Pubblicato nella celebre collana d’introduzione alle scienze sociali Repères (Éditions La Découverte), Sociologia della temporalità è un saggio che ci offre una sintesi chiara e rigorosa di come la sociologia abbia affrontato e continua ad analizzare la dimensione temporale della vita umana.
Chi è Benoît Hachet
Benoît Hachet è un sociologo, ricercatore e docente francese presso la École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi e associato al Centre Maurice Halbwachs. I suoi studi si concentrano principalmente sulla sociologia del tempo, le dinamiche della vita quotidiana, la sociologia della famiglia, delle età e delle routine individuali e collettive.
Il suo approccio unisce l’analisi teorica del tempo sociale all’indagine empirica concreta, osservando come le persone gestiscono, percepiscono e negoziano il tempo nella società contemporanea (orari di lavoro, tempi di cura, ritmi familiari, uso delle tecnologie).
Il tempo come costruzione sociale e culturale
L’idea di fondo del libro di Hachet è che il tempo non è una grandezza puramente naturale o astronomica, ma una costruzione sociale e culturale. Hachet ripercorre la storia del pensiero sociologico (da Émile Durkheim a Norbert Elias), mostrando come il tempo non sia un “contenitore vuoto” dentro cui avvengono le cose, ma un quadro di riferimento sociale.
Nelle società tradizionali il tempo era legato ai cicli naturali (stagioni, luce del sole). Con l’avvento dell’orologio e dell’industrializzazione, il tempo è diventato astratto, misurabile, sincronizzato e monetizzato (“il tempo è denaro”).
La pluralità delle temporalità
Il libro evidenzia come non esista un solo tempo, ma una molteplicità di temporalità che spesso entrano in conflitto tra loro: abbiamo il tempo professionale, scandito dalle scadenze lavorative, dalla produttività e dai turni. Il tempo domestico e di cura (care), un tempo circolare, spesso invisibile e tradizionalmente sbilanciato dal punto di vista di genere. Abbiamo poi il tempo libero e del consumo: sempre più mercificato e pianificato e il tempo biologico e delle età della vita: come la società definisce cosa è “opportuno” fare a un’ora precisa o in una determinata fase della vita (giovinezza, età adulta, vecchiaia).
L’accelerazione sociale e la modernità tarda
Ispirandosi ai lavori di sociologi contemporanei come Hartmut Rosa, Hachet analizza il fenomeno dell’accelerazione dei ritmi di vita: Le nuove tecnologie di comunicazione e l’urgenza dell’economia contemporanea creano una sensazione costante di “mancanza di tempo” (time squeeze). Si assiste alla frammentazione del tempo: la vita quotidiana è spezzettata in micro-compiti e attività svolte contemporaneamente (multitasking).
Disuguaglianze e potere temporale
Un contributo fondamentale dell’analisi di Hachet riguarda il legame tra tempo e potere. Il controllo del tempo è un fattore di stratificazione sociale: chi possiede risorse e potere ha la capacità di disporre del proprio tempo e di far attendere gli altri.
Le fasce più deboli soffrono di povertà temporale o, al contrario, subiscono temporalità imposte (es. lavoratori della gig economy sottoposti ad algoritmi e orari imprevedibili). In Sociologia della temporalità, Benoît Hachet dimostra che strutturare il tempo significa strutturare la società. Comprendere come organizziamo, acceleriamo o frammentiamo i nostri orari non è solo una questione di agenda personale, ma la chiave per interpretare le forme moderne di controllo sociale, le disuguaglianze e il benessere individuale.
Guarda la puntata di Radio Libertà in cui abbiamo parlato di questo libro:
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