Dopo aver dato rinnovato impulso alla Pro Loco, facendo forza su una squadra vincente, da oggi, insieme alla nuova Amministrazione comunale e al neo Sindaco Gianni Colangeli, troveranno sicuramente il modo di rivoluzionare Collepietro.


C’è chi sceglie di restare e chi sceglie di costruire. Rubino Tomassetti, energia allo stato puro, una vita nei carabinieri del ROS, appartiene alla seconda categoria: collepetrano doc, ha già mostrato i risultati del mettere le proprie energie e quelle di encomiabili volontari e amici al servizio del paese. Come? Dirigendo la Pro Loco, l’associazione che dal 2023, valorizzando il già egregio lavoro fatto dai predecessori, sta portando avanti con determinazione la missione di promuovere e valorizzare questo piccolo borgo di montagna.
Ora si avvia verso una nuova sfida insieme al Comune. Una doppia presenza che non è sovrapposizione ma sinergia: l’uno rafforza l’altro, in un comune dove ogni voce conta e ogni iniziativa richiede spirito di squadra.


Sidera, il cielo sopra Collepietro

A quasi 850 metri di quota, lontano dall’inquinamento luminoso delle città, Collepietro gode di cieli eccezionalmente limpidi, perfetti per l’osservazione notturna. Tomassetti ha saputo cogliere questa straordinaria risorsa naturale e trasformarla in un’opportunità concreta per il paese: un luogo dove residenti, scolaresche e turisti possono alzare gli occhi verso le stelle e riscoprire il fascino dell’astronomia, comodamente sdraiati su fantastiche poltrone di design.

Si chiama Sidera Tredecim Collis Petri, letteralmente “le tredici stelle di Collepietro”, ed è una installazione permanente all’aperto, attiva dal 10 agosto 2024, nella zona tratturale Centurelle–Montesecco. Si trova in un pianoro aperto tra la conca aquilana, la valle Peligna e la val Pescara, a mezz’ora di cammino dal comune di Collepietro.

Da qui si domina un panorama che abbraccia il massiccio del Velino-Sirente, il Gran Sasso, la gola di Popoli, la Maiella e la Valle Peligna. Sidera nasce come trekking serale e notturno che unisce il cammino e il fascino dell’arte installativa, con itinerari che partono da Collepietro verso la Serra di Navelli, per vivere un percorso dal tramonto al cielo stellato.

Oltre all’astronomia, il sito viene utilizzato anche per eventi culturali: nel 2025, ad esempio, il festival “Paesaggi Sonori” ha ospitato concerti al tramonto proprio in questo scenario. Noi di www.ClassTravel.it lo abbiamo scoperto grazie a Il Bosso perché Collepietro è uno dei 15 Paesi Narranti del Gran Sasso, nati appunto dalla collaborazione tra il GAL Gran Sasso Velino, la Società Cooperativa Il Bosso e le Amministrazioni comunali coinvolte, all’interno del progetto “Abruzzo E-Quality Experience”, con l’obiettivo di rafforzare l’identità territoriale e costruire un’offerta turistica integrata.

L’Associazione Paesi Narranti del Gran Sasso riunisce 15 comuni del territorio: Barisciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelvecchio Calvisio, Collepietro, Navelli, Ofena, Prata d’Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Pio delle Camere, Santo Stefano di Sessanio e Villa Santa Lucia degli Abruzzi. La sfida dichiarata è raccontare il territorio “senza filtri”, affrontando criticità, valorizzando opportunità e mettendo al centro le comunità locali, con una rete viva che trasforma la visita in un’esperienza autentica e partecipata.

Oltre all’astronomia, il sito di Sidera viene utilizzato anche per eventi culturali: nel 2025, ad esempio, il festival “Paesaggi Sonori” ha ospitato concerti al tramonto proprio in questo scenario. In sintesi, Sidera è un luogo dove natura, arte, storia e astronomia si incontrano, diventando uno dei punti di forza del piccolo borgo abruzzese conosciuto anche come il “Borgo del Respiro”.
I Paesi Narranti non sono semplicemente un’aggregazione di borghi: sono comunità vive, ricche di memoria, tradizione e visione, che custodiscono l’identità antica delle Terre dei Vestini, il popolo italico che un tempo abitava questi territori.
Sdraiarsi sotto le stelle è diventato così un vero punto di attrazione per il territorio, capace di richiamare appassionati da tutta la regione e di dare a Collepietro una vocazione turistica originale e distintiva. Le stelle, da sempre compagne silenziose di questo borgo di montagna, diventano così anche motore di sviluppo e di curiosità.

Photo credit Marco Tigretti

Perché Sidera è così speciale

Per capire perché questo luogo sia così speciale per l’astronomia, bisogna conoscere il territorio su cui sorge. Collepietro si trova nel cuore dell’Altopiano di Navelli, su uno sperone roccioso a 849 metri di altitudine. In questo piccolo gioiello medievale in provincia dell’Aquila l’inquinamento luminoso è minimo: l’altezza e l’isolamento rendono il cielo notturno di questo borgo tra i più limpidi e stellati dell’intera regione.

L’antico Collis Petri, con le sue case del centro storico aggruppate sulla cima rotonda del colle, era un paese-sentinella sulle due storiche strade che lo attraversavano: in alto la via degli armenti, il regio tratturo Centurelle-Montesecco, bretella del Tratturo Magno; in basso la romana via Claudia Nova. Un borgo che ha sempre guardato lontano, dunque — e ora guarda anche in su.

Ed è esattamente in questo contesto che Tomassetti ha voluto costruire il punto per godere della bellezza delle stelle trasformando una risorsa naturale silenziosa e invisibile — il buio, la quota, la limpidezza dell’aria — in un’attrattiva concreta per il paese. Collepietro è una meta ideale anche per chi è alla ricerca di un posto lontano dalla confusione, per fermarsi ad osservare il cielo notturno, e salendo verso Sidera Tredecim Collis Petris la vista sarà davvero eccezionale.

Photo credit Marco Tigretti

Il filo che lega: quando l’uncinetto diventa patrimonio e comunità

Tra le iniziative più belle e originali promosse dalla Pro Loco sotto la guida di Tomassetti spicca il progetto “Il filo che lega”Ilfilochelega — un progetto di grande valore sociale che ha come obiettivo la conservazione e la trasmissione della tradizione locale dell’uncinetto, un’arte antica e preziosa che rappresenta un autentico patrimonio culturale del territorio.

Le “uncinettine” di Collepietro – Nada Rosa, Giovanna Tomassetti, Rosa Maria D’Alfonso, Annamaria Palermo, Gabriella Muscato, Giovanna Catena, Wanda Colella, Alessandra Leone, Manuela Ciolli, Vincenzina Moretti, Rosalba Nolletti, Silvia Narducci, Rosella Moretti, Elmora Gasparre, Maria Teresa Grande – con la loro arte realizzano installazioni capaci di rapire il cuore di chi le ammira. Centrini, stelle e composizioni colorate hanno trasformato gli angoli del paese in spazi di bellezza inattesa, portando colore e calore tra i vicoli e le piazze del borgo.


Incontri, mani e sapere condiviso

Il cuore del progetto sono gli incontri di manualità, durante i quali donne adulte ed esperte trasmettono le loro competenze a chi si avvicina per la prima volta a quest’arte. Questi momenti di condivisione non sono solo un’occasione per abbellire il paese con decorazioni per le vie di Collepietro: sono soprattutto un modo per rafforzare i legami sociali, creare nuove amicizie e scambiare trucchi, conoscenze e storie tra le partecipanti.

Le attività si svolgono anche durante i mesi invernali, accompagnate da momenti conviviali con bevande calde e dolci fatti in casa, creando un’atmosfera di calore e condivisione che va ben oltre l’uncinetto. Il progetto ha inoltre promosso l’insegnamento dell’arte dell’intreccio anche a visitatori provenienti da paesi limitrofi e da altre regioni, contribuendo alla conservazione di tecniche artigianali che altrimenti rischierebbero di scomparire.

Photo credit Marco Tigretti

Un modello per i borghi d’Italia

La visione di Tomassetti e della sua Pro Loco guarda lontano. “Il filo che lega” punta a diventare un modello replicabile in altre zone montane o isolate, dove le tradizioni locali rischiano di perdersi nel silenzio dello spopolamento. L’obiettivo è favorire uno scambio autentico tra comunità diverse, mantenendo l’identità di ciascun territorio e arricchendosi reciprocamente attraverso usi, costumi e tecniche artigianali.

Tra i progetti futuri figurano workshop per i turisti, collaborazioni con scuole elementari e medie per avvicinare i giovani alla manualità, e la presenza in ospedali per offrire momenti di pace e relax attraverso l’arte dell’uncinetto. Non manca la visione economica: queste attività potrebbero trasformarsi in opportunità concrete di lavoro nel settore dell’artigianato, con la produzione di oggettistica, abbigliamento e bomboniere solidali, fino alla possibilità di dar vita a una vera e propria cooperativa di comunità.


Piccolo paese, grande cuore

Collepietro conta poche centinaia di abitanti, si trova a quasi 850 metri di quota nella provincia dell’Aquila ed è uno di quei borghi che l’Italia rischia di dimenticare. Ma chi ci vive e ci lavora sa bene che la dimensione piccola non è un limite: è una risorsa, quando le persone si mettono insieme con un obiettivo comune.

In fondo, a Collepietro si guarda in alto in tutti i sensi: verso le stelle e verso un futuro costruito filo dopo filo, con le mani e con il cuore. Il motto della Pro Loco dice tutto: “Tutti insieme abbiamo già vinto.”

Con Rubino Tomassetti Collepietro dimostra che il filo che lega non è solo quello dell’uncinetto. È il filo di una comunità che si conosce, si rispetta e lavora unita per costruire qualcosa che duri nel tempo. Le idee, d’altronde, camminano con le gambe degli uomini — e a Collepietro, di gambe vogliose di camminare, ce ne sono ancora tante.

Anna Maria De Luca