Il nuovo romanzo dell’autrice olandese racconta due tredicenni alle prese con l’odio online e la fine del mondo

Elena ha tredici anni e un canale online di successo, Leni sistema tutto. Poi un suo video sulle paure diventa virale, scatena reazioni estreme e la rabbia degli hater. In pochi giorni il suo mondo digitale crolla. È da qui che parte Nel buio io ti vedo, il nuovo romanzo di Anna Woltz, in libreria dal 13 novembre per Beisler nella traduzione di Anna Patrucco Becchi: 176 pagine, 15,90 euro, consigliato dai 10 anni.

Senza più telefono e con un taglio di capelli improvvisato, Elena si rifugia per l’estate nella casa di campagna della zia Loes. Lontana dagli schermi, ma non dalle proprie paure.

Un ragazzo che aspetta la catastrofe

In campagna incontra Atlante, un coetaneo ombroso e silenzioso. Ha perso la madre ed è ossessionato dall’idea che il mondo stia per finire, per una catastrofe o una tempesta solare. Così si prepara da solo a diventare un prepper: accumula provviste, impara tecniche di sopravvivenza.

Tra boschi bui, temporali in arrivo e segreti taciuti, i due ragazzi imparano a guardarsi davvero. Intorno a loro si rivela una comunità capace di stringersi attorno alle fragilità. E la lezione che ne ricavano è semplice e difficile insieme: superare le paure non significa esporsi al giudizio di uno schermo, ma trovare il coraggio di fidarsi degli altri nel mondo reale.

Due sguardi che si alternano

Woltz costruisce il romanzo come un doppio ritratto. Il lettore vede Atlante attraverso gli occhi di Elena, poi Elena attraverso quelli di Atlante. Capitolo dopo capitolo il mistero si infittisce e la tensione cresce, con il passo di un thriller emotivo e la delicatezza di un romanzo di formazione. Fino a un finale scoppiettante, in cui i due scoprono che il mondo non finirà finché resta la fiducia, in sé e negli altri.

Dentro il libro c’è molto del presente: la paura del futuro, il rumore incessante dei social, l’odio che corre dietro gli schermi. E, in contrasto, il bisogno di contatti veri e di qualcuno che resti.

«Il mondo sta diventando più spaventoso? No»

La domanda da cui è nato il romanzo, racconta l’autrice, è una sola: com’è essere giovani oggi? Woltz ricorda un’adolescenza in cui tutti erano convinti che il mondo sarebbe andato sempre meglio, e in cui fuori da scuola si era davvero lontani da tutto, senza un dispositivo in mano a riversare opinioni, cuori e odio. Scrivendo si è chiesta se il mondo stia diventando più stupido, più spaventoso, più imprevedibile. La sua risposta è netta: no.

L’autrice e la traduttrice

Nata a Londra nel 1981 e cresciuta all’Aia, Anna Woltz è una delle voci più apprezzate della narrativa per ragazzi in Olanda e a livello internazionale. I suoi libri hanno vinto numerosi premi. Il film tratto da Tess e la settimana più folle della mia vita, diretto da Steven Wouterlood, è stato presentato ai festival di Berlino e New York con grande successo.

Anna Patrucco Becchi, formata in studi letterari e filosofici tra Italia e Germania, traduce da tedesco, nederlandese e inglese, specializzata nella letteratura per l’infanzia. È stata tre volte selezionata per il Premio Strega Ragazze e Ragazzi: finalista con Nove braccia spalancate di Benny Lindelauf e Hotel Grande A di Sjoerd Kuyper, vincitrice con Come ho scritto un libro per caso di Annet Huizing.


Anna Woltz, Nel buio io ti vedo, traduzione di Anna Patrucco Becchi, Beisler, 176 pagine, 15,90 euro, età 10+. In libreria dal 13 novembre