Nel cuore pulsante dell’arte contemporanea romana, ottobre 2025 ha visto l’apertura di una mostra che ha catturato l’attenzione di collezionisti, critici e appassionati d’arte: Voyeurismo Astratto, personale del pittore Roberto Saglietto, ospitata dalla Sacripante Art Gallery in via Panisperna, 59.

Roberto Saglietto è un artista italiano contemporaneo noto per il suo linguaggio pittorico teso all’astrazione, capace di fondere sensibilità filosofica e ricerca visiva. Nato in Liguria, Saglietto ha un percorso formativo e professionale non convenzionale che attraversa più aree disciplinari: dopo aver conseguito la maturità classica, ha proseguito gli studi universitari conseguendo una laurea in economia politica, un master in International Management e successivamente una laurea in Conservazione dei Beni Culturali, approfondendo così sia le dinamiche di mercato sia la storia e il valore delle opere d’arte. 

L’esposizione è stata inaugurata martedì 22 ottobre 2024, con apertura al pubblico dalle ore 18:30, e ha offerto al pubblico un percorso di opere che abbracciano l’astrazione nelle sue molteplici declinazioni, riuscendo a trasformare la visione in esperienza sensoriale e mentale.

Il titolo della mostra, Voyeurismo Astratto, invita immediatamente a riflettere sull’atto stesso di guardare. In un tempo dominato dall’immagine come strumento di consumo veloce, Saglietto propone una pittura che non si limita a rappresentare, ma sollecita l’occhio a un dialogo più profondo. Il voyeurismo, inteso non come spettacolarizzazione del dettaglio, ma come osservazione attenta e discreta dello spazio visivo e interno dell’opera, diventa metafora della relazione tra artista, opera e spettatore.

Nato in Liguria, Roberto Saglietto è approdato alla pittura astratta dopo anni dedicati alla sperimentazione visiva. Diverse mostre tra la Liguria e Roma fino alla Biennale di Venezia dove ha mostrato quanto abbia consolidato nel tempo un proprio linguaggio visivo riconoscibile, caratterizzato da una tensione costante tra struttura e intuizione.

Dopo decenni vissuti nel mondo della finanza internazionale come broker nei mercati azionari e negli strumenti derivati, con incarichi a Parigi, Copenaghen e Amsterda, agli inizi degli anni 2000 ha deciso di prendere le distanze da quel settore professionale per dedicarsi con crescente intensità alla pittura, ai suoi interessi per la cultura classica e per la storia dell’arte

Questa volta ha scelto di esporre nella Sacripante Art Gallery, un luogo che coniuga suggestioni storiche a un’atmosfera contemporanea e che invita il pubblico a vivere un’esperienza immersiva.

La mostra ha riscosso interesse sia durante il vernissage sia nel corso delle settimane seguenti, rimanendo visitabile fino ai primi giorni di novembre, con un buon afflusso di visitatori e critici colpiti dalla sua sfida alla percezione visiva tradizionale.

Le opere esposte sviluppano una grammatica di segni, colori e ritmi, in cui forme geometriche, gesti pittorici e spazi di colore si intrecciano in composizioni che sembrano orchestrare una danza tra percepito e non percepito. Questa dialettica apre una dimensione in cui l’astrazione non è più semplice astrazione formale, ma diventa campo di indagine psicologica e filosofica, segnando una rottura con la visione puramente oggettuale.

Tra i suoi traguardi più significativi degli ultimi anni si ricordano una mostra personale presso l’AECA Tri-Mission Art Gallery all’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma (aprile 2024) e la sua partecipazione alla 60ª Biennale di Venezia del 2024



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