Dalla casa bunker alla casa bicicletta, dalla casa nido alla casa shuttle, la Breve storia sui futuri della casa presenta una panoramica delle sfide e delle opportunità che il settore delle costruzioni dovrà affrontare nei prossimi decenni per adattarsi a un contesto complesso e variegato. Grazie anche a contributi di docenti, imprenditori ed esperti delle varie sfumature dell’edilizia contemporanea, il saggio risponde alla domanda: come anticipare le tendenze e sviluppare soluzioni innovative? Le passate generazioni amavano dire che la casa è un valore. Nel cosiddetto “mattone”, però, deve esserci un pregio che è ben più che monetario: oggi, le nostre abitazioni esprimono nuove necessità e di inedite prospettive. Spetta ai costruttori (in senso letterale) del futuro il compito di concepire soluzioni tecnologiche, materiali d’avanguardia, ma anche sistemi di business innovativi, sostenibili, sicuri ed equi.

«Tutta la differenza fra costruzione e creazione è esattamente questa: una cosa costruita si può amare solo dopo che è stata costruita; ma una cosa creata si ama prima che esista». La riflessione di Gilbert Keith Chesterton, tratta da un suo celebre saggio su Il Circolo Pickwick di Charles Dickens, risulta ancora valida più che mai in un tempo come quello che stiamo vivendo, segnato da grandi sfide globali, economiche e sociali. Il contesto in cui ci muoviamo, sempre più incerto e complesso, ci rivela ogni giorno la necessità di guardare al futuro con la giusta prospettiva, affrontando con urgenza questioni legate a temi come il cambiamento climatico, l’inclusione sociale e la sostenibilità, ponendole al centro dell’agenda politica, dell’impegno delle imprese e della mobilitazione di gran parte della società civile. In questo contesto l’edilizia è chiamata a costruire il presente con l’obiettivo di creare un futuro ispirato a valori senza i quali non è possibile immaginare una realtà sostenibile, inclusiva e resiliente. Saper scegliere, oggi, il futuro che vogliamo creare e lasciare alle prossime generazioni, è, infatti, l’unico modo possibile per plasmare il presente. (dalla prefazione di Angelica Krystle Donati)

FABIO MILLEVOI nasce a Trieste, città dallo sguardo presbite, nel 1958. È direttore di ANCE Friuli Venezia Giulia per professione e futurista per necessità. Consegue la laurea in giurisprudenza nella sua città e il Master in previsione sociale a Trento. Docente a contratto in Futures studies e Sistemi anticipanti nel Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell’Università di Trieste, è autore della teoria CASA, acrostico di Creatività, Attrattività, Sensibilità, Azienda.

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