Nascosta tra i palazzi eleganti del 1° arrondissement, a pochi passi dalla rue de Rivoli e dal Palais Royal, sorge una delle chiese più singolari e meno conosciute della capitale francese: Notre-Dame-de-l’Assomption. Piccola nelle dimensioni, gigantesca nell’ambizione architettonica, questa chiesa racconta secoli di storia parigina, religiosa e politica.
Notre-Dame-de-l’Assomption è una di quelle meraviglie parigine che il turismo di massa ignora, proprio a due passi dal Louvre. Eppure, varcare la sua soglia significa compiere un viaggio simultaneo nel tempo e nello spazio: ci si trova in una Roma secentesca, in una Parigi rivoluzionaria e in una Polonia dell’esilio, tutto nello stesso istante.
L’interno, raccolto e quasi spoglio, con i banchi di legno scuro e la luce che filtra dalle finestre della cupola sull’affresco di de La Fosse, invita a una sosta silenziosa. Non serve essere credenti per sentire il peso di quella storia.

photo credit Anna Maria De Luca
Le suore agostiniane e il Cardinal de la Rochefoucauld
La storia dell’edificio inizia il 6 settembre 1622, quando il cardinale de la Rochefoucauld insedia in questo luogo un gruppo di suore agostiniane chiamate le Filles de l’Assomption, note anche come Nouvelles-Haudriettes. Il loro nome popolare derivava dall’ospizio delle Haudriettes, situato in rue de la Mortellerie, lungo la place de Grève — l’odierna place de l’Hôtel-de-Ville.
La comunità religiosa si stabilisce nel cuore della città, portando con sé una vocazione contemplativa e una tradizione di cura per i più bisognosi.
Charles Errard e il sogno del Panthéon
Tra il 1670 e il 1676, l’architetto Charles Errard — fondatore dell’Accademia di Francia a Roma e grande conoscitore dell’architettura classica — progetta e fa costruire una grande cappella per le suore. La scelta stilistica è audacissima: una cupola enorme, visibilmente ispirata al Panthéon di Roma, domina l’intero edificio.
Il risultato è una chiesa quasi interamente circolare, con una facciata a colonne corinzie che ricorda più un tempio antico che una chiesa parigina del XVII secolo. In una città dove il gotico e il barocco francese la facevano da padrone, Notre-Dame-de-l’Assomption rappresentava una vera e propria anomalia romana — un frammento dell’Urbe trapiantato sulla Senna.

photo credit Anna Maria De Luca
All’interno, la cupola è decorata da un grandioso affresco di Charles de La Fosse, pittore prediletto di Luigi XIV, che celebra l’Assunzione della Vergine. La composizione, morbida e luminosa, si distende sulla volta come un cielo aperto, creando un effetto di vertiginosa elevazione spirituale.

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La Rivoluzione e la rinascita
Come molte chiese parigine, Notre-Dame-de-l’Assomption non scampò alle tempeste della Rivoluzione francese. Il convento venne soppresso, i suoi spazi ceduti alla neonata rue de Mondovi e alla Cour des Comptes. La chiesa fu sconsacrata, i beni dispersi.
Ma l’edificio sopravvisse — forse proprio grazie alla sua struttura così particolare, difficile da ignorare o demolire senza lasciare un vuoto visibile nel tessuto urbano.

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La vocazione polacca dal 1850 a oggi
Nel 1850 la chiesa venne affidata alla comunità polacca di Parigi, e da allora porta nel cuore della capitale francese una piccola anima della Polonia. È ancora oggi nota come église polonaise, luogo di culto, memoria e identità per la diaspora polacca in Francia — una comunità che nel corso dell’Ottocento, dopo le insurrezioni fallite contro il dominio russo, trovò a Parigi rifugio e speranza.
Ogni domenica, tra quelle mura che respirano Roma e parlano francese, la messa viene celebrata in polacco.

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