra risalire a ricordi personali, a vecchi album di fotografie ingiallite, a volti che Malerba credeva dimenticati. C’è molto più di uno scoop ad attendere il protagonista. Mentre l’auto riaffiora dalle acque liguri, la storia degli ultimi decenni ritorna a galla insieme a verità sopite e al profilo di un altro omicida, figlio di quelle stesse ombre che hanno avvelenato Milano trent’anni prima.

Sotto un nuovo mantello, ancora in agguato dopo trent’anni, c’è di nuovo la morte. E questa volta il cronista non può limitarsi a raccontarla: deve affrontarla, comprenderla, forse riconoscerla come parte della propria storia.

Prologo: Rapallo, luglio 1993

Il romanzo si apre con un prologo che ci riporta indietro di trent’anni, a quella notte di luglio del 1993 che contiene il seme di tutto ciò che verrà.

È una notte senza stelle e senza luna, occultata da un manto di nuvole nere. Nell’ingresso di una villa c’è un vecchio barometro, retaggio dei tempi antichi: l’ago della lancetta oscilla su tempesta. Nei paesi di mare non si esce mai con quel tempaccio. Fuori regna il silenzio, aleggia la tipica quiete che precede la bufera in arrivo. In quella villa la bufera è già arrivata, ore prima.

Il ragazzo, prima di uscire, si è scolato due bicchieri di whisky, poi ha indossato una cerata blu notte, scura come il suo spirito tormentato. Sta per fare qualcosa di tremendo, di enorme rispetto a lui. Sale la scalinata tremando. L’auto lo aspetta nel piazzale davanti alla chiesa.

Poco prima ha caricato il fardello, quel corpo senza vita, nel pianale posteriore dell’utilitaria, bloccandolo con delle cinghie zavorrate per le immersioni subacquee. Il suo vincolo per l’eternità. Un segreto che il mare avrebbe dovuto custodire per sempre, ma che trent’anni dopo è pronto a riemergere.

L’autore: Fabrizio Carcano

Fabrizio Carcano, milanese classe 1973, è giornalista professionista e scrive per «Il Giorno», «ZonaMista Magazine» e «Superbasket». Attualmente è capo ufficio stampa della Blu Basket Bergamo di serie A2. La sua doppia anima di giornalista e scrittore si riflette perfettamente nei suoi romanzi, dove la precisione della cronaca si fonde con la tensione narrativa del thriller.

È opinionista televisivo in trasmissioni nazionali e locali, portando nei talk show la sua esperienza di cronista che ha visto e raccontato il lato oscuro della società italiana. Animalista convinto, gattaro, amante della buona tavola, Carcano è uno dei giallisti più amati dal pubblico milanese e lombardo, capace di raccontare il male senza mai perdere l’umanità.

Una carriera prolifica

Questo è il diciannovesimo giallo pubblicato con Mursia, una produzione impressionante che testimonia la fedeltà di un pubblico che lo segue da anni. I suoi romanzi sono stati più volte primi nelle classifiche di vendita di Amazon, confermando la capacità di Carcano di intercettare il gusto dei lettori italiani per il noir ambientato in contesti riconoscibili.

Dal 2020 è direttore della collana Giungla Gialla di Mursia, ruolo che gli permette di scoprire e valorizzare nuove voci del giallo italiano, contribuendo a mantenere vivo un genere che in Italia ha trovato negli ultimi anni una nuova vitalità.

Milano, sempre Milano

Come in molti suoi romanzi precedenti, anche in questo ultimo lavoro Milano è molto più di uno sfondo. È un personaggio, con le sue ferite mai del tutto rimarginate, i suoi segreti custoditi nelle pieghe della storia recente. L’attentato di via Palestro del 1993, evocato nel romanzo, è una di quelle cicatrici che la città porta ancora addosso, un trauma collettivo che ha segnato un’intera generazione.

Carcano conosce Milano come solo un cronista può conoscerla: non la Milano patinata delle vetrine e della moda, ma quella dei vicoli bui, delle periferie dimenticate, dei segreti nascosti dietro le facciate eleganti dei palazzi storici. È questa Milano che vive nei suoi romanzi, vera, spietata, affascinante.

Il mare che restituisce i morti

La scelta di ambientare la scoperta decisiva a Rapallo non è casuale. Il mare della Liguria, con le sue acque profonde e oscure, diventa lo specchio delle coscienze tormentate dei personaggi. Il mare conserva, nasconde, ma prima o poi restituisce. Come il passato che sembrava sepolto e invece riemerge, portando con sé verità scomode e orrori dimenticati.

La contrapposizione tra Milano e Rapallo, tra la metropoli frenetica e la cittadina ligure apparentemente tranquilla, crea una tensione narrativa che attraversa tutto il romanzo. Due luoghi, due tempi, un’unica storia di violenza e occultamento.

Per chi ama il noir italiano

Questo romanzo si rivolge agli appassionati del noir italiano che cercano storie radicate nel nostro tempo e nei nostri luoghi. Non serial killer esotici o trame inverosimili, ma il male quotidiano, quello che si nasconde dietro le apparenze normali, quello che i giornali raccontano ogni giorno nelle pagine di cronaca nera.

Per chi ha vissuto gli anni Novanta, il richiamo all’attentato di via Palestro risuonerà con particolare intensità, riportando alla memoria un periodo in cui l’Italia sembrava sull’orlo del baratro, tra stragi mafiose, terrorismo e corruzione dilagante. Carcano usa la fiction per esplorare le conseguenze a lungo termine di quegli eventi, mostrando come il trauma collettivo si trasformi in tormento individuale.

Un viaggio tra Liguria e Lombardia

Per chi ama viaggiare seguendo le tracce dei romanzi gialli, questo libro offre l’occasione di esplorare due regioni italiane molto diverse ma ugualmente affascinanti. Rapallo, con il suo lungomare elegante e le sue ville liberty, nasconde sotto la superficie turistica storie e segreti che aspettano solo di essere scoperti.

Milano, con i suoi luoghi legati alla storia recente, dai Giardini Pubblici di via Palestro ai quartieri popolari della periferia, diventa un museo a cielo aperto della memoria italiana degli ultimi decenni. Visitare questi luoghi dopo aver letto il romanzo significa vederli con occhi diversi, più consapevoli della stratificazione di storie che contengono.


Il nuovo romanzo di Fabrizio Carcano è disponibile in tutte le librerie e online su Amazon.


Per chi ama il noir italiano ambientato a Milano, consigliamo anche I romanzi di Giorgio Scerbanenco, gialli ambientati a Milano


Nota per i lettori: Questo articolo contiene link affiliati. Acquistando tramite questi link, ClassTravel riceverà una piccola commissione senza costi aggiuntivi per voi.

COMMENTA