Esiste una rotta, tra i ghiacci del Canada, che collega Atlantico e Pacifico: difficile, labirintica, spesso impraticabile. Un grande filosofo francese l’ha trasformata nella metafora perfetta per il rapporto tra scienza e cultura umanistica. Il libro si intitola “Il passaggio a Nord-Ovest”, di Michel Serres, pubblicato da Meltemi.

Chi è Michele Serres
Michel Serres, filosofo e storico della scienza francese, è vissuto dal 1930 al 2019. Ha insegnato alla Sorbonne Université e alla Stanford University, una carriera che ha attraversato Francia e Stati Uniti. È stato tra i filosofi francesi più originali e influenti del secondo Novecento, con una caratteristica precisa: ha dedicato tutta la sua opera a costruire ponti tra discipline: scienze esatte e scienze umane, matematica e letteratura, fisica e mito. Un aneddoto curioso.
Serres è stato anche bersaglio della celebre “burla” di Alain Sokal e Jean Bricmont, i due fisici che negli anni Novanta denunciarono l’uso improprio di concetti scientifici da parte di certi filosofi francesi. Tra le sue opere più note, “Il contratto naturale”, uno dei primi testi filosofici sull’ecologia, e, uscito postumo, “L’incandescente”.
Il progetto Hermès
Questo libro è il quinto e ultimo volume del progetto “Hermès”, pubblicato in Francia nel 1980: tra il 1969 e quell’anno, Serres pubblica cinque volumi — comunicazione, distribuzione, interferenza, biforcazione, e infine questo — come una sorta di “non-enciclopedia” della storia della comunicazione e del sapere. Meltemi ne propone oggi la nuova edizione italiana, confermando la sua vocazione a recuperare classici della filosofia per il pubblico contemporaneo.
Il passaggio conquistato solo da Amundsen
Il Passaggio a Nord-Ovest è realmente esistito come rotta navale: un percorso tra arcipelaghi, golfi e stretti nell’estremo Nord canadese, cercato per secoli dagli esploratori europei, conquistato solo nel 1906 da Amundsen. Serres ne fa una metafora potente: il rapporto tra scienze esatte e scienze umane è come questa rotta: interrotto, ma praticabile. Non ci sono ponti facili e già costruiti, ma un’esplorazione continua, faticosa, fatta di tentativi ed errori. L’autore si muove lungo zone di confine dove si incontrano rigore e immaginazione, mito e accuratezza, conoscenza consolidata e conoscenza selvaggia.
Un invito a rimettersi in cammino
Il libro non offre soluzioni facili: è un invito a rimettersi in cammino, accettando la complessità come condizione stessa del sapere. La conoscenza non è un continente unico, ma un arcipelago e il compito del pensiero è trovare, ogni volta, un nuovo passaggio.
Guarda la puntata di Radio Libertà in cui abbiamo parlato di questo libro:









